Nel mondo delle “spugne”: conoscere i funghi per non sbagliare

Immagine
  C’è un sapere antico che torna ogni primavera. Silenzioso, concreto, necessario. È il sapere dei funghi. Non basta trovarli. Bisogna riconoscerli, rispettarli, comprenderli . Perché il bosco non perdona l’improvvisazione. Oggi 12 aprile, alle ore 17:30, presso la Biblioteca G. Zampini di Matrice Scalo, l’ADN promuove un incontro dedicato a questo mondo affascinante e complesso. Il Prof. G. Fratangelo presenterà il suo nuovo libro:  “Il mondo dei funghi: come cercarli, riconoscerli, cucinarli” . Un lavoro che tiene insieme esperienza, conoscenza e tradizione. Perché i funghi non sono solo cibo. Sono cultura. Sono territorio. Sono identità. Il nome popolare “spugne”, dal greco spóngos , racconta già molto: la forma, la consistenza, e il legame antico tra lingua e territorio. Accanto alle tante varietà commestibili, esistono infatti specie velenose, spesso simili nell’aspetto ma profondamente diverse negli effetti. E qui si gioca tutto:  sapere o rischiare. Questo incontro...

Perchè l'economia circolare mette d’accordo economia e ambiente?


“Oltre a fornire un vantaggio per l’ambiente e per tutti i portatori di interesse”, questo modello procura vantaggi diretti alle imprese che ne adottano lo spirito e i principi: in termini di “competitività”, spiega, “in quanto i “modelli di business meno legati all’utilizzo di materie prime consentono di sviluppare una struttura di costi meno esposta al rischio di volatilità dei prezzi sia per dinamiche di mercato sia per interventi normativi”.

In termini di “innovazione”, perché il ripensamento dei “modelli di business in un’ottica circolare rappresenta una forte spinta all’innovazione nei processi produttivi”. Dal punto di vista ambientale, ovviamente, dato che “l’impegno concreto di un’impresa nel limitare l’impatto ambientale, rappresenta un importante contributo per la riduzione sia dei rifiuti sia dell’inquinamento atmosferico e, inoltre, contribuisce al riutilizzo di materie prime sempre più scarse”.

Infine, in termini di “occupazione, in quanto la riduzione della quantità di materie prime utilizzate e la crescita di servizi a valore aggiunto dovrebbero comportare uno spostamento dei costi dalle materie prime al lavoro, cioè da settori più automatizzati, a settori prevalentemente legati al lavoro umano, con una conseguente crescita dell’impatto occupazionale”. 


(by Nicola)

Commenti

Post popolari in questo blog

“Area Matese: una voce dal territorio – Quando la denuncia è un atto di tutela collettiva”

🌀 Salute e cultura del prendersi cura – OML con Fondazione Anchise alle Terme di Telese

TRISTE PRESAGIO