La geografia si impara con i piedi. Il problema non sono i funghi

Immagine
Non è un libro sui funghi. È una lezione su come stare al mondo.   "La geografia si impara con i piedi." Non è uno slogan. È un metodo. A Matrice, nella biblioteca rurale dell’ADN — uno spazio costruito e reso vivo anche grazie all’impegno del prof. Cirino, socio OML — questo metodo è diventato concreto. Qui, ieri pomeriggio, si è tenuta la presentazione del libro di Giuseppe Fratangelo , “Piccola guida per la raccolta dei funghi e come cucinarli” . Un incontro semplice. Ma necessario. Perché il punto non sono i funghi. Il punto è un altro. Abbiamo smesso di: conoscere ciò che tocchiamo ri-conoscere ciò che mangiamo camminare nei luoghi . E allora succede che si sbaglia. Non è il fungo a essere pericoloso. È l’ignoranza . Basta poco: una specie confusa, una raccolta fatta male, una quantità fuori misura. E il danno è fatto! Questo libro non insegna solo a raccogliere funghi. Insegna a stare al mondo! Spiega come raccogliere, trasportare, conservare, cucin...

Referto epidemiologico



"Il suo uso è assolutamente necessario per conoscere in tempo reale lo stato di salute dell’intera comunità valutandone lo spread rispetto al valore standard della morbilità e mortalità realmente osservata”
Valerio Gennaro (epidemiologo inventore del metodo)

Nasce dalla necessità di conoscere lo stato complessivo di salute della popolazione di un territorio: 
1- in tempo reale;
2- a costo zero. 
Infatti i dati di mortalità, di ricoveri ospedalieri, di farmaci assunti sono già, per legge, sui computer delle ASL. Il referto epidemiologico si basa sull’esame (“conteggio”) di tutti i deceduti e dei nuovi malati (es. malformazioni neonatali, complesso dei deceduti, complesso dei tumori, ecc.) diagnosticati in una specifica comunità come può essere un gruppo di lavoratori o i residenti in particolari aree in un ben definito periodo di tempo. I dati saranno suddivisi sulla base dell’età, del genere, dell’area geografica, del periodo e di altre caratteristiche. Confrontando i dati osservati con gli attesi, possiamo sapere quale fenomeno è più frequente del previsto, ad esempio: se la differenza fra osservato e atteso è superiore a 1 avremo più deceduti per una determinata causa
Se tenuto aggiornato, il referto epidemiologico consente di individuare in tempo criticità di origine ambientale, lavorativa o sociosanitaria ed intervenire su di esse. Per esempio, se il referto epidemiologico fosse stato già concepito ed utilizzato, grazie all’indagine epidemiologica che nel 2001 ha confermato il grave stato di salute dei residenti nel quartiere di Cornigliano di Genova esposti all’inquinamento siderurgico, si sarebbe potuto ridurre drasticamente anche il numero di vittime osservate a Taranto – sede di un simile impianto siderurgico – dove solo recentemente sono stati stimati ben 30 decessi/anno in più rispetto al previsto.
Tutte le volte che il cittadino usufruisce di un servizio nelle strutture sociosanitarie sia pubbliche che private le informazioni vengano registrate e codificate. Questi dati sono continuamente aggiornati ma vengono utilizzati principalmente solo per scopi amministrativi, economici, statistici mentre non sono applicati in maniera sistemica all’epidemiologia.
Il sindaco opera in qualità di “autorità sanitaria locale”, attribuzione questa riconosciutagli dall’art. 13, comma 2 della legge n. 833/1978, la Riforma sanitaria; con una richiesta atti si può chiedere al sindaco di fornire gratuitamente in tempo reale (30 gg per la legge 241/90 sull’accesso agli atti delle pubbliche amministrazioni) e a chilometri zero, ma di valore inestimabile per la salute dei suoi cittadini e per l’informazione, che è la prima prevenzione. Gruppi associati, comuni cittadini o i medici di famiglia possono fare richiesta e aiutare direttamente con la propria partecipazione a leggere i dati e confrontarli direttamente con l'epidemiologo Valerio Gennaro e discutere pubblicamente i risultati ottenuti.
Inoltre il referto epidemiologico offre ai sindaci dei piccoli comuni l’opportunità di avere dati relativi al proprio territorio e di non aspettare costosi e saltuari studi epidemiologici. E’ la prima opportunità indispensabile per fare prevenzione primaria e usare l’epidemiologia per rendere consapevole la popolazione.

Fonte: Medicina Democratica

(by Nicola)

Commenti

Post popolari in questo blog

“Area Matese: una voce dal territorio – Quando la denuncia è un atto di tutela collettiva”

TRISTE PRESAGIO

Lotto Zero – Parte 1: il grande azzardo che il Molise non può più ignorare