Quando i cittadini studiano gli atti, la democrazia diventa più forte

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  📌 Quando i cittadini studiano gli atti, la democrazia diventa più forte. Una delle esperienze più interessanti che stanno emergendo in queste settimane sul tema dei trasporti regionali è il lavoro svolto da alcuni giovani cittadini che hanno scelto di approfondire dati pubblici, documenti ufficiali e cronoprogrammi relativi alle infrastrutture ferroviarie del Molise. Al di là delle singole posizioni, ciò che merita attenzione è il metodo. In una stagione in cui spesso prevalgono opinioni, slogan e polemiche, c'è chi dedica tempo ed energie a leggere atti, verificare fonti, confrontare documenti e restituire informazioni comprensibili alla cittadinanza. La partecipazione non è soltanto protesta. È anche studio. È conoscenza. È responsabilità. Una democrazia più forte nasce quando i cittadini sono messi nelle condizioni di conoscere, comprendere e verificare gli impegni assunti dalle istituzioni. Per questo guardiamo con interesse a tutte quelle esperienze che contribuiscono a raf...

Accesso ai dati della contabilità da parte di 4 consiglieri regionali. Diritto 1, giustizia 0




Tutto ci può stare, ma che il Consiglio di Stato motivi con un richiamo alla Costituzione il diniego per i Consiglieri regionali di accedere a TUTTI gli atti dell'amministrazione è una cosa che davvero non si può sentire. Non riporto le motivazioni di una simile decisione, siamo in una dimensione distorta del concetto stesso di società formata, e fondata, sulla trasparenza, ma personalmente ritengo che TUTTI i cittadini dovrebbero avere la possibilità di accedere in modo "indiscriminato" e "generale" a "non ben definiti atti di ufficio", che, infatti, diventerebbero "ben definiti" dopo la visione. Sottolineo, inoltre, che il "legame diretto tra la richiesta di accesso stesso e lo specifico atto di interesse" lo si ritrova nella elementare circostanza che, in qualità di cittadini, titolari della sovranità in Italia, con le nostre tasse paghiamo gli stipendi ai Giudici del Consiglio di Stato, a quelli del TAR e agli amministratori regionali, e vorremmo sapere come e perchè le amministrazioni pubbliche spendono i NOSTRI soldi, come anticamente diceva Grillo. Per cui l'interesse è, come si dice in gergo giuridico, "in re ipsa", e cioè nel fatto stesso di essere cittadini titolari della sovranità, principio molto desueto proprio per le deviazioni giurisprudenziali su chi sono i soggetti titolari della sovranità in questa Repubblica, che diventa sempre di più una repubblica delle banane, e chi a quella sovranità deve rispondere. Ma almeno lascino fuori la Costituzione da queste inascoltabili distorsioni di principi che trovano fondamento nella Costituzione stessa.

Fonte: pagina fb Alfonso Mainelli

(by nicola)

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