La geografia si impara con i piedi. Il problema non sono i funghi

Non è un libro sui funghi.

È una lezione su come stare al mondo.

 

"La geografia si impara con i piedi."

Non è uno slogan.
È un metodo.

A Matrice, nella biblioteca rurale dell’ADN — uno spazio costruito e reso vivo anche grazie all’impegno del prof. Cirino, socio OML — questo metodo è diventato concreto.

Qui, ieri pomeriggio, si è tenuta la presentazione del libro di Giuseppe Fratangelo, “Piccola guida per la raccolta dei funghi e come cucinarli”.

Un incontro semplice.
Ma necessario.

Perché il punto non sono i funghi.

Il punto è un altro. Abbiamo smesso di:

  • conoscere ciò che tocchiamo
  • ri-conoscere ciò che mangiamo
  • camminare nei luoghi.

E allora succede che si sbaglia.

Non è il fungo a essere pericoloso.
È l’ignoranza.

Basta poco:

  • una specie confusa,
  • una raccolta fatta male,
  • una quantità fuori misura.

E il danno è fatto!

Questo libro non insegna solo a raccogliere funghi.
Insegna a stare al mondo!

Spiega come raccogliere, trasportare, conservare, cucinare.
Ma soprattutto restituisce una cosa che manca: il senso del limite, come ci ha in segnato la cultura greca.

Siamo orientali ma lo abbiamo dimenticato!

Perché il fungo è un dono.
E ogni dono va capito.

C’è poi un passaggio che vale più di tutto.

Andare per funghi significa camminare.
E camminare non è solo movimento.

È cura.
È equilibrio.
È conoscenza.

Il bosco non è un posto.
È un maestro.

E luoghi come la biblioteca rurale di Matrice ci ricordano una cosa semplice: il sapere vero non si conserva, si pratica e condivide.

Il resto viene dopo.

È da qui che bisogna ripartire.
Dai piedi e dalle mani. Non dalle parole.

Nicola Frenza
OML – Osservatorio Molisano sulla Legalità

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