La celebre Tavola Osca, conservata ad Agnone e ritrovata nel territorio di Capracotta, continua ancora oggi a interrogare studiosi e comunità sul rapporto profondo tra identità, territorio e memoria. In questi giorni il Molise torna a confrontarsi con uno dei suoi reperti più importanti: una testimonianza straordinaria non solo dal punto di vista linguistico e archeologico, ma anche per ciò che racconta sul rapporto tra esseri umani, natura, sacralità e comunità. Forse è proprio questo il punto più attuale. La Tavola non parla soltanto del passato. Parla anche a noi. Ci parla del legame tra territorio e identità. Del rapporto tra ambiente e cultura. Di una spiritualità che non separava il sacro dalla vita quotidiana. Di una visione del mondo profondamente radicata nei cicli naturali, nella terra e nelle comunità. Ed è forse per questo che oggi il tema torna così centrale. Il rischio contemporaneo, infatti, è ridurre il patrimonio a semplice oggetto museale o turistico, dime...
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Referto epidemiologico
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"Il suo uso è assolutamente necessario per conoscere in tempo reale lo
stato di salute dell’intera comunità valutandone lo spread rispetto al
valore standard della morbilità e mortalità realmente osservata”
Valerio Gennaro (epidemiologo inventore del metodo)
Nasce dalla necessità di conoscere lo stato complessivo di salute della
popolazione di un territorio:
1- in tempo reale;
2- a costo zero.
Infatti i
dati di mortalità, di ricoveri ospedalieri, di farmaci assunti sono già,
per legge, sui computer delle ASL. Il referto epidemiologico si basa
sull’esame (“conteggio”) di tutti i deceduti e dei nuovi malati (es.
malformazioni neonatali, complesso dei deceduti, complesso dei tumori,
ecc.) diagnosticati in una specifica comunità come può essere un gruppo
di lavoratori o i residenti in particolari aree in un ben definito
periodo di tempo. I dati saranno suddivisi sulla base dell’età, del
genere, dell’area geografica, del periodo e di altre caratteristiche. Confrontando i dati osservati con gli attesi, possiamo sapere quale fenomeno è più frequente del previsto, ad esempio: se la differenza fra osservato e atteso è superiore a 1 avremo più deceduti per una determinata causa
Se tenuto aggiornato, il referto epidemiologico consente di
individuare in tempo criticità di origine ambientale, lavorativa o
sociosanitaria ed intervenire su di esse. Per esempio, se il
referto epidemiologico fosse stato già concepito ed utilizzato, grazie
all’indagine epidemiologica che nel 2001 ha confermato il grave stato di
salute dei residenti nel quartiere di Cornigliano di Genova esposti
all’inquinamento siderurgico, si sarebbe potuto ridurre drasticamente
anche il numero di vittime osservate a Taranto – sede di un simile
impianto siderurgico – dove solo recentemente sono stati stimati ben 30
decessi/anno in più rispetto al previsto.
Tutte le volte che il cittadino usufruisce di un servizio nelle
strutture sociosanitarie sia pubbliche che private le informazioni
vengano registrate e codificate. Questi dati sono continuamente
aggiornati ma vengono utilizzati principalmente solo per scopi
amministrativi, economici, statistici mentre non sono applicati in
maniera sistemica all’epidemiologia.
Il sindaco opera in qualità di “autorità sanitaria locale”,
attribuzione questa riconosciutagli dall’art. 13, comma 2 della legge n.
833/1978, la Riforma sanitaria; con una richiesta atti si può chiedere
al sindaco di fornire gratuitamente in tempo reale (30 gg per la legge
241/90 sull’accesso agli atti delle pubbliche amministrazioni) e a
chilometri zero, ma di valore inestimabile per la salute dei suoi
cittadini e per l’informazione, che è la prima prevenzione. Gruppi
associati, comuni cittadini o i medici di famiglia possono fare
richiesta e aiutare direttamente con la propria partecipazione a leggere
i dati e confrontarli direttamente con l'epidemiologo Valerio Gennaro e
discutere pubblicamente i risultati ottenuti.
Inoltre il referto epidemiologico offre ai sindaci dei piccoli comuni
l’opportunità di avere dati relativi al proprio territorio e di non
aspettare costosi e saltuari studi epidemiologici. E’ la prima
opportunità indispensabile per fare prevenzione primaria e usare
l’epidemiologia per rendere consapevole la popolazione.
Nel cuore del Molise, tra montagne e silenzi, c’è chi sceglie di non tacere. Area Matese ha diffuso una nota formale indirizzata a istituzioni nazionali e regionali – dalla Regione Molise al Ministero delle Infrastrutture , fino all’ ANAC e alla Corte dei Conti – denunciando gravi anomalie nella gestione di progetti e procedure pubbliche legate al territorio. Il documento, articolato e dettagliato, non è solo un atto di protesta: è un gesto di responsabilità civica. Richiama l’attenzione sulla necessità di trasparenza, rispetto delle regole e tutela dei beni comuni , ponendo l’accento su come la gestione delle risorse pubbliche debba rispondere a principi di correttezza, partecipazione e legalità sostanziale. Nel testo si evidenziano criticità amministrative, ipotesi di conflitti di interesse e mancate risposte istituzionali, in un contesto dove il silenzio rischia di diventare complicità. È un appello alla vigilanza, alla coerenza e al ritorno a una visione di sviluppo che...
L'ex presidente della Regione Molise e la sede di Bruxelles oggi messa in vendita. Riceviamo e pubblichiamo . Ribassato l’importo per la vendita all’asta della sede di Bruxelles da parte della Regione Molise. Acquistata per 1 milione e 600 mila euro, dopo l’inutile esborso di centinaia e centinaia di migliaia di euro per la sola manutenzione, dopo un primo tentativo di vendita nel 2024 andato a vuoto, è stato pubblicato un nuovo avviso esplorativo al prezzo ribassato a 1 milione e 350 mila euro. La svendita del palazzo acquistato venti anni fa esclusivamente per soddisfare la megalomania di Michele Iorio e dei suoi allegri compagni di brigata, e oggi in abbandono, è un triste presagio per l’intera regione destinata anch’essa, a breve, alla liquidazione “sotto costo”: all’Abruzzo, alla Puglia, alla Campania? Vedremo! ✍️ Vinicio D’Ambrosio
Ieri sera a Bojano si è tenuto un incontro pubblico sul Lotto Zero , una delle opere più controverse della storia recente del Molise. Un tratto di strada di 5,4 km che vale 170–180 milioni di euro . Un progetto che da dieci anni solleva domande senza risposta. Ancora una volta, anche ieri, i media locali erano assenti . A documentare l’incontro siamo stati solo noi dell’OML – Osservatorio Molisano sulla Legalità , nel pieno rispetto del nostro mandato: raccogliere, custodire e rendere pubbliche le informazioni rilevanti per la vita democratica dei territori. Al centro della serata: la ricostruzione del portavoce del comitato, Celeste Caranci ; l’analisi tecnica e civile di Tiziano Di Clemente (PCL Molise); dieci anni di segnalazioni ignorate ; l’assenza dell’ Analisi Costi–Benefici ; varianti progettuali non chiarite e atti incompleti; rischi ambientali e sanitari non adeguatamente valutati; la denuncia paradossale a un cittadino di 85 anni che ch...
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