Trent’anni di presidio culturale: auguri alla SIPBC Molise

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  Trent’anni non sono un dettaglio. Sono una dichiarazione di resistenza. Dal 1996 al 2026 la SIPBC ha vigilato, studiato, segnalato, difeso. Ha fatto ciò che spesso lo Stato fa a fatica: custodire con continuità. Il 6 marzo, al Circolo Sannitico di Campobasso, si celebrerà questo cammino. Non è soltanto un anniversario. È la conferma che la tutela dei beni culturali è un atto di responsabilità civile, prima ancora che un compito tecnico. Un augurio speciale va alla presidente Isabella Astorri , nostra socia sostenitrice. Isabella è una donna di pensiero e di azione. Non si limita a rappresentare un’associazione: la incarna. Con rigore culturale, sensibilità civile e una determinazione che non arretra davanti alle difficoltà. In questi anni ha tenuto alta l’attenzione sui temi della tutela, anche quando non erano “di moda”. Ha scelto la coerenza alla convenienza, la competenza all’improvvisazione, la fermezza al compromesso facile. È una personalità intensa, capace di coniugare stu...

P.R.I.A.Mo. Non è il re di Troia ma...

Con tutto il rispetto per i firmatari della mozione, dal P.R.I.A.Mo emerge di sicuro una cosa, e cioè che nel Molise è stato possibile prima bruciare rifiuti e dopo anni andare a vedere "...l'effetto che fa", e ciò in violazione non solo di qualsiasi ragionevolezza ma anche di precise norme di legge (fra tutte il d.lgs. 155/2010). Peraltro il P.R.I.A.Mo, in mancanza di obbligatorie attività propedeutiche di monitoraggio (quali ad es. quelle previste dal D.lgs. n. 351/99 e D.M. n. 60/2002), è praticamente inutile per inattendibilità. Come si vede si parla di normative risalenti a circa 20 anni orsono, e questo fa capire a che punto siamo in materia di tutela ambientale nel Molise. Ultima perla in ordine di tempo: a Bojano costruiscono capannoni avicoli, (industrie insalubri che vanno mantenute fuori dal centro urbano e lontani dalle case) senza verificare se debbano essere sottoposti a VIA o VAS, e questo nonostante specifiche denunce presentate alla solita Procura di Campobasso che, addirittura, chiede le solite archiviazioni anche quando sbaglia ad individuare quali sono i capannoni per i quali misurare la distanza tra loro ai fini della valutazione del cumulo delle emissioni in atmosfera. Naturalmente a Bojano i capannoni sono nel centro abitato, come identificato dalla Cassazione penale, e posti a pochi metri da abitazioni civili, perchè non ci facciamo mancare niente. E ciò nonostante il fatto che, secondo ARPAM, Bojano è monitorata con la centralina di Venafro, e quindi presenta le medesime criticità di quella zona. C'è bisogno di dire altro per capire che aver messo un generale dei Carabinieri al Ministero dell'Ambiente è stata solo una lavata di faccia per la povera gente che risiede in quelle aree (Venafro e Bojano in questo caso)? Hanno voglia a presentare mozioni e a perdere tempo con studi postumi che, in mancanza dei dati pregressi, possono dare solo risposte ampiamente parziali e, quindi, inutili... come il P.R.I.A.Mo

Fonte: Area Matese

(by nicola)

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