giovedì 18 febbraio 2016

Lettera (di denuncia) pubblica

 
AL MINISTRO DELL'INTERNO
ROMA

AL PREFETTO DI
ISERNIA

In relazione alle incredibili vicende che hanno investito il Comune di Castel San Vincenzo si chiede di sapere come sia possibile che il sig. Di Cicco Domenico, nonostante risulti interdetto dai pubblici uffici (per effetto di pronuncia della Cassazione, che ha dichiarato irrevocabile/definitiva la Sentenza n.25/2012 della Corte di Appello di Campobasso) a far data dal 16/9/2015, abbia da quella data continuato ed a tutt’oggi continui a compiere atti con il potere del sindaco del predetto Comune.
Si chiede di sapere inoltre quali provvedimenti le autorità in indirizzo intendano adottare in merito al fine di ripristinare la elementare legalità in relazione a tale inaudita vicenda e se tutti gli atti emessi dal predetto soggetto interdetto quale sindaco, a far data dal 16/9/2015, non debbano essere considerati nulli con tutte le conseguenze a carico del predetto e di tutti gli altri eventuali corresponsabili di tale situazione.
Infine si annuncia che tale situazione sarà altresì sottoposta al vaglio della Procura della Repubblica di Isernia e della Procura Generale della Corte dei Conti del Molise per valutare eventuali ipotesi di reato e di danno erariale, a tutela dell’interesse pubblico e dello stesso Comune.
Come da Vs atti, a far data dal 16/9/2015, , per effetto della quale, il sindaco del comune di Castel San Vincenzo sig. Di Cicco Domenico, viene interdetto dai pubblici per la durata di un anno.
Inauditamente il suddetto sig. Di Cicco ha continuato in tutta tranquillità ad esercitare a tutt’oggi la propria funzione di Sindaco del Comune, nonostante essa sia come è noto operante di diritto; ed infatti né il predetto sig. Di Cicco ha ottemperato all’obbligo di astenersi dalla funzione in quanto interdetto, né l’ autorità preposta ha ritenuto di dover emettere il Decreto di sospensione del sindaco per sopravvenuta interdizione.
 
IL SEGRETARIO NAZIONALE
Dr.Elvio Di Cesare

(by Nicola)

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