sabato 29 settembre 2018

Il debito pubblico della Germania e quello dell'Italia



La situazione economica Europea sta progredendo nel senso della diminuzione del debito tedesco. Nel 2012 il debito della Germania era superiore al nostro (2202 miliardi, mentre quello italiano era di 1990 miliardi). Oggi la situazione è alquanto mutata, il debito tedesco è di 2108 miliardi, mentre quello italiano di 2200 cioè 92 miliardi in più.
Comunque come si nota l’ammontare totale del debito tedesco non è molto diverso da quello italiano. Dunque perché i mercati agiscono a sfavore dell’Italia e sempre a favore della Germania? La verità è che nell’Unione Europea la Germania è libera da vincoli (non ha mai dichiarato il suo surplus commerciale ed ha violato per cinque anni i limiti del trattato di Maastricht, senza che la Commissione Europea intervenisse) mentre l’Italia è stata costretta al pareggio di bilancio fin dal 1997 con un regolamento illegittimo, e come tale è riconosciuto dalla stessa Unione Europea, del Consiglio Europeo e non ha potuto diminuire il debito perché costretta al regime di austerity imposto dall’Unione Europea stessa.
D’altronde tutto il debito pubblico italiano è costituito dagli interessi che il mercato globale ci ha messo sulle spalle attraverso illegittime speculazioni finanziarie. Il governo italiano dovrebbe, quindi, vietare in modo assoluto la svendita di fonti di produzione della ricchezza nazionale (vedi Ilva e Alitalia), dovrebbe dotare l’Italia almeno di una banca pubblica, dovrebbe ancora evitare le privatizzazioni e le delocalizzazione ricorrendo, come ha fatto la Francia, alle nazionalizzazioni più ampie possibili.
Si vuol dire che il governo dovrebbe da un lato procedere alla revisione del debito, in quanto costituisce debito ingiusto quello imposto dalla speculazione finanziaria, e dall’altro proporre al parlamento una legge interpretativa costituzionalmente orientata che modifichi gli articoli del codice civile sulla disciplina della proprietà privata. Ciò perché sovente in dottrina e giurisprudenza si ostinano a non tener conto dell’articolo 42 della Costituzione il quale, con una disposizione precettivo, subordina la tutela della proprietà privata (il punto di forza di multinazionali e finanza) alla “funzione sociale della proprietà”. 
 
Paolo Maddalena

(by nicola)

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