La Tavola Osca tra Agnone e Capracotta: memoria viva di un paesaggio culturale

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  La celebre Tavola Osca, conservata ad Agnone e ritrovata nel territorio di Capracotta, continua ancora oggi a interrogare studiosi e comunità sul rapporto profondo tra identità, territorio e memoria. In questi giorni il Molise torna a confrontarsi con uno dei suoi reperti più importanti: una testimonianza straordinaria non solo dal punto di vista linguistico e archeologico, ma anche per ciò che racconta sul rapporto tra esseri umani, natura, sacralità e comunità. Forse è proprio questo il punto più attuale. La Tavola non parla soltanto del passato.  Parla anche a noi. Ci parla del legame tra territorio e identità. Del rapporto tra ambiente e cultura. Di una spiritualità che non separava il sacro dalla vita quotidiana. Di una visione del mondo profondamente radicata nei cicli naturali, nella terra e nelle comunità. Ed è forse per questo che oggi il tema torna così centrale. Il rischio contemporaneo, infatti, è ridurre il patrimonio a semplice oggetto museale o turistico, dime...

"Confisca dei beni a chi inquina, come ai criminali"




"Chi inquina fa parte della categoria dei delinquenti e non ha nulla a che vedere con quella degli imprenditori. Noi, nella riformulazione dopo tre anni della legge sugli eco-delitti, vogliamo sicuramente introdurre una norma ancora più aggressiva per questi criminali, e cioè dobbiamo andarci a prendere i loro beni secondo il meccanismo dell'antimafia". Lo ha annunciato il ministro dell'Ambiente Sergio Costa in una intervista al Tg3. "Dobbiamo dire che chi inquina paga ma paga fino in fondo, non fa finta di pagare ma paga veramente. Non si devono seguire i rifiuti ma i soldi prodotti dai rifiuti", ha aggiunto Costa. Poi ha ribadito il concetto su twitter: "Bisogna applicare a chi inquina la stessa confisca dei beni utilizzata contro le ecomafie. Chi inquina è un vero criminale".
E ancora durante l'intervista: "Solo il tempo di risolvere alcuni tecnicismi giuridici" perché possa avere luce verde il decreto sulla Terra dei fuochi, che prevede il passaggio delle competenze in materia dal ministero delle Politiche agricole a quello dell'Ambiente: "Sono assolutamente persuaso che il decreto sulla Terra dei fuochi passerà", ha detto Costa. "Adesso si stanno calibrando i cosiddetti tecnicismi giuridici". Una volta che il decreto ci sarà si potrà procedere alle bonifiche. Queste ultime, ha rilevato il ministro "sono ipotizzabili rispetto alla messa in sicurezza". Si tratta, ha proseguito, di "un passaggio topico perché significa recuperare quei denari che ci sono e che servono a questo, ma che devono essere collegati a una pianificazione seria e trasparente".
Il ministro ha osservato inoltre che il decreto "si riferisce a tutte le terre dei fuochi che attraversano il Paese, non solo quelle della Campania, ma tutte quelle che possono emergere o che già ci sono". Per Costa il passaggio delle competenze in materia dal ministero delle Politiche Agricole all'Ambiente è cruciale perché adesso "questo problema è percepito come un problema agricolo, invece è un tema ambientale. I prodotti agricoli sono ottimi e il sistema di controllo è fra i più avanzati del mondo".

Fonte: R.it Ambiente

(by Nicola)

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