Sassinoro: l’impianto di compostaggio è stato chiuso definitivamente. Non per caso, ma per accertamento.

Immagine
L’impianto di compostaggio di Sassinoro è stato chiuso definitivamente. Non per una protesta. Non per una polemica. Perché le irregolarità accertate lo rendevano incompatibile con la tutela della salute e dell’ambiente. Le indagini condotte da ARPAC, Carabinieri Forestali, NOE e Procura hanno certificato gravi e sistematiche criticità nella gestione dell’impianto : – violazioni delle prescrizioni, – problemi strutturali e logistici, – sversamenti e percolati, – esalazioni persistenti e non occasionali. Sulla base di questi accertamenti, la Regione Campania ha disposto la revoca definitiva dell’autorizzazione , ritenendo la chiusura l’unica misura idonea a garantire la tutela dell’interesse pubblico. Non si tratta quindi di una scelta politica o discrezionale. Si tratta di una conclusione amministrativa fondata sui fatti . Questa decisione non arriva dal nulla. Le criticità dell’impianto erano state segnalate già a partire dal 2018 da cittadini, comitati civici, amminist...

IL SILENZIO DI IORIO E IL DEBITO DI 86 MILIONI

Gianfranco Vitagliano, potente assessore regionale ai tempi in cui Michele Iorio governava incontrastato il Regno del Molise (e non che oggi abbia perso il controllo, anzi), ha sollevato dubbi sulla gestione dei disavanzi sanitari registrati tra il 2001 e il 2020.

Chi invece tace — e il suo silenzio è assoluto — è proprio Michele Iorio.
Ma in fondo è comprensibile: è lui l’artefice del disastro sanitario da oltre 86 milioni di euro di debito aggiuntivo sulle spalle dell’Asrem.

Con la legge istitutiva del 1° aprile 2005, l’Asrem rilevava tutti i debiti residui delle quattro aziende sanitarie regionali ormai disciolte.

Approfittando dei benefici legati al sisma di San Giuliano di Puglia (2002) e dell’ampliamento del cratere sismico — voluto da Iorio e dalla sua giunta — dalle 14 località realmente danneggiate all’intero territorio provinciale, le vecchie Asl della provincia di Campobasso trasferirono all’Asrem debiti per 86,8 milioni di euro, dovuti alla sospensione dei contributi previdenziali tra il 2002 e il 2005.

Un’ammissione parziale, molto parziale, Iorio la fece il 30 gennaio 2020:

«Ebbene sì, lo ammetto. Sulla sospensione dei contributi previdenziali post sisma ai dipendenti delle ex Asl sono responsabile. Responsabile di aver chiesto un vantaggio straordinario per i cittadini molisani [sic] all’allora governo Berlusconi che ha concesso loro lo stipendio a lordo».

Ma cosa c’entravano e c’entrano tutti i cittadini molisani, compresi quelli di Isernia, che ancora oggi pagano le conseguenze di quella scelta, con i dipendenti delle vecchie Asl di Campobasso?
Lo sa solo Iorio.

Il “miracolato” Iorio si è poi pentito di quell’ampliamento del cratere sismico?
Giammai!

Cosa volete che fossero, per lui, altri 86,8 milioni di debito pubblico a fronte della vittoria trionfale alle elezioni regionali del 2006, quelle che lo consacrarono «re del Molise: voglio, decido e ottengo?»

✍️ Vinicio D’Ambrosio 





🟠 Nota dell’OML:
Questo articolo rientra nel ciclo “Memoria Civile”, attraverso cui l’Osservatorio Molisano sulla Legalità intende restituire voce ai fatti e responsabilità alle scelte che hanno inciso sulla storia recente del Molise. 

#OML #OsservatorioMolisanoSullaLegalità #VinicioDAmbrosio #Molise #Iorio #DebitoSanitario #MemoriaCivile #Legalità #Trasparenza #SanitàMolise

Commenti

  1. Non è solo Iorio a dover rispondere di quel disastro.

    Ogni potere che manipola, promette e divora risorse pubbliche, ricorda in forma più elegante il dottor Lecter (Il silenzio degli innocenti) : raffinato, colto, persuasivo, ma pronto a nutrirsi del corpo stesso della comunità che dice di curare.

    E intorno a lui, come nel film, un’intera società che preferisce voltarsi, pur di non vedere la violenza sotto la maschera del potere.

    Questo è il vero silenzio degli innocenti: il silenzio di chi sa ma tace, di chi si abitua, di chi non vuole disturbare il banchetto.

    Rompere quel silenzio, oggi, è l’unico gesto di innocenza ancora possibile.

    RispondiElimina
  2. Appunto! Che brava gente, questi “innocenti”…

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

“Area Matese: una voce dal territorio – Quando la denuncia è un atto di tutela collettiva”

🌀 Salute e cultura del prendersi cura – OML con Fondazione Anchise alle Terme di Telese

TRISTE PRESAGIO