Roma, partecipazione civile e nuove sfide per la democrazia

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Una giornata di confronto al congresso di Azione Civile tra giustizia, informazione, scuola e partecipazione dei cittadini. Sabato 14 marzo ho partecipato a Roma al congresso di Azione Civile, ospitato al Teatro Flavio. Vi ho preso parte anche come fondatore dell’OML – Osservatorio Molisano sulla Legalità, realtà che da oltre quindici anni documenta la vita civile del territorio attraverso l’Archivio Civico Audiovisivo del Molise (oltre 1300 video disponibili online) 👉 Archivio Civico Audiovisivo del Molise https://www.youtube.com/@oml2010 L’invito mi è arrivato da Nicola Lanza , membro del direttivo nazionale di Azione Civile, con il quale avevo già condiviso l’esperienza della candidatura al Senato nelle elezioni politiche del 2022. È stata una giornata intensa di confronto su temi che attraversano oggi la vita pubblica del Paese: giustizia, informazione, partecipazione democratica e ruolo dei movimenti civici.   Antonio Ingroia, presidente Azione Civile – Tea...

La "Giustizia" nella Repubblica di Platone e in quella delle Banane




Durante le feste Bendidie, Socrate si reca con Glaucone e altri a casa di Cefalo. Questi inizia a discutere con Socrate e il discorso quindi si incentra sull'essenza della giustizia.
Polemarco sostiene che la giustizia consiste nel fare del bene agli amici e del male ai nemici.
Socrate confuta questa tesi mostrandone i paradossi, e pone l'accento sulla necessità di distinguere i veri amici e i veri nemici da coloro che sembrano tali, ma non lo sono.
Aggiunge che chi danneggia rende sempre peggiore il danneggiato, e questo non può essere l'obiettivo del giusto.
Qui irrompe nel dialogo Trasimaco, che con un intervento aggressivo afferma che la giustizia consiste nell'interesse del più forte, cioè di chi detiene il potere.
Prima obiezione di Socrate: i più forti possono anche sbagliare, cosicché obbedire loro potrebbe significare danneggiarli.
Trasimaco replica che i governanti, quando esercitano la loro arte con competenza, non sbagliano mai.
Seconda obiezione di Socrate: ogni arte non persegue il proprio utile, ma l'utile di ciò cui si rivolge.
Trasimaco insiste: la giustizia è un bene altrui, mentre l'ingiustizia giova a se stessa; per questo è superiore alla giustizia e l'ingiusto gode di una vita più felice del giusto.
Socrate ribadisce che ogni arte è disinteressata; se chi pratica un'arte ne trae un guadagno, ciò è dovuto al fatto che egli pratica insieme anche l'arte mercenaria.
Perciò il vero uomo politico non mira al proprio interesse, ma a quello dei sudditi, e non accetta di governare per ricevere un compenso.
Dato che Trasimaco identifica l'ingiustizia con la virtù, Socrate lo porta ad ammettere che il giusto non cerca di prevalere sul giusto, ma solo sull'ingiusto, l'ingiusto invece cerca di prevalere su entrambi; non si può quindi attribuire all'ingiustizia la sapienza e la virtù, poiché in tutte le attività chi è competente (e quindi sapiente) cerca di prevalere solo su chi è incompetente.
L'ingiustizia indebolisce l'azione degli uomini, rendendoli discordi tra loro e invisi agli dèi. 
Posto che ogni cosa ha una sua funzione e una sua virtù, grazie alla quale può fare ciò che è meglio, la funzione e la virtù propria dell'anima è la giustizia; quindi solo l'anima giusta è felice
(by Nicola)

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