Trent’anni di presidio culturale: auguri alla SIPBC Molise

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  Trent’anni non sono un dettaglio. Sono una dichiarazione di resistenza. Dal 1996 al 2026 la SIPBC ha vigilato, studiato, segnalato, difeso. Ha fatto ciò che spesso lo Stato fa a fatica: custodire con continuità. Il 6 marzo, al Circolo Sannitico di Campobasso, si celebrerà questo cammino. Non è soltanto un anniversario. È la conferma che la tutela dei beni culturali è un atto di responsabilità civile, prima ancora che un compito tecnico. Un augurio speciale va alla presidente Isabella Astorri , nostra socia sostenitrice. Isabella è una donna di pensiero e di azione. Non si limita a rappresentare un’associazione: la incarna. Con rigore culturale, sensibilità civile e una determinazione che non arretra davanti alle difficoltà. In questi anni ha tenuto alta l’attenzione sui temi della tutela, anche quando non erano “di moda”. Ha scelto la coerenza alla convenienza, la competenza all’improvvisazione, la fermezza al compromesso facile. È una personalità intensa, capace di coniugare stu...

Molise sotto schiaffo.Camorra a go go

 


Tra i beni per oltre 320 milioni di euro sequestrati in tutta Italia, riconducibili al clan camorristico napoletano dei Contini, ci sono anche distributori di carburanti molisani. L’operazione è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Napoli che ha eseguito i provvedimenti emessi dal tribunale partenopeo, a seguito delle indagini che hanno consentito individuare un cospicuo patrimonio intestato formalmente a un centinaio di prestanome ma gestito direttamente dal clan Contini.
L’operazione della Guardia di finanza di Napoli è scattata in tutta Italia e vede coinvolto anche il Molise. Gli uomini delle Fiamme gialle hanno sequestrato beni per 320 milioni di euro riconducibili all’organizzazione camorristica che fa capo al clan napoletano dei Contini.
Tra i beni confiscati, anche distributori di benzina che si trovano nella piccola regione che confina con il mare Adriatico, con la Puglia e con la Campania, dove i finanzieri sono entrati in azione nella giornata di oggi – mercoledì 18 febbraio. La confisca è stata disposta dalla sezione per l’applicazione delle misure di prevenzione del tribunale di Napoli. Tra i distributori ai quali il Gico ha messo i sigilli e sui quali si concentrano le indagini c’è anche quello alle porte di Vinchiaturo con bar annesso sequestrato dalla Finanza già nel gennaio 2014, quando ci furono novanta arresti e beni sequestrati per un valore di 250 milioni Il distributore di benzina e il vicino bar risultavano entrambi intestati a un napoletano considerato prestanome del clan Contini,una delle cosche campane economicamente più forti. «Il Molise è una regione “cuscinetto” - spiegano dal Gico di Campobasso - dove tradizionalmente i clan malavitosi vengono a fare investimenti. Ecco perché non bisogna mai abbassare la guardia».
L’indagine di oggi, condotta dal nucleo di Polizia tributaria di Napoli – Gico ha permesso di individuare un cospicuo patrimonio intestato solo formalmente a un centinaio di prestanome ma gestito direttamente dal clan Contini. Sequestrate numerose attività commerciali, immobili e terreni. Tra i beni, una villa di lusso a Ischia insieme ad altre 26 proprietà immobiliari, 41 impianti di carburante, a Napoli e su alcuni tratti autostradali, oltre che in Molise, 20 bar tra le province di Napoli e Avellino. Nella lista ci sono anche tre rivendite di tabacchi, quattro gioiellerie, tre società di torrefazione di caffè, due società di gestione e compravendita immobiliare, un’azienda di commercio all’ingrosso, un garage.
Il provvedimento fa seguito agli accertamenti portati avanti dal Gico della Finanza e coordinati dalla direzione distrettuale antimafia. Dall’inchiesta, secondo la ricostruzione delle Fiamme gialle, è emerso il ruolo dei fratelli Gerardo e Ciro Di Carluccio, quest’ultimo ritenuto il cassiere del clan e uomo di fiducia del capo cosca Edoardo Contini, il «direttore» di una holding criminale operante in diversi settori economici e finanziari. Le attività che spaziavano dalla gestione di carburanti alle oreficerie, erano gestite da una rete di prestanome.
Dalla ricostruzione dei profili reddituali delle persone coinvolte, è stata riscontrata una sproporzione tra i beni posseduti e i redditi dichiarati.
In Molise, nel gennaio del 2014 i finanzieri avevano già sequestrato una pompa di benzina, alle porte di Campobasso, che non l’annesso bar erano intestati a un napoletano considerato dagli inquirenti una “testa di legno” del clan Contini.

(by Nicola)

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