venerdì 22 settembre 2017

Vieni a Napoli! 30 settembre/1 ottobre per 'ATTUARE LA COSTITUZIONE'

 
Ecco i riferimenti per poter partecipare ed aderire, informarsi ed aiutarci a divulgare e a diffondere l'iniziativa:
- Sito: www.attuarelacostituzione.it (dove si possono seguire tutte le indicazioni per essere operativi)


"Il prossimo 30 settembre e 1 ottobre, mentre a Torino si svolgerà il G7 del Lavoro, nello scenario di un’Europa che continua a perseguire le politiche neoliberiste più sfrenate, a Napoli si terrà l’assemblea nazionale di coordinamento del percorso “Attuare la Costituzione, un dovere inderogabile” che compirà due anni proprio in quei giorni.

Il Manifesto predisposto dal Comitato promotore, che sta lavorando all’organizzazione dell’Assemblea, e che si è costituito su appello di Paolo Maddalena, è un documento di denuncia ma anche di azione e proposta: l’invito a partecipare alla costruzione di un Coordinamento che avrà la responsabilità di portare avanti il percorso comune su basi organizzative e di efficienza consone ad una grande stagione di attuazione della Costituzione “dal basso”, a partire dal territorio, coinvolgendo famiglie, associazioni, Comuni, in  “un’organizzazione apartitica e no profit che promuoverà ed eserciterà la propria azione sia sul  piano  legislativo (Referendum  e  Proposte  di  legge  di  iniziativa  popolare),  che sul piano amministrativo  e  giudiziario  (azione popolare), intervenendo altresì con strumenti di comunicazione adeguati sulla formazione del consenso/dissenso”.

Il programma di base dell’Assemblea, allegato insieme al manifesto, cercherà di affrontare, nella prima giornata di lavoro, i principali temi nevralgici del Paese con una serie di sessioni che, aperte da un momento formativo, faranno il punto della situazione e si concentreranno su proposte operative che il Coordinamento potrà fare proprie e si impegnerà a portare avanti inserendole in un piano di azioni strategiche. La seconda giornata assembleare si svolgerà in tre sessioni parallele che, sulla base del lavoro della prima giornata, prepareranno la costituzione del Coordinamento nazionale e le prime strategie di comunicazione e di azione.

Riteniamo che sia non più derogabile lavorare insieme e organizzarci in maniera stabile per condividere la responsabilità di ricostruire la nostra Comunità, passando dalla difesa della Costituzione, alla sua piena attuazione attraverso l’esercizio della sovranità popolare.

Inviamo, quindi, ad ogni Organizzazione, quelle interessate e già vicine al percorso, e quelle che esprimeranno l’interesse ad esserci, tutti i documenti necessari per valutare la propria adesione al Coordinamento e per essere protagonista, col proprio contributo, di questa intensa due giorni assembleare: chi vorrà aderire sarà chiamato a farlo attraverso un format pubblicato sulla pagina web dell’Assemblea, versando la propria quota di adesione, e contribuendo al coinvolgimento di ogni organizzazione presente nella propria rete di contatti.

La Segreteria operativa e il Comitato promotore lavoreranno per dare il massimo supporto di informazione e per soddisfare ogni esigenza di organizzazione e logistica."

Il Comitato promotore

(by Nicola)

giovedì 21 settembre 2017

EOLICO. Attacco al Sannio - L'incontro di Sassinoro


La nostra Associazione (OML), AIIG Molise, Italia Nostra Molise, unitamente a cittadini e Comitati impegnati nella difesa della Montagna Sannita, hanno partecipato alla riunione operativa tenutasi presso il Municipio di Sassinoro (BN).
Presenti, oltre al Sindaco, i Consiglieri Todisco (Regione Campania), Petraroia (Regione Molise) e il giudice Cantore.
Nei prossimi giorni sul nostro blog i video dell'incontro.

(by Nicola)

mercoledì 20 settembre 2017

CETA. Da domani 21 settembre, a partire dalle ore 12: Tweetstorm e mailbombing


Fermiamo il CETA al Senato: da domani 21 settembre alle 12 tempesta di tweet e email da domani, dalle ore 12 torniamo a chiedere ai senatori di non ratificare il trattato CETA tra Europa e Canada


Il CETA domani 21 Settembre fa i suoi primi passi formali: la parte commerciale parte, infatti, in approvazione provvisoria, e il 26 Settembre torna al Senato italiano per essere formalmente ratifichiamo.  Tutta l'Europa si mobilita per riaprire la partita: possiamo farlo solo impedendo ai nostri parlamenti di ratificare il trattato!

Come la scorsa estate dobbiamo spingere i senatori italiani a portare il CETA fuori dall’agenda e consegnarne la ratifica al prossimo Parlamento. Spiegando loro, proprio sotto elezioni e con tutti gli strumenti possibili, che se dicono si al CETA non li votiamo più,



Dalle ore 12 Tweetstorm e mailbombing


Noi twitteremo dalle 12.00 agli indirizzi dei seguenti senatori i messaggi che trovi qui sotto: copia-incolla e twittane il più possibile insieme a noi!

@LuigiZanda #StopCETA #SevotiCETAnontivoto #CETAfuoridalSenato http://bit.ly/2e1fa8h
@BrunoAstorre #StopCETA #SevotiCETAnontivoto #CETAfuoridalSenato http://bit.ly/2e1fa8h
@mceciguerra #StopCETA #SevotiCETAnontivoto #CETAfuoridalSenato http://bit.ly/2e1fa8h
@Pierferdinando #StopCETA #SevotiCETAnontivoto #CETAfuoridalSenato http://bit.ly/2e1fa8h
@MaranAlessandro #StopCETA #SevotiCETAnontivoto #CETAfuoridalSenato http://bit.ly/2e1fa8h
@SteGiannini #StopCETA #SevotiCETAnontivoto #CETAfuoridalSenato http://bit.ly/2e1fa8h
@Tocciw #StopCETA #SevotiCETAnontivoto #CETAfuoridalSenato http://bit.ly/2e1fa8h
@LuigiManconi1 #StopCETA #SevotiCETAnontivoto #CETAfuoridalSenato http://bit.ly/2e1fa8h
@r_formigoni #StopCETA #SevotiCETAnontivoto #CETAfuoridalSenato http://bit.ly/2e1fa8h
@giotoni #StopCETA #SevotiCETAnontivoto #CETAfuoridalSenato http://bit.ly/2e1fa8h
@Giuseppe_Lumia #StopCETA #SevotiCETAnontivoto #CETAfuoridalSenato http://bit.ly/2e1fa8h
@Latorrenicola #StopCETA #SevotiCETAnontivoto #CETAfuoridalSenato http://bit.ly/2e1fa8h
@LauraPuppato #StopCETA #SevotiCETAnontivoto #CETAfuoridalSenato http://bit.ly/2e1fa8h
@FinocchiaroAnna #StopCETA #SevotiCETAnontivoto #CETAfuoridalSenato http://bit.ly/2e1fa8h
@_paolo_romani_ #StopCETA #SevotiCETAnontivoto #CETAfuoridalSenato http://bit.ly/2e1fa8h
@PD_Valentini  #StopCETA #SevotiCETAnontivoto #CETAfuoridalSenato http://bit.ly/2e1fa8h
@stefanolepri #StopCETA #SevotiCETAnontivoto #CETAfuoridalSenato http://bit.ly/2e1fa8h
@MonicaCirinna #StopCETA #SevotiCETAnontivoto #CETAfuoridalSenato http://bit.ly/2e1fa8h
@sen_bianconi #StopCETA #SevotiCETAnontivoto #CETAfuoridalSenato http://bit.ly/2e1fa8h
@BaraniLucio #StopCETA #SevotiCETAnontivoto #CETAfuoridalSenato http://bit.ly/2e1fa8h
@GotorMiguel #StopCETA #SevotiCETAnontivoto #CETAfuoridalSenato http://bit.ly/2e1fa8h
@RenatoSchifani #StopCETA #SevotiCETAnontivoto #CETAfuoridalSenato http://bit.ly/2e1fa8h
@MaranAlessandro #StopCETA #SevotiCETAnontivoto #CETAfuoridalSenato http://bit.ly/2e1fa8h
@UnMondoItaliani #StopCETA #SevotiCETAnontivoto #CETAfuoridalSenato http://bit.ly/2e1fa8h
@senantoniorazzi #StopCETA #SevotiCETAnontivoto #CETAfuoridalSenato http://bit.ly/2e1fa8h

Lo stesso messaggio, uno a tuo piacimento, o quello che trovi sul sito della Campagna Stop TTIP Italia, puoi girarlo insieme a noi anche alle seguenti email
luigi.zanda@senato.it, claudio.martini@senato.it, bruno.astorre@senato.it, stefano.lepri@senato.it, giuseppina.maturani@senato.it, daniela.valentini@senato.it, monica.cirinna@senato.it, pierferdinando.casini@senato.it, erica.dadda@senato.it, patrizia.manassero@senato.it, russo.francesco@senato.it, silvana.amati@senato.it, massimo.caleo@senato.it, vannino.chiti@senato.it, roberto.cociancich@senato.it, emiliagrazia.debiasi@senato.it, emma.fattorini@senato.it, anna.finocchiaro@senato.it, luigi.manconi@senato.it, stefania.giannini@senato.it, nicola.latorre@senato.it, giuseppe.lumia@senato.it, alessandro.maran@senato.it, massimo.mucchetti@senato.it, annamaria.parente@senato.it, leana.pignedoli@senato.it, laura.puppato@senato.it, walter.tocci@senato.it, giorgio.tonini@senato.it, francesco.verducci@senato.it, paolo.tomani@senato.it, paola.pelino@senato.it, lucio.malan@senato.it, maurizio.gasparri@senato.it,renato.schifani@senato.it,  lucio.barani@senato.it, denis.verdini@senato.it, laura.bianconi@senato.it, maurizio.sacconi@senato.it, roberto.formigoni@senato.it

Ma c'è anche una BUONA NOTIZIA, 

GRAZIE ANCHE AL TUO SOSTEGNO E SUPPORTO

sempre domani il 21 Settembre mattina, l’Assemblea Capitolina di Roma voterà la mozione bipartisan N. 102/2017 (a firma dei Consiglieri a firma dei Consiglieri Penna, De Priamo, De Vito, Ficcardi, Figliomeni, Guadagno, Guerrini, Mariani, Montella, Mussolini e Paciocco) Impegno per la Sindaca e la Giunta a rappresentare, nelle deputate sedi istituzionali, la contrarietà di Roma Capitale circa la procedura di approvazione del trattato CETA, “Comprehensive Economie and Trade Agreeement”, accordo economico e commerciale globale di libero scambio tra Canada 
e Unione Europea
Qui l'ordine del giorno
E qui il link per seguire la seduta in diretta



Ceta, contro un trattato sbagliato, 
i perché della nostra protesta



Li trovi tutti qui http://bit.ly/2e1fa8h

(by Nicola)

OML e AIIG Molise oggi a Sassinoro contro l'eolico nel Sannio


(by Nicola)

Eolico. Attacco al Matese - Parte 4

(by Nicola)

martedì 19 settembre 2017

ANTIMALAVITA. Cosa é successo oggi a Nuova Cliternia?




Vigneti distrutti, associazioni antimafia: "Chi tace è colluso". Agricoltori: "Non lasciateci soli"

http://www.primonumero.it/attualita/primopiano/articolo.php?id=26000 


Come aiutare i contadini? 
Possiamo comprare la loro uva a 50 centesimi al Kg. Fatevi avanti e prenotate! 
L'idea é di Nicola Lanza che ringraziamo non solo per aver partecipato...

(by Nicola)

domenica 17 settembre 2017

Proprietà 'privata' e 'collettiva' - Paolo Maddalena




Abbiamo sottolineato in più scritti che l’Italia può uscire dalla crisi soltanto se i nostri governanti (opponendosi anche al  regime di austerità impostoci dalla cosiddetta Europa) riusciranno ad attuare la parte della Costituzione che riguarda i “rapporti economici” (Titolo III, Parte I, Cost.): un vero e proprio “programma di governo”, che prevede un equilibrato rapporto tra pubblico e privato e, in particolare, l’intervento nel mercato, non solo degli individui, ma anche del Popolo nel suo insieme (attraverso i propri Enti pubblici economici). Infatti soltanto tutto il Popolo può mettere in campo le risorse necessarie per poter evitare che singoli soggetti aspirino la ricchezza di tutti (ricchezza che proviene dal territorio e dalle occasioni di lavoro che lo stare insieme produce) e diventino tanto ricchi da poter governare il mondo sottoponendo ai loro voleri la libertà e la vita stessa di tutti gli altri individui. Questo programma costituzionale è, ovviamente, in contrasto con i Trattati Europei, specie con quelli da Maastricht in poi, i quali, “sacralizzano”, per così dire, il “libero mercato” e il connesso concetto della “concorrenza”, eliminando qualsiasi limite all’accumulo della proprietà privata, e dunque all’affermazione del più forte sui più debole.
Ma, per fortuna, la Costituzione della Repubblica Italiana ha una posizione gerarchicamente superiore ai Trattati, allorché si tratta di tutela dei diritti inviolabili, come dimostra la teoria dei “contro limiti” sempre applicata dalla nostra giurisprudenza costituzionale e come ha affermato più volte, per la Germania, la Corte costituzionale tedesca.
Se ci si pone nel quadro tratteggiato dalla nostra Costituzione il primo dato da chiarire è che non esiste, nel nostro ordinamento giuridico, soltanto la “proprietà privata”, come comunemente si crede, ma che, accanto a questa, esiste, e preesiste, la “proprietà collettiva” dell’intero Popolo. Come ha da tempo dimostrato il Niebhur, riferendosi alla fondazione di Roma, la proprietà collettiva ha preceduto, e di molto, la proprietà privata. Il “territorio”, infatti, è stato sempre ritenuto un “contenuto” della “sovranità”, e, spettando la “sovranità” al “Popolo”, è a questi che fin dalle origini è appartenuto il territorio. Ne è prova il fatto che quando si è voluto dare in possesso ai veterani parte dei terreni conquistati è stata sempre necessaria una manifestazione di volontà del Popolo per “cedere” a singoli una parte delle conquiste. In particolare, occorreva una lex centuriata o un plebiscitum, cui facesse seguito una solenne cerimonia detta della “divisio et adsignatio agrorum”. Qualcosa di simile all’odierna proprietà privata nacque soltanto agli albori del I secolo a.C., quando la giurisprudenza, non senza contrasti, cominciò a parlare del “dominium ex iure Quiritium”. D’altro canto, è da tener presente che l’appartenenza del territorio al titolare della sovranità non
venne meno neppure nel medio evo, allorché la sovranità si spostò dal Popolo al Sovrano. In quell’epoca, infatti, si distinse un “dominium utile” del coltivatore della terra”, dal “dominium eminens” del Sovrano.
La “cesura” tra territorio e sovranità avvenne solo con la Restaurazione voluta da Napoleone. Infatti, il Portalis, incaricato della redazione del ”Code civil” del 1804, ispirò la sua opera al principio: “l’Imperio al Sovrano, la proprietà ai privati”. E fu qui che la proprietà privata cominciò a essere considerata come “originaria”, dimenticandosene la sua provenienza dalla “proprietà collettiva”.
La Costituzione repubblicana ha tuttavia rimesso le cose a posto. Essa, all’art. 42 Cost., dispone che “la proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti, allo scopo di assicurarne la funzione sociale”. C’è, dunque, un atto sovrano del Popolo (la legge), che sottrae a tutti una cosa (e perciò si parla di una cosa “privata”) e la assegna a un singolo, sotto la “condizione risolutiva” che la cosa stessa sia destinata a “una funzione sociale”, per cui se quest’ultima non fosse perseguita o venisse meno nel tempo, la cosa tornerebbe, ovviamente, là da dove era venuta, e cioè nella proprietà collettiva di tutti, come  ricordano, tra l’altro l’art. 827 del codice civile per il bene rimasto senza proprietario, e l’art. 31 del t. u. sull’edilizia in ordine alle costruzioni effettuate senza concessione edilizia e in difformità al piano regolatore generale. E’, quest’ultima, una considerazione molto importante, poiché la crisi in atto ha fatto lasciare sul terrene una quantità enorme di industrie e capannoni non più utilizzati, la cui proprietà, proprio per l’effetto dell’abbandono e del conseguente venir meno della “funzione sociale”, deve ritenersi tornata in capo al Popolo a titolo di proprietà collettiva sovrana, imponendo al Popolo stesso la necessità di una riutilizzazione sociale di tali beni.
Dunque, possiamo concludere sul punto, affermando che, accanto alla proprietà privata, esiste, a titolo di sovranità una “proprietà collettiva” del Popolo sul territorio. E, per essere precisi, occorre anche sottolineare che la “proprietà collettiva” del popolo si manifesta in modo pieno sui “beni demaniali”, assumendo la denominazione, come ricorda il Giannini, di “proprietà collettiva demaniale”, mentre sui beni ceduti in proprietà privata continua a esistere, come ricorda acutamente Carl Schmitt, una sorta di “superproprietà collettiva”, che si manifesta nel potere di pianificazione, di conformazione della proprietà privata e della “concessione edilizia” (è questa l’espressione esatta, non ostante una niente affatto condivisibile sentenza della Corte costituzionale, la n. 5 del 1980, abbia imposto una diversa terminologia).
E in proposito è da ricordare che l’estensione a tutto il territorio nazionale della “necessità” di ottenere la “licenza edilizia” (con tutti i limiti che questa comporta) per qualsiasi tipo di costruzione, avvenuta con la legge urbanistica n. 1150 del 17 agosto 1942, successiva alle disposizioni di cui all’art. 934 e all’art. 952 del codice civile (il quale è stato emanato con Regio decreto 16 marzo 1942, n. 262), in combinato disposto con il citato art. 42 della Costituzione, impone, quanto meno, una diversa interpretazione costituzionalmente orientata delle disposizioni del codice civile, in base alla quale è doveroso ritenere che il “ius aedificandi”, e cioè il diritto di costruire, non rientra nelle facoltà del proprietario del suolo (come si ricaverebbe dai citati articoli del codice civile), ed è invece espressione di quella “super-proprietà”, a cui sopra si è fatto cenno, della Collettività interessata, il cui contenuto è costituito per l’appunto dal diritto di modificare il territorio.
Diritto questo che, come si è detto, si estrinseca nei poteri di pianificazione, di conformazione della proprietà privata, di concessione della licenza edilizia, tutte facoltà che “non” sono state “cedute” al singolo nel momento del riconoscimento della sua proprietà privata. Lo conferma l’art. 31 della citata legge urbanistica, secondo il quale “chiunque .... può ricorrere contro il rilascio della licenza edilizia in quanto in contrasto con le disposizioni di legge o con le prescrizioni di piano regolatore generale e dei piani particolareggiati di esecuzione”: in altre parole, ciascun cittadino, può agire in giudizio per tutelare l’interesse generale all’osservanza delle leggi in materia. Una vera e propria “actio popularis”, azione popolare, il cui fondamento, come è noto è nell’ultimo comma dell’art. 118 della Costituzione, il quale sancisce che “i cittadini, singoli o associati” possono svolgere “attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”.
Insomma si tratta di “attuare la Costituzione”, la cui corretta interpretazione è stata fuorviata da una cultura borghese fatta propria anche dall’Accademia. Ci attende, dunque, un compito non facile, ma necessario perché si ristabilisca un equilibrio tra pubblico e privato e il Popolo possa tornare a essere  “protagonista” dell’economia. Non sfugge infatti che una cosa è far valere “l’imperio della Legge” e altra cosa è far valere in
giudizio, contro il proprietario privato, la “proprietà e la superproprietà collettive”, che spettano al Popolo a titolo di sovranità.

Paolo Maddalena


(by Nicola)

COMUNICATO STAMPA

COMITATO INTERREGIONALE MOLISE ABRUZZO CAMPANIA LAZIO PUGLIA CONTRO LE CAMORRE
 
ASSOCIAZIONE ANTIMAFIA “ANTONINO CAPONNETTO” MOLISE – ABRUZZO
 
OSSERVATORIO MOLISANO SULLA LEGALITA’ (OML)

A TUTTI GLI ORGANI DI INFORMAZIONE
LORO SEDI


COMUNICATO STAMPA*

Alcuni giorni addietro, dopo le dichiarazioni della DIA Molise sulle possibili infiltrazioni della malavita organizzata sul nostro territorio e dopo il comunicato dal titolo “MAFIE”, anticipavo una iniziativa congiunta tra il COMITATO INTERREGIONALE MOLISE ABRUZZO CAMPANIA LAZIO PUGLIA CONTRO LE CAMORRE, l'ASSOCIAZIONE ANTIMAFIA "ANTONINO CAPONNETTO" E l'OSSERVATORIO MOLISANO SULLA LEGALITA' OML) da tenersi sul territorio per far conoscere la realtà malavitosa in Molise attraverso esempi e denunce prodotte nel tempo. Ebbene ci siamo, martedì 20 settembre c.a. alle ore 11.00, terremo la nostra conferenza stampa - sit in nel comune di Campomarino nelle campagne della Nuova Cliternia dove in queste ore, per l'ennesima volta, la criminalità organizzata ha sferrato un altro schifoso attacco alla democrazia e ai lavoratori del territorio! Non è un caso e non sarà l’ultimo, questo è il loro metodo per entrare nelle maglie della nostra vita quotidiana, l’esempio lampante di un avvertimento che sicuramente arriva dopo altri eseguiti giorni prima più “teneri”! Chi vuole può venire, saremo felici di non essere soli! Aspettiamo a viso aperto anche i mafiosi, certi che sapranno presentarsi vestiti in giacca e cravatta a portare solidarietà! Ma noi sapremo individuarli! Invitiamo anche gli uomini delle forze dell’ordine ad essere sul posto per evitare “spiacevoli incidenti”, loro che, diversamente dall’apparato giudiziario, fanno il proprio lavoro seppur, di sovente, non supportati da conseguenti indagini ed azioni decisive da parte della magistratura.
 

Campobasso, 16 settembre 2017
Emilio Izzo
Romano De Luca
Nicola Frenza
 

*Il presente vale anche comunicazioni agli organi di pubblica sicurezza.



(by Nicola)