mercoledì 19 febbraio 2020

“Plastic to fuel” La 'Pirolisi' trasforma plastica NON riciclabile in energia



Gli attuali costi di esportazione dei rifiuti all’estero potrebbero essere compensati investendo in tecnologie ed innovazioni di energy recovery (recupero di energia), così da avere vantaggi economici, oltre che ambientali. Un valido strumento è rappresentato dalla pirolisi, quel processo in grado di trasformare la plastica non riciclabile in energia. Grazie al ciclo di trattamento dei materiali da rifiuto, il processo di pirolisi genera energia pulita utilizzabile per diversi impieghi. Uno su tutti, riutilizzare la plastica non riciclabile trasformandola in combustibile (cosiddetta “Plastic to fuel”). È quanto emerge dal 3° Rapporto Federmanager- Aiee, dal titolo “Transizione verde e sviluppo. Può l’economia circolare contribuire al rilancio del sistema Italia?”, presentato a Roma.
Le stime riportate dal rapporto parlano chiaro: da 1 tonnellata di plastica si possono estrarre 800 litri di carburante al prezzo di un terzo del greggio. L’Italia, nota il dossier, se avesse utilizzato il Plastic to fuel, considerando le 1,3 milioni di tonnellate di plastica smaltite in discarica nel 2016, avrebbe conseguito un beneficio pari a circa 25 milioni di euro.
«La pirolisi è solo un esempio di come sia possibile sfruttare la tecnologia per produrre a basso impatto ambientale», spiega Sandro Neri, coordinatore della Commissione Energia di Federmanager. «Mostra il vantaggio - continua Neri- di avere una taglia ottimale di piccolo impianto ( fino a 100 kW), maggior efficienza rispetto ai grossi impianti, più facile da gestire, non richiede opere civili significative e necessita di spazi contenuti normalmente disponibili all’interno di impianti esistenti. Tutto ciò si traduce in tempi di installazione estremamente limitati». Lo studio Federmanager- Aiee, inoltre, sottolinea che una parte delle risorse messe a disposizione dal Green New Deal europeo deve essere destinata alla ricerca& sviluppo. «Il settore dell’economia circolare è tutto da costruire, ed è fondamentale per l’Italia saper guadagnare posizioni di leadership grazie a un mix di investimenti e stimoli fiscali guidati da una visione strategica di lungo termine che non può fare a meno di un’intensa attività di ricerca e di competenze appropriate», ha evidenziato il direttore generale Federmanager, Mario Cardoni.
A confronto su questi temi sono intervenuti il presidente di Aiee, Carlo Di Primio, Giacomo Gargano, presidente Federmanager Roma, Felice Egidi, Strategic advisor Elettricità Futura, Gianni Pietro Girotto, presidente commissione Industria del Senato, Gianluca Benamati, vicepresidente commissione Attività produttive della Camera, Paolo Arrigoni, componente commissione Territorio e ambiente del Senato, Federico Testa, presidente Enea, e Andrea Zaghi, direttore generale di Elettricità Futura, co- organizzatrice dell’evento.   

Fonte: il Dubbio

(by nicola) 

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