Pascoli, pastori e la contraddizione molisana alla luce della decisione ONU. È come avere i treni ma non i macchinisti.

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  Il 2026 sarà l’ Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori . Lo ha deciso l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, affidando alla FAO il compito di coordinare una campagna globale. Il messaggio è inequivocabile: i pastori non sono una sopravvivenza del passato ma la risorsa strategica per la biodiversità, la resilienza climatica, la sicurezza alimentare e la gestione sostenibile dei territori. Senza pastori, i pascoli si degradano, ipaesaggi si chiudono, i rischi aumentano! Ora guardiamo al Molise, u nica regione attraversata da quattro grandi tratturi storici , continui, riconoscibili nel paesaggio. Un patrimonio unico nel panorama nazionale. Negli ultimi anni, su questo patrimonio, sono stati programmati ingenti investimenti pubblici . Si parla di valorizzazione, fruizione, percorsi, infrastrutture ma alla luce della decisione ONU, una domanda non può più essere rinviata: dove sono i pastori? In Molise sono ancora circa 500, persone reali, famiglie, lavoro quotidia...

HO ESERCITATO IL MIO DIRITTO!

Cari amici,

la legge anti-gay ugandese è stata definitivamente accantonata!

La settimana scorsa era quasi scontato che passasse, ma dopo 1,6 milioni di firme consegnate al Parlamento, decine di migliaia di telefonate fatte ai nostri governi, il giro del mondo della notizia riguardante la nostra campagna e un'indignazione globale incredibile, i politici ugandesi hanno rinunciato ad adottare questa legge!


E' stata una battaglia senza esclusione di colpi: gli estremisti religiosi hanno provato a far passare la legge mercoledì, e poi si sono accordati per fissare una sessione d'emergenza del Parlamento venerdì, una tattica mai utilizzata prima. Ma ogni volta, nel giro di poche ore, abbiamo reagito prontamente. Tantissimi complimenti a tutti quelli che hanno firmato, fatto chiamate, inoltrato l'appello e fatto una donazione per questa campagna. Con il nostro aiuto migliaia di persone innocenti della comunità gay ugandese non si sveglieranno questa mattina con una condanna a morte sulla loro testa decisa in base a chi hanno scelto di amare.

Frank Mugisha, impavido leader della comunità gay in Uganda, ci ha inviato questo messaggio:

"I coraggiosi attivisti pro-diritti degli omosessuali ugandesi e i milioni di persone da tutto il mondo si sono uniti e hanno sconfitto questa orrenda legge anti-gay. Il sostegno dalla comunità globale di Avaaz è stato fondamentale per far sì che questa legge venisse bloccata. La solidarietà globale ha fatto la differenza".

Anche l'Alto Rappresentante dell'UE per gli Affari internazionali ha scritto ad Avaaz:

"Grazie mille. Come sapete, grazie alla pressione esercitata e ai vostri sforzi, uniti a quelli di altri rappresentanti della società civile, all'UE e ad altri governi, insieme alle nostre delegazioni e ambasciate lì presenti, questa mattina la legge non è stata presentata".

La battaglia non è finita qui. Gli estremisti che vogliono questa legge potranno riprovarci di nuovo fra 18 mesi. Ma questa è la seconda volta che siamo riusciti a sconfiggerli, e andremo avanti finché questi seminatori d'odio non si fermeranno.

Debellare le cause più profonde dell'ignoranza e dell'odio che stanno dietro all'omofobia fa parte di una battaglia storica e molto lunga, una delle cause più nobili della nostra generazione. E l'Uganda è diventato uno dei campi di battaglia più importanti, e un simbolo molto potente. La vittoria in quel paese rimbalza in tutti gli altri luoghi in cui c'è bisogno di speranza, a dimostrazione che l'amore, la tolleranza e il rispetto possono sconfiggere l'odio e l'ignoranza. Ancora una volta, un enorme grazie a tutti coloro che hanno reso questa impresa possibile.

Con enorme gratitudine e ammirazione per questa incredibile comunità.

Ricken, Emma, Iain, Alice, Giulia, Saloni e tutto il team di Avaaz.

(by Nicola)

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