Quando i cittadini studiano gli atti, la democrazia diventa più forte

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  📌 Quando i cittadini studiano gli atti, la democrazia diventa più forte. Una delle esperienze più interessanti che stanno emergendo in queste settimane sul tema dei trasporti regionali è il lavoro svolto da alcuni giovani cittadini che hanno scelto di approfondire dati pubblici, documenti ufficiali e cronoprogrammi relativi alle infrastrutture ferroviarie del Molise. Al di là delle singole posizioni, ciò che merita attenzione è il metodo. In una stagione in cui spesso prevalgono opinioni, slogan e polemiche, c'è chi dedica tempo ed energie a leggere atti, verificare fonti, confrontare documenti e restituire informazioni comprensibili alla cittadinanza. La partecipazione non è soltanto protesta. È anche studio. È conoscenza. È responsabilità. Una democrazia più forte nasce quando i cittadini sono messi nelle condizioni di conoscere, comprendere e verificare gli impegni assunti dalle istituzioni. Per questo guardiamo con interesse a tutte quelle esperienze che contribuiscono a raf...

LA NUOVA DEFINIZIONE DI MUSEO

 


Ieri è stata approvata dall'assemblea generale di ICOM a Praga la nuova definizione di museo. È il sedimento di un processo e di un dibattito discussi e praticati, in alcuni casi, da tempo.
Al centro si ritrovano la ricerca e l'interpretazione, la raccolta e il piacere, la riflessione e la conservazione/salvaguardia,l'educazione e la cosiddetta terza missione, a servizio delle comunità di riferimento. Si punta, cioè, sul coinvolgimento partecipativo dei cittadini nelle attività e nell'interpretazione critica delle opere e dei patrimoni conservati ed esposti/presentati.
Una grande centralità di concetti da tempo al cuore della museografia demoetnoantropologica e di cui le scienze sociali, soprattutto l'antropologia culturale e sociale, si sono fatte portatrici, con la loro postura radicalmente anti-decoloniale e di interpretazione/ costruzione etnografica di campi di significati possibili per i sistemi di oggetti e di pratiche. Sarà interessante monitorare quanto saremo capaci di ispirare in futuro la rimodulazione e lo sviluppo di spazi museali secondo questa definizione e di accreditare le discipline demoetnoantropologiche in tale processo.
“Il museo è un’istituzione permanente senza scopo di lucro e al servizio della società, che effettua ricerche, colleziona, conserva, interpreta ed espone il patrimonio materiale e immateriale. Aperti al pubblico, accessibili e inclusivi, i musei promuovono la diversità e la sostenibilità. Operano e comunicano eticamente e professionalmente e con la partecipazione delle comunità, offrendo esperienze diversificate per l’educazione, il piacere, la riflessione e la condivisione di conoscenze.” 
 
Fonte: blog Letizia Bindi
 
(by nicola)

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