Il problema non è l’odore. Dati ambientali, stime sanitarie e responsabilità pubbliche nella Piana di Venafro

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  Piana di Venafro: territorio, insediamenti produttivi Negli ultimi giorni, il dibattito pubblico sulla Piana di Venafro è tornato a concentrarsi sul tema degli odori . Una narrazione che, ancora una volta, rischia di ridurre una questione complessa di ambiente e salute pubblica a una dimensione percettiva e semplificata. È necessario chiarirlo con nettezza, senza polemica ma con rigore: l’odore è un segnale, un campanello d’allarme.  Non è un indicatore sanitario! La valutazione del rischio ambientale e sanitario si fonda su dati oggettivi e misurabili : concentrazioni di inquinanti, superamenti dei limiti normativi, esposizioni croniche, analisi dei suoli, dell’aria e delle matrici biologiche. È su questo piano che devono muoversi le istituzioni competenti. Negli stessi territori in cui si discute di “molestie olfattive”, esistono documentazioni tecniche, analisi ambientali e riscontri biologici che richiamano l’attenzione su metalli pesanti e sostanze peric...

Il Molise che non cresce: Neet a Bojano, Venafro, Campomarino e oltre

Riceviamo e pubblichiamo

La quota in Italia dei cosiddetti Neet – giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano e non frequentano percorsi di formazione – è del 15,2%.


Un dato che colloca il nostro Paese tra quelli europei con la percentuale più elevata.

Sono ora disponibili i dati, elaborati tra le statistiche sperimentali dell’Istat, per i singoli comuni con almeno cinquemila abitanti (aggiornamento al 2020: numeri che non dovrebbero essersi modificati in maniera significativa negli ultimi cinque anni).

Il quadro molisano

In Molise, Boiano risulta il comune con la percentuale più alta di Neet: 26,6%.
A seguire:

  • Venafro 26,2%

  • Campomarino 26,1%

  • Riccia 25,7%

  • Isernia 25,2%

  • Campobasso e Larino 24,2%

  • Guglionesi 23,8%

  • Montenero di Bisaccia 23,6%

  • Termoli 23,3%

Numeri che raccontano una realtà drammatica: la dispersione di intere fasce giovanili dai percorsi di istruzione, formazione e, in prospettiva, dal mondo del lavoro.

Una domanda aperta

Ci sono amministratori pubblici – regionali e comunali – pronti ad aprire una riflessione vera su questi dati?
Quali percorsi educativi, formativi e professionali possono essere messi in campo per valorizzare le competenze dei giovani e restituire loro prospettive concrete di futuro?

Ribassato l’importo per la vendita all’asta della sede di Bruxelles da parte della Regione Molise.

Acquistata per 1 milione e 600 mila euro, dopo l’inutile esborso di centinaia e centinaia di migliaia di euro per la sola manutenzione, dopo un primo tentativo di vendita nel 2024 andato a vuoto, è stato pubblicato un nuovo avviso esplorativo al prezzo ribassato a 1 milione e 350 mila euro.

La svendita del palazzo acquistato venti anni fa esclusivamente per soddisfare la megalomania di Michele Iorio e dei suoi allegri compagni di brigata, e oggi in abbandono, è un triste presagio per l’intera regione destinata anch’essa, a breve, alla liquidazione “sotto costo”: all’Abruzzo, alla Puglia, alla Campania? Vedremo!


 


 

L’OML propone di leggere questi dati come una mappa del rischio e dell’opportunità: fotografare le criticità per avviare percorsi concreti di rigenerazione educativa, sociale ed economica.

L’Atlante dei Neet molisani potrebbe essere un manifesto di responsabilità:
– per le istituzioni, chiamate a trasformare numeri in politiche concrete;
– per le comunità, che non possono rassegnarsi alla fuga dei giovani;
– per i ragazzi stessi, che meritano percorsi di dignità, lavoro e futuro. 

Commenti

  1. Secondo Sos Italia i giovani inattivi costano 24,5 miliardi di euro, ovvero quanto una finanziaria.
    Il tasso del Neet per l’economia nazionale è del 15,2% contro una media Ue dell’11%.
    17,8% i Neet tra i 15-29enni diplomati. Molto più dei coetanei laureati (11,8%).
    Più esposti al fenomeno sono le giovani donne e il Mezzogiorno.

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    Risposte
    1. 🔥 Non possiamo ridurre tutto a “produttività” o “costo per lo Stato”.
      La vera perdita è una generazione che non viene ascoltata, accolta, accompagnata.
      Non una spesa da tagliare, ma un dolore da trasformare in rinascita

      Elimina

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