La Tavola Osca tra Agnone e Capracotta: memoria viva di un paesaggio culturale

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  La celebre Tavola Osca, conservata ad Agnone e ritrovata nel territorio di Capracotta, continua ancora oggi a interrogare studiosi e comunità sul rapporto profondo tra identità, territorio e memoria. In questi giorni il Molise torna a confrontarsi con uno dei suoi reperti più importanti: una testimonianza straordinaria non solo dal punto di vista linguistico e archeologico, ma anche per ciò che racconta sul rapporto tra esseri umani, natura, sacralità e comunità. Forse è proprio questo il punto più attuale. La Tavola non parla soltanto del passato.  Parla anche a noi. Ci parla del legame tra territorio e identità. Del rapporto tra ambiente e cultura. Di una spiritualità che non separava il sacro dalla vita quotidiana. Di una visione del mondo profondamente radicata nei cicli naturali, nella terra e nelle comunità. Ed è forse per questo che oggi il tema torna così centrale. Il rischio contemporaneo, infatti, è ridurre il patrimonio a semplice oggetto museale o turistico, dime...

Per 'chi' i molisani debbono pagare i debiti emersi durante la gestione commissariale che fa capo allo Stato?

 
Perché paghiamo per gli errori degli altri?

Certo che noi molisani ci dovrebbero studiare per quanto siamo disattenti ai nostri interessi. Dal sito del Ministero della Salute:
"Le attività di affiancamento, condotte dal Ministero della Salute, si esplicano attraverso la redazione di pareri sui provvedimenti e sugli schemi di provvedimento prodotti dalle Regioni in adempimento agli obiettivi dei Piani di Rientro e/o dei Programmi Operativi (pareri espressi dal Ministero della Salute di concerto con il Ministero dell’Economia e Finanze), la verifica trimestrale dei Piani di Rientro e/o Programmi Operativi effettuata dal Comitato LEA e dal Tavolo degli adempimenti in sede congiunta e in numerosi Incontri Tecnici di Affiancamento su particolari tematiche, svolti anche su richiesta delle Regioni.
In sintesi, ecco i dati dell’attività di affiancamento alle Regioni nel 2017:
632 pareri sui provvedimenti e sulle azioni regionali
24 verbali delle riunioni di verifica
11 incontri tecnici di affiancamento su particolari tematiche.
Le due dimensioni chiave di verifica dell’attuazione dei Piani di Rientro sono la verifica dell’adempimento “Mantenimento dell’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza (LEA)”, che avviene attraverso un set di indicatori (Griglia LEA) e l’andamento del disavanzo regionale.
Con riferimento all’effetto dei Piani di rientro sulla spesa sanitaria, la figura 2 evidenzia l’andamento del disavanzo (prima delle coperture) nelle Regioni in PdR 2007-2017. I dati mostrano dal 2010 un deciso miglioramento: il disavanzo complessivo passa da oltre 4 miliardi di euro nel 2007 a circa 223 milioni nel 2017. In dettaglio, questi i risultati di esercizio regionali relativi al 2017 (in milioni di euro):
Abruzzo: -52,2
Calabria: -101,5
Campania: +7,9
Lazio: -45,7
Molise: -35,1
Puglia: +3,7
Sicilia: -0,2 “.
Ora, facendo due conti sulle dita, il Ministro della Salute ci dovrebbe far capire:
  1. come è possibile che il Molise in due anni, 2018 e 2019, abbia maturato un debito aggiuntivo di 25 milioni di euro sul dato registrato nel 2017 con un disavanzo pari a 35,1 milioni di euro (si ricorda che a novembre 2019 il disavanzo del Molise sulla sanità ammontava a circa 60 milioni di euro);
  2. chi dovrebbe pagare questi 25 milioni considerato che il debito è maturato in regime commissariale posto sotto la direzione e responsabilità dello Stato;
  3. come è possibile che: se in dieci anni si è quasi azzerato in Italia il disavanzo complessivo di oltre 4 miliardi di euro al 2007 e che nel 2017 il disavanzo totale era sceso a 223 milioni di euro, il Molise concorra al predetto disavanzo addirittura con il 16% maturato in regime commissariale? Insomma, bisognerebbe che questi conti si verifichino con maggiore attenzione sulla genesi, gestione e risultato.
In più segnaliamo che sul sito del Ministero della Salute si afferma che le attività di affiancamento dello Stato alle Regioni si esplica mediante Pareri. Ora, potrà sembrare una osservazione ingenua, ma sappiamo che i pareri sono cosa ben diversa dagli atti impositivi ai quali lo Stato fa ampio ricorso in materia di disavanzo sanitario delle Regioni. Pertanto si ripropone, ancora una volta, il tema della imputazione di responsabilità in merito al disavanzo in materia di sanità regionale. E per meglio capirci: perché i molisani debbono pagare i debiti emersi durante la gestione commissariale che fa capo allo Stato? Peraltro, contrariamente a quanto si legge sul sito del Ministero della Salute i provvedimenti prodotti dalle Regioni, in adempimento agli obiettivi dei Piani di Rientro e/o dei Programmi Operativi, in realtà sono provvedimenti commissariali, imputabili allo Stato e non alle Regioni, e quindi ne dovrebbe rispondere lo Stato e non i cittadini molisani.
Il Ministro faccia pubblicare, per chi ha voglia di verificarli, tutti i conti della sanità regionale.
 
Il portavoce
Alfonso Mainelli
 
(by nicola)

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