La Tavola Osca tra Agnone e Capracotta: memoria viva di un paesaggio culturale

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  La celebre Tavola Osca, conservata ad Agnone e ritrovata nel territorio di Capracotta, continua ancora oggi a interrogare studiosi e comunità sul rapporto profondo tra identità, territorio e memoria. In questi giorni il Molise torna a confrontarsi con uno dei suoi reperti più importanti: una testimonianza straordinaria non solo dal punto di vista linguistico e archeologico, ma anche per ciò che racconta sul rapporto tra esseri umani, natura, sacralità e comunità. Forse è proprio questo il punto più attuale. La Tavola non parla soltanto del passato.  Parla anche a noi. Ci parla del legame tra territorio e identità. Del rapporto tra ambiente e cultura. Di una spiritualità che non separava il sacro dalla vita quotidiana. Di una visione del mondo profondamente radicata nei cicli naturali, nella terra e nelle comunità. Ed è forse per questo che oggi il tema torna così centrale. Il rischio contemporaneo, infatti, è ridurre il patrimonio a semplice oggetto museale o turistico, dime...

“No alle privatizzazioni”, “no alle liberalizzazioni”, “no alle delocalizzazioni”, “no alle svendite dell’intero patrimonio pubblico”.


Il voto dell’Emilia Romagna ha dimostrato con chiarezza e con lungimiranza che il benessere dell’Italia non si raggiunge scardinando lo Stato, ma rafforzando la democrazia.
A questo fine riteniamo che un ruolo importante sia stato svolto dalle Sardine, le quali hanno fatto capire gli errori del sovranismo, che da un lato (vedi Movimento 5 Stelle) ha mirato a distruggere i partiti e la . classe politica, e dall’altro ha dato largo spazio a un movimento (vedi la Lega) che ha ritenuto di poter agire alimentando l’odio specie nei confronti dei migranti.
Emerge a questo punto l’importanza della “parola”, che deve alimentare, non l’odio (come ha messo in rilievo il giorno della memoria dell’olocausto), ma la solidarietà e la forza di ricostruzione.
Al riguardo le parole del Partito Democratico che aprono nei confronti delle Sardine sono lodevoli. Ma un punto essenziale resta ancora oscuro: né il Partito Democratico, né le Sardine mettono in primo piano la soluzione del problema che è alla base di tutti gli altri problemi che affliggono l’Italia. E cioè l’inderogabile necessità di risollevare la nostra economia battendo il pensiero neoliberista, il quale, come abbiamo sempre ripetuto, rispetta i cosiddetti poteri forti e vuole che si legiferi in loro favore, producendo la miseria dell’intero Popolo italiano.
Le parole che hanno senso in questo momento sono: “no alle privatizzazioni”, “no alle liberalizzazioni”, “no alle delocalizzazioni”, “no alle svendite dell’intero patrimonio pubblico”.
L’Italia è in una situazione drammatica nella quale si moltiplicano le chiusure delle fabbriche, i licenziamenti di operai, e il divario sempre più ampio tra ricchi e poveri, proprio perché non si tiene conto degli obiettivi a cui si è fatto cenno.
Altro punto importante è quello di porre sullo stesso piano le regioni del Nord, che sono economicamente più forti, con le regioni del Sud, le quali hanno immense ricchezze naturali ed umane, che vengono sprecate.
La soluzione della crisi economica italiana dipende da due fattori: capire che il primo problema da risolvere è quello dell’economia, il secondo è quello di rendersi conto che la parità economica fra tutte le regioni è presupposto dell’effettivo miglioramento della nazione.
Tutto questo si raggiunge ponendo al primo posto dell’azione politica è l’attuazione della Costituzione e specialmente degli articoli da 35 a 47 relativi ai “rapporti economici”, tenendo presente l’articolo 5 della Costituzione, il quale definisce la Repubblica “una e indivisibile”.

Professor Paolo Maddalena. Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale e Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”

(by nicola)

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