Quando i cittadini studiano gli atti, la democrazia diventa più forte

Immagine
  📌 Quando i cittadini studiano gli atti, la democrazia diventa più forte. Una delle esperienze più interessanti che stanno emergendo in queste settimane sul tema dei trasporti regionali è il lavoro svolto da alcuni giovani cittadini che hanno scelto di approfondire dati pubblici, documenti ufficiali e cronoprogrammi relativi alle infrastrutture ferroviarie del Molise. Al di là delle singole posizioni, ciò che merita attenzione è il metodo. In una stagione in cui spesso prevalgono opinioni, slogan e polemiche, c'è chi dedica tempo ed energie a leggere atti, verificare fonti, confrontare documenti e restituire informazioni comprensibili alla cittadinanza. La partecipazione non è soltanto protesta. È anche studio. È conoscenza. È responsabilità. Una democrazia più forte nasce quando i cittadini sono messi nelle condizioni di conoscere, comprendere e verificare gli impegni assunti dalle istituzioni. Per questo guardiamo con interesse a tutte quelle esperienze che contribuiscono a raf...

Il linguaggio giuridico




«Il linguaggio giuridico oscuro è una forma sottile di esercizio del potere» Gianrico Carofiglio 
L'ex magistrato e scrittore sostiene che quello del Diritto è un lessico «sacerdotale, oscuro»  per tre motivi: 
1- pigrizia del gergo, «perché se non si parla in un certo modo non si viene riconosciuto come parte della corporazione»; 
2- narcisismo, «perché scegliendo parole che gli altri non capiscono si lancia un messaggio chiaro: io sono meglio di voi»; 
3- esercizio del potere, «il linguaggio giuridico è fatto per escludere gli esterni agli addetti ai lavori». 
Come andrebbero redatti gli atti? Le frasi non dovrebbero avere più di 25 parole; astenersi dall'uso di parole non necessarie, avverbi, pseudo tecnicismi; preferire la forma verbale attiva a quella passiva. 

(by Nicola)

Commenti

Post popolari in questo blog

“Area Matese: una voce dal territorio – Quando la denuncia è un atto di tutela collettiva”

TRISTE PRESAGIO

Lotto Zero – Parte 1: il grande azzardo che il Molise non può più ignorare