La Tavola Osca tra Agnone e Capracotta: memoria viva di un paesaggio culturale
La celebre Tavola Osca, conservata ad Agnone e ritrovata nel territorio di Capracotta, continua ancora oggi a interrogare studiosi e comunità sul rapporto profondo tra identità, territorio e memoria.
In questi giorni il Molise torna a confrontarsi con uno dei suoi reperti più importanti: una testimonianza straordinaria non solo dal punto di vista linguistico e archeologico, ma anche per ciò che racconta sul rapporto tra esseri umani, natura, sacralità e comunità.
Forse è proprio questo il punto più attuale.
La Tavola non parla soltanto del passato. Parla anche a noi.
Ci parla del legame tra territorio e identità.
Del rapporto tra ambiente e cultura.
Di una spiritualità che non separava il sacro dalla vita quotidiana.
Di una visione del mondo profondamente radicata nei cicli naturali, nella terra e nelle comunità.
Ed è forse per questo che oggi il tema torna così centrale.
Il rischio contemporaneo, infatti, è ridurre il patrimonio a semplice oggetto museale o turistico, dimenticando che ogni reperto nasce dentro un paesaggio culturale vivo fatto di territori, relazioni, pratiche, memorie e comunità.
Per questo ogni riflessione sulla Tavola Osca può diventare anche un’occasione per ripensare il futuro delle aree interne: non come luoghi marginali, ma come custodi di conoscenze profonde ancora capaci di parlare al presente.
Una sfida che riguarda archeologia, ambiente, educazione, patrimonio immateriale e cittadinanza culturale.
Nicola Frenza
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