A Campobasso, il 6 novembre, una riflessione sulla sicurezza democratica, sulla legalità e sul valore del coraggio civile. La paura è una delle emozioni più antiche dell'essere umano. Ci avverte dei pericoli, ci invita alla prudenza, talvolta ci protegge. Ma quando diventa uno strumento per orientare le coscienze, alimentare divisioni e giustificare la rinuncia ai diritti, può trasformarsi in una minaccia per la democrazia. È da questa riflessione che vogliamo partire per segnalare un appuntamento di particolare interesse per quanti credono nella legalità come fondamento della convivenza civile. Venerdì 6 novembre 2026, alle ore 17:00, presso la Sala Alphaville di Campobasso , in via Enrico Muricchio 1, si terrà l'incontro Contro la paura – Manifesto per una sicurezza democratica , dedicato al libro di Carlo Bonini e Franco Gabrielli , pubblicato da Feltrinelli. L'iniziativa, promossa da ANPI Molise e Libera Molise, con il patrocinio istituzionale del Comune di Campoba...
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Referto epidemiologico
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"Il suo uso è assolutamente necessario per conoscere in tempo reale lo
stato di salute dell’intera comunità valutandone lo spread rispetto al
valore standard della morbilità e mortalità realmente osservata”
Valerio Gennaro (epidemiologo inventore del metodo)
Nasce dalla necessità di conoscere lo stato complessivo di salute della
popolazione di un territorio:
1- in tempo reale;
2- a costo zero.
Infatti i
dati di mortalità, di ricoveri ospedalieri, di farmaci assunti sono già,
per legge, sui computer delle ASL. Il referto epidemiologico si basa
sull’esame (“conteggio”) di tutti i deceduti e dei nuovi malati (es.
malformazioni neonatali, complesso dei deceduti, complesso dei tumori,
ecc.) diagnosticati in una specifica comunità come può essere un gruppo
di lavoratori o i residenti in particolari aree in un ben definito
periodo di tempo. I dati saranno suddivisi sulla base dell’età, del
genere, dell’area geografica, del periodo e di altre caratteristiche. Confrontando i dati osservati con gli attesi, possiamo sapere quale fenomeno è più frequente del previsto, ad esempio: se la differenza fra osservato e atteso è superiore a 1 avremo più deceduti per una determinata causa
Se tenuto aggiornato, il referto epidemiologico consente di
individuare in tempo criticità di origine ambientale, lavorativa o
sociosanitaria ed intervenire su di esse. Per esempio, se il
referto epidemiologico fosse stato già concepito ed utilizzato, grazie
all’indagine epidemiologica che nel 2001 ha confermato il grave stato di
salute dei residenti nel quartiere di Cornigliano di Genova esposti
all’inquinamento siderurgico, si sarebbe potuto ridurre drasticamente
anche il numero di vittime osservate a Taranto – sede di un simile
impianto siderurgico – dove solo recentemente sono stati stimati ben 30
decessi/anno in più rispetto al previsto.
Tutte le volte che il cittadino usufruisce di un servizio nelle
strutture sociosanitarie sia pubbliche che private le informazioni
vengano registrate e codificate. Questi dati sono continuamente
aggiornati ma vengono utilizzati principalmente solo per scopi
amministrativi, economici, statistici mentre non sono applicati in
maniera sistemica all’epidemiologia.
Il sindaco opera in qualità di “autorità sanitaria locale”,
attribuzione questa riconosciutagli dall’art. 13, comma 2 della legge n.
833/1978, la Riforma sanitaria; con una richiesta atti si può chiedere
al sindaco di fornire gratuitamente in tempo reale (30 gg per la legge
241/90 sull’accesso agli atti delle pubbliche amministrazioni) e a
chilometri zero, ma di valore inestimabile per la salute dei suoi
cittadini e per l’informazione, che è la prima prevenzione. Gruppi
associati, comuni cittadini o i medici di famiglia possono fare
richiesta e aiutare direttamente con la propria partecipazione a leggere
i dati e confrontarli direttamente con l'epidemiologo Valerio Gennaro e
discutere pubblicamente i risultati ottenuti.
Inoltre il referto epidemiologico offre ai sindaci dei piccoli comuni
l’opportunità di avere dati relativi al proprio territorio e di non
aspettare costosi e saltuari studi epidemiologici. E’ la prima
opportunità indispensabile per fare prevenzione primaria e usare
l’epidemiologia per rendere consapevole la popolazione.
Piana di Venafro: territorio, insediamenti produttivi Negli ultimi giorni, il dibattito pubblico sulla Piana di Venafro è tornato a concentrarsi sul tema degli odori . Una narrazione che, ancora una volta, rischia di ridurre una questione complessa di ambiente e salute pubblica a una dimensione percettiva e semplificata. È necessario chiarirlo con nettezza, senza polemica ma con rigore: l’odore è un segnale, un campanello d’allarme. Non è un indicatore sanitario! La valutazione del rischio ambientale e sanitario si fonda su dati oggettivi e misurabili : concentrazioni di inquinanti, superamenti dei limiti normativi, esposizioni croniche, analisi dei suoli, dell’aria e delle matrici biologiche. È su questo piano che devono muoversi le istituzioni competenti. Negli stessi territori in cui si discute di “molestie olfattive”, esistono documentazioni tecniche, analisi ambientali e riscontri biologici che richiamano l’attenzione su metalli pesanti e sostanze peric...
Nel cuore del Molise, tra montagne e silenzi, c’è chi sceglie di non tacere. Area Matese ha diffuso una nota formale indirizzata a istituzioni nazionali e regionali – dalla Regione Molise al Ministero delle Infrastrutture , fino all’ ANAC e alla Corte dei Conti – denunciando gravi anomalie nella gestione di progetti e procedure pubbliche legate al territorio. Il documento, articolato e dettagliato, non è solo un atto di protesta: è un gesto di responsabilità civica. Richiama l’attenzione sulla necessità di trasparenza, rispetto delle regole e tutela dei beni comuni , ponendo l’accento su come la gestione delle risorse pubbliche debba rispondere a principi di correttezza, partecipazione e legalità sostanziale. Nel testo si evidenziano criticità amministrative, ipotesi di conflitti di interesse e mancate risposte istituzionali, in un contesto dove il silenzio rischia di diventare complicità. È un appello alla vigilanza, alla coerenza e al ritorno a una visione di sviluppo che...
Ha attraversato più di ottant’anni e continua a lasciare tracce. Oggi facciamo gli auguri al prof. Rocco Cirino. In rete lo conoscono come “contadinoroccocirino” . Non è un soprannome. È una dichiarazione di identità. Perché il prof. Cirino non si è limitato a insegnare. Ha scelto di custodire . I tratturi, prima di tutto. Ma anche un’idea di scuola che esce dalle aule e cammina nei territori. Un’idea di educazione che tiene insieme regole, natura, responsabilità. Sempre con il sorriso. Sempre disponibile. Sempre pronto a esserci. Una sorta di Peter Pan e Highlander insieme. La leggerezza di chi non smette mai di credere. La resistenza di chi non si arrende mai. Quando gli proposi di mettere a disposizione il suo camper per trasformarlo nel Camper della Legalità dell’OML , non esitò un attimo. Disse sì.Subito. È da qui che si capisce tutto. Sul canale YouTube dell’OML ci sono oltre cento video dedicati a lui. Li ho ripresi, montati e condivisi nel...
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