
POZZILLI – L’area nella quale operano
Colacem ed HerAmbiente è catalogata dalla Regione Molise come zona 1403,
e cioè una fascia territoriale nella quale, per un principio
“cautelativo”, si considerano superate le soglie di valutazione
superiore relative a Metalli, Benzo(a)pirene e PM2,5. Ciò risulta dal
Progetto di zonizzazione redatto da Arpa Molise e recepito dal Consiglio
Regionale del Molise. Si badi bene: la Regione “ipotizza” tale
superamento perché non ha mai effettuato, in conformità alle metodiche
imposte dalla legge, la valutazione di quegli inquinanti. Ciò significa
che in quella zona potrebbe essere stata superata anche la “soglia
d’informazione”, definita dal D.lgs. 155/2010 come “livello oltre il
quale sussiste un rischio per la salute umana in caso di esposizione di
breve durata per alcuni gruppi particolarmente sensibili della
popolazione nel suo complesso ed il cui raggiungimento impone di
assicurare informazioni adeguate e tempestive”, così come potrebbe
essere stata superata addirittura la “soglia di allarme”, definita dallo
stesse Decreto come “livello oltre il quale sussiste un rischio per la
salute umana in caso di esposizione di breve durata per la popolazione
nel suo complesso ed il cui raggiungimento impone di adottare
provvedimenti immediati”. La Regione Molise non è in grado di dare
risposte certe a questi inquietanti dubbi. Quando si è in presenza del
superamento della soglia di valutazione superiore la legge OBBLIGA alla
misurazione degli inquinanti con impianti in siti fissi. Nel caso della
zona in cui insistono i due inceneritori ciò non è MAI avvenuto, per cui
la Regione è gravemente omissiva in tema di tutela della salute
pubblica e dell’ambiente più in generale. Ma nemmeno di fronte all’
evidenza normativa la Regione Molise modifica il suo atteggiamento
illegittimo in materia di controllo dello stato di qualità dell’aria
ambiente. Infatti nel Piano Regionale Integrato per la Qualità dell’
Aria Molise (P.R.I.A.Mo.) ARPA Molise ancora afferma che il PM 2,5 viene
monitorato con un centro mobile, in palese violazione di legge essendo
obbligatorio, come già detto, il monitoraggio in siti fissi. Intanto la
stessa ARPA, pur riconoscendo di essere totalmente all’oscuro dei
livelli delle polveri sottili, rilascia pareri ambientali favorevoli per
attività che sono oggettivamente pericolose per la salute pubblica, e
ciò senza che la Regione intervenga per far cessare una simile
illegittima pratica. Nel corso di un incontro avuto con il Sig. Prefetto
di Isernia in data 21.03.2016 mi è stato riferito che ARPA Molise ha
imposto all’impianto di HerAmbiente prescrizioni tanto rigide da
determinare il ricorso della società al T.A.R. Molise. Ho fatto presente
al Sig. Prefetto che il monitoraggio in continuo dei fumi derivanti da
impianti di incenerimento rifiuti è già obbligatorio per legge e che la
normativa ha fatto passi in avanti in questo settore. Infatti, che le
singole aziende debbano rispettare i limiti di legge mi pare fuori di
dubbio, indipendentemente dalle prescrizioni di ARPA Molise. Ciò che
invece non vogliono capire in Regione è che le norme pretendono che ci
sia il controllo pubblico sul CARICO COMPLESSIVO inquinante derivante
dalle singole aziende, che devono essere, appunto, ognuna in regola con i
limiti di legge ( e ci mancherebbe altro). Questi controlli pubblici
relativi al complessivo carico inquinante delle polveri sottili
nel Molise non sono MAI avvenuti. E poiché ormai da anni sono ben note
queste omissioni sarebbe anche il caso che la Magistratura intervenisse
seriamente per far cessare simili pratiche illegittime che espongono a
rischio GRAVE masse indifferenziate di cittadini, nemmeno censite per
target sensibili quali sono i bambini, gli anziani e soggetti con
particolari patologie. Potrebbe, in teoria, trattarsi di un disguido, di
un involontario ritardo negli adempimenti di legge, come spesso succede
nelle pubbliche amministrazioni. Invece la Regione Molise è ben
consapevole delle omissioni in tema di tutela dell’ambiente della salute
pubblica, e ciò risulta da atti ufficiali, primo fra tutti la diffida
del Ministro dell’ Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,
risalente ormai all’ottobre 2012, nel quale si fa riferimento proprio
alle attività OBBLIGATORIE MAI EFFETTUATE in tema di valutazione della
qualità dell’aria e di contenimento delle concentrazioni atmosferiche
degli inquinanti mediante RIDUZIONE delle emissioni. Ma la posizione
omissiva della Regione Molise è ancor più grave se si considera che
queste obbligatorie attività di governo del territorio sono state
richieste fin dal 2003 dalla Federazione Provinciale dei Verdi del
Molise, con atti a firma mia e del compianto Presidente Giovanni
Angarano, nei quali si specificavano le norme violate che imponevano ben
definiti doveri istituzionali in capo all’Ente. Le note del 2003 erano
state recapitate anche alla Prefettura di Campobasso in quanto a fronte
delle omissioni della Regione doveva esserci, ma non c’è mai stato,
l’intervento sostitutivo dello Stato, come peraltro si ribadiva anche
nella successiva diffida del Ministro dell’Ambiente nel 2012. La
Prefettura non intervenne in quanto, a parere dell’Arpa Molise, le
normative indicate dai Verdi non si applicavano nella nostra Regione
!!!! E il Prefetto dell’epoca, invece di far sentire la presenza forte
dello Stato a tutela della salute dei cittadini amministrati, ci eccepì
il fatto che noi Verdi non avevamo confutato le incredibili tesi dell’ARPA Molise, quasi ci trovassimo in un contenzioso e non in presenza di
una inadeguata posizione dell’Ente strumentale della Regione Molise in
materia di tutela dell’ambiente e della salute pubblica. Da allora lo
Stato rinunciò alla doverosa attività di tutela dei cittadini. Ho fatto
presente al Sig. Prefetto di Isernia che la Regione Molise, ancora oggi,
incredibilmente, NON E’ IN GRADO di fornire informazione ai cittadini
in merito a pericolosi inquinanti che la legge OBBLIGA di monitorare, ma
nel frattempo ha rilasciato autorizzazioni addirittura per attività di
incenerimento dei rifiuti. La conclusione è che una simile pratica nella
zona del venafrano, o in qualsiasi altra zona del Molise, comporta
gravi rischi per la salute dei cittadini, e ciò è dovuto alle omissioni
della Regione e dello Stato in materia di controllo e contenimento dello
stato di qualità dell’aria ambiente. Non so se i due impianti in
questione possano o meno funzionare a metano (con tutte le riserve
comunque connesse). Di certo ci si dovrebbe chiedere come sia stato
possibile autorizzare ben due impianti di incenerimento di rifiuti in
un’area non monitorata a norma di legge e, ancor di più, come sia
possibile consentirlo ancora. Le due aziende, peraltro, non possono
nemmeno accampare pretese a titolo di risarcimento danni in caso di
restrizione del combustibile utilizzabile o di chiusura degli
impianti La giurisprudenza amministrativa ha, ormai da tempo, chiarito
che l’imprenditore è un soggetto professionista nel suo ramo, per cui
dovrebbe conoscere quali potevano essere gli ostativi al rilascio di
autorizzazioni e pareri all’esercizio dell’attività aziendale. In
sostanza, aver utilizzato un’autorizzazione alla quale non si aveva
diritto, seppur per fatto imputabile all’ente pubblico, rende anche
l’imprenditore responsabile dell’eventuale fermo aziendale, e questo
esclude il diritto al risarcimento dei danni. E ciò mi pare sia stato
anche l’ orientamento del TAR Molise sulla ben nota vicenda della
biomasse nell’area matesina in relazione alla allocazione degli impianti
in zona IBA. Fermo restante, comunque, che l’Ordinamento Giuridico
italiano non consente, sia pur in presenza di legittime autorizzazioni,
di arrecare danno o di sottoporre a rischio i cittadini,
indipendentemente dalle eventuali imputazioni di responsabilità. Alla
luce di quanto detto la Regione Molise dovrebbe chiarire se ARPA Molise
agisce o meno nel rispetto delle norme poste a presidio della tutela
della salute pubblica e dell’ambiente più in generale. Nel contempo i
Sindaci della zona, non essendovi altra strada possibile per la rapida
messa in sicurezza dei cittadini, farebbero bene a portare i fatti
all’attenzione della Magistratura e chiedere che gli stessi, essendo
documentali, vengano valutati con la ragionevole priorità che riveste
ogni situazione di rischio per la salute pubblica.
AREA MATESE
Il Portavoce Alfonso Mainelli
Fonte: Il Quotidiano del Molise
(by Nicola)
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