Nel mondo delle “spugne”: conoscere i funghi per non sbagliare

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  C’è un sapere antico che torna ogni primavera. Silenzioso, concreto, necessario. È il sapere dei funghi. Non basta trovarli. Bisogna riconoscerli, rispettarli, comprenderli . Perché il bosco non perdona l’improvvisazione. Oggi 12 aprile, alle ore 17:30, presso la Biblioteca G. Zampini di Matrice Scalo, l’ADN promuove un incontro dedicato a questo mondo affascinante e complesso. Il Prof. G. Fratangelo presenterà il suo nuovo libro:  “Il mondo dei funghi: come cercarli, riconoscerli, cucinarli” . Un lavoro che tiene insieme esperienza, conoscenza e tradizione. Perché i funghi non sono solo cibo. Sono cultura. Sono territorio. Sono identità. Il nome popolare “spugne”, dal greco spóngos , racconta già molto: la forma, la consistenza, e il legame antico tra lingua e territorio. Accanto alle tante varietà commestibili, esistono infatti specie velenose, spesso simili nell’aspetto ma profondamente diverse negli effetti. E qui si gioca tutto:  sapere o rischiare. Questo incontro...

Quattro cani per strada


Ieri pomeriggio, alle 16:30 circa, ero in macchina nel parcheggio antistante l'ospedale Cardarelli.
La mia attenzione é stata subito richiamata dalla presenza di 4 cani – uno nero di grossa taglia, gli altri più piccoli – i quali come novelli Cerberi parevano essere 'a guardia' del più importante nosocomio regionale. Uno in particolare, al passaggio di ambulanze/auto, si scagliava con 'rabbia' contro le stesse.
Passati pochi minuti notavo una giovane madre con due figli, il più piccolo nel passeggino, la più grande – avrà avuto 4 anni – precedeva di poco la madre. Percorsi pochi metri la signora ha chiesto alla figlia di andare in macchina. Naturalmente la piccola avrebbe dovuto attraversare il territorio 'presidiato' dai cani ma intimorita dalla presenza degli stessi chiedeva alla mamma: "Mordono?" E cosa fa la puerpera? Semplice, pone la domanda appena ricevuta dalla bambina al guardiano (di cosa non é dato capire) 'blindato' dalla e nella guardiola. Quest'ultimo non parla (troppa fatica, per di più é luglio) ma in compenso abbozza un 'NO' con la testa. Ricevuto il 'transeat' dell'umano Cerbero la donna esclama: "Vai, vai, il signore ha detto che non ti fanno nulla!"
Inutile ogni commento ma una cosa mi sento di scriverla: una denuncia alla prima autorità sanitaria sul territorio, il sindaco, ci sta tutta!

Nicola Frenza

(by Nicola)

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