La memoria è un dovere: Rocco Cirino, una vita al servizio del Molise

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  Rocco Cirino è tra i soci più attivi dell’OML.    La sua presenza non si misura soltanto nella partecipazione alle iniziative, ma nella capacità di mettere in movimento persone, idee e relazioni, mantenendo vivo il legame tra cultura, territorio e responsabilità civile. A lui è dedicato il libro Sogni e incontri – Il dovere della memoria , scritto da Michele Meomartino e presentato ufficialmente presso la Biblioteca G. Zampini di Matrice. Il volume raccoglie frammenti di una lunga esperienza umana, educativa e sociale.  Attraverso i ricordi di Rocco e le testimonianze di quanti hanno condiviso con lui una parte del cammino, emerge il ritratto di un uomo tenace, generoso e profondamente legato al Molise. Insegnante, animatore culturale e volontario, Rocco Cirino ha portato generazioni di studenti fuori dalle aule, insegnando loro a leggere il territorio attraverso l’osservazione diretta.  La sua “cattedra itinerante” ha unito teoria ed esperienza, geografia e v...

Referto epidemiologico



"Il suo uso è assolutamente necessario per conoscere in tempo reale lo stato di salute dell’intera comunità valutandone lo spread rispetto al valore standard della morbilità e mortalità realmente osservata”
Valerio Gennaro (epidemiologo inventore del metodo)

Nasce dalla necessità di conoscere lo stato complessivo di salute della popolazione di un territorio: 
1- in tempo reale;
2- a costo zero. 
Infatti i dati di mortalità, di ricoveri ospedalieri, di farmaci assunti sono già, per legge, sui computer delle ASL. Il referto epidemiologico si basa sull’esame (“conteggio”) di tutti i deceduti e dei nuovi malati (es. malformazioni neonatali, complesso dei deceduti, complesso dei tumori, ecc.) diagnosticati in una specifica comunità come può essere un gruppo di lavoratori o i residenti in particolari aree in un ben definito periodo di tempo. I dati saranno suddivisi sulla base dell’età, del genere, dell’area geografica, del periodo e di altre caratteristiche. Confrontando i dati osservati con gli attesi, possiamo sapere quale fenomeno è più frequente del previsto, ad esempio: se la differenza fra osservato e atteso è superiore a 1 avremo più deceduti per una determinata causa
Se tenuto aggiornato, il referto epidemiologico consente di individuare in tempo criticità di origine ambientale, lavorativa o sociosanitaria ed intervenire su di esse. Per esempio, se il referto epidemiologico fosse stato già concepito ed utilizzato, grazie all’indagine epidemiologica che nel 2001 ha confermato il grave stato di salute dei residenti nel quartiere di Cornigliano di Genova esposti all’inquinamento siderurgico, si sarebbe potuto ridurre drasticamente anche il numero di vittime osservate a Taranto – sede di un simile impianto siderurgico – dove solo recentemente sono stati stimati ben 30 decessi/anno in più rispetto al previsto.
Tutte le volte che il cittadino usufruisce di un servizio nelle strutture sociosanitarie sia pubbliche che private le informazioni vengano registrate e codificate. Questi dati sono continuamente aggiornati ma vengono utilizzati principalmente solo per scopi amministrativi, economici, statistici mentre non sono applicati in maniera sistemica all’epidemiologia.
Il sindaco opera in qualità di “autorità sanitaria locale”, attribuzione questa riconosciutagli dall’art. 13, comma 2 della legge n. 833/1978, la Riforma sanitaria; con una richiesta atti si può chiedere al sindaco di fornire gratuitamente in tempo reale (30 gg per la legge 241/90 sull’accesso agli atti delle pubbliche amministrazioni) e a chilometri zero, ma di valore inestimabile per la salute dei suoi cittadini e per l’informazione, che è la prima prevenzione. Gruppi associati, comuni cittadini o i medici di famiglia possono fare richiesta e aiutare direttamente con la propria partecipazione a leggere i dati e confrontarli direttamente con l'epidemiologo Valerio Gennaro e discutere pubblicamente i risultati ottenuti.
Inoltre il referto epidemiologico offre ai sindaci dei piccoli comuni l’opportunità di avere dati relativi al proprio territorio e di non aspettare costosi e saltuari studi epidemiologici. E’ la prima opportunità indispensabile per fare prevenzione primaria e usare l’epidemiologia per rendere consapevole la popolazione.

Fonte: Medicina Democratica

(by Nicola)

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