giovedì 13 settembre 2018

Giurisprudenza di scopo (reato di mafia e meno anni di detenzione)


"... al netto del linguaggio criptico il concetto è perfettamente sovrapponibile al più rozzo “pensiero” di Alfonso Bonafede: la corruzione permea ampi strati della società cosi da rendere inutile la violenza e l’intimidazione, specchiandosi le componenti criminali e sociali l’una nell’altra.
Lo “stigma” mafioso funge dunque da Daspo giudiziario, perchè alla pena non eccessiva (in quanto commisurata ad una pericolosità “debole”) si sostituisce con ben maggiore efficacia il complesso delle preclusioni e delle misure di sicurezza per pervenire alla “sanzione sociale” della esclusione dal mondo produttivo dal colpevole. Appunto, “chi sbaglia paga”.
Si sta celebrando dunque tra settori della Magistratura e della politica al governo una saldatura motivata dalla esigenza di bonifica dalla corruzione. Eppure non sono passati che pochi mesi da quando la Corte Costituzionale ha ribadito la sua ferma contrarietà alla “Giurisprudenza di scopo” ed al ruolo del giudice come argine sociale contro i fenomeni criminali. Il rischio, osserva la Consulta di causare la perdita della necessaria terzietà e va aggiunto l’elevata probabilità di conflitti politici di cui i contrasti con la Lega di Salvini possono essere un’avvisaglia."

Cataldo Intrieri

(by Nicola)

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