Nel mondo delle “spugne”: conoscere i funghi per non sbagliare

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  C’è un sapere antico che torna ogni primavera. Silenzioso, concreto, necessario. È il sapere dei funghi. Non basta trovarli. Bisogna riconoscerli, rispettarli, comprenderli . Perché il bosco non perdona l’improvvisazione. Oggi 12 aprile, alle ore 17:30, presso la Biblioteca G. Zampini di Matrice Scalo, l’ADN promuove un incontro dedicato a questo mondo affascinante e complesso. Il Prof. G. Fratangelo presenterà il suo nuovo libro:  “Il mondo dei funghi: come cercarli, riconoscerli, cucinarli” . Un lavoro che tiene insieme esperienza, conoscenza e tradizione. Perché i funghi non sono solo cibo. Sono cultura. Sono territorio. Sono identità. Il nome popolare “spugne”, dal greco spóngos , racconta già molto: la forma, la consistenza, e il legame antico tra lingua e territorio. Accanto alle tante varietà commestibili, esistono infatti specie velenose, spesso simili nell’aspetto ma profondamente diverse negli effetti. E qui si gioca tutto:  sapere o rischiare. Questo incontro...

Tabernacolo, capanna o tenda

Cosa sia successo nella tarda serata del 10 aprile u.s. lo potete intuire dall'immagine sopra riportata!

Esprimiamo vicinanza e solidarietà agli amici della 'Fondazione Anchise', già vittima di altri atti vandalici in passato.

Saranno gli Organi competenti a far luce sui fatti, a noi preme essere propositivi, pertanto invitiamo tutti, ma proprio tutti, a donare una piccola parte del proprio tempo finalizzato alla ri-costruzione della capanna, ieri come oggi simbolo di ri-trovo, ri-paro, ri-cordo per gli anziani di Colle d'Anchise e non solo!

Di seguito le sagge parole del Presidente, nonché ns. socio, Carmine Lucarelli: "La mia richiesta non mira affatto a voler vedere inflitta la punizione, che pure è dovuta per legge, ma a voler fugare ogni dubbio o sospetto, a poter riflettere e far riflettere su quali disagi hanno indotto il reo a commettere un simile gesto. Mi dichiaro irritato quando sento che l’accaduto è forse incidentale, magari commesso da qualcuno sotto l’effetto dell’alcol. Dire irritato è poco perché significa che nella comunità in cui vivo non vi è alcuna attenzione per chi disgraziatamente dovesse soffrire il disagio dell’alcolismo, lo si lascia liberamente consumare alcolici sulle pubbliche panchine per poi abbandonarlo ai suoi rischi e quelli di altri (minorenni, anziani, malati, soggetti deboli); e se non fosse stato l’ubriaco a compiere il gesto? Altra ipotesi: 'ma forse una bravata da ragazzi.' Premetto che sono nonno ed ho il dovere di salvaguardare i miei nipoti ma anche altri ragazzi che possano incorrere in quel che viene definita 'bravata.' Un incendio premeditato non è una bravata, potrebbe essere si opera di ragazzi che forse subiscono il cosiddetto fenomeno 'Blue Whale' cosa che non so neanche pronunciare ma che di fatto sono 'sfide estreme online' molto diffuse tra gli adolescenti, oppure ricatti di bullismo. Mi domando che genitori siamo, che autorità siamo se non indaghiamo a fondo stroncando queste catene perverse? Infine mi chiedo ma se fosse un vero e proprio atto di delinquenza quali rischi sto correndo io e tutta la compagine della Fondazione Anchise, quali altri cittadini possono incorrere nello stesso rischio? Io ho fatto la mia parte ora tocca a tutti gli altri fare la propria senza omissioni ne omertà. Questo significa essere cittadini degni del bene comune."

Info: info@anchise.it

(by nicola)

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