Quando i cittadini studiano gli atti, la democrazia diventa più forte

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  📌 Quando i cittadini studiano gli atti, la democrazia diventa più forte. Una delle esperienze più interessanti che stanno emergendo in queste settimane sul tema dei trasporti regionali è il lavoro svolto da alcuni giovani cittadini che hanno scelto di approfondire dati pubblici, documenti ufficiali e cronoprogrammi relativi alle infrastrutture ferroviarie del Molise. Al di là delle singole posizioni, ciò che merita attenzione è il metodo. In una stagione in cui spesso prevalgono opinioni, slogan e polemiche, c'è chi dedica tempo ed energie a leggere atti, verificare fonti, confrontare documenti e restituire informazioni comprensibili alla cittadinanza. La partecipazione non è soltanto protesta. È anche studio. È conoscenza. È responsabilità. Una democrazia più forte nasce quando i cittadini sono messi nelle condizioni di conoscere, comprendere e verificare gli impegni assunti dalle istituzioni. Per questo guardiamo con interesse a tutte quelle esperienze che contribuiscono a raf...

Trasporti pericolosi

Riceviamo e pubblichiamo





A proposito dell'elenco degli autotrasportatori di Itri (LT) e del sud Pontino che avrebbero trasportato, secondo Carmine Schiavone, sostanze tossiche per conto dei Casalesi.

Una pista che, se fondata, potrebbe portarci molto ma molto lontano fino a scoprire "chi" ha commissionato tali trasporti facendo da ponte fra quegli autotrasportatori e i Casalesi.
Come pure tale pista ci potrebbe fornire precise indicazioni, oltre che sui luoghi in cui sarebbero stati scaricati i fusti, anche su "cosa" e "per conto di chi" essi avrebbero trasportato nel nord del materiale per, poi, riportarne altro (sostanze tossiche secondo l'ex collaboratore di giustizia), in direzione sud. Carichi, insomma, sia all'andata che al ritorno, secondo alcune voci che circolano.

Non é che i Casalesi avrebbero puntato a smaltire i rifiuti, oltre che interrandoli, anche bruciandoli nelle fornaci esistenti sul tratto Roma-Napoli, provocando così, in aggiunta all'inquinamento dei territori, anche quello atmosferico?

Analizzando la mappa delle fornaci esistenti all'epoca sul tratto indicato (Roma-Napoli), ne troviamo a: Colleferro, Formia, Itri, San Vittore, Caserta, Napoli. Poi: Sesto Campano, Isernia, Boiano, Guardiareggia per quanto concerne il Molise.

Non abbiamo elementi per poter affermare che il disegno da noi ipotizzato abbia preso vita e si sia realizzato, ma é presumibile, analizzando bene la provenienza dei proprietari degli automezzi che sarebbero stati utilizzati, che questa ipotesi non sia affatto campata in aria, considerato, soprattutto, che non é possibile che la grandissima quantità di sostanze tossiche che sarebbero state trasportate abbia potuto trovare allocazione unicamente sottoterra.

Probabilmente i Calasesi potrebbero aver trovato altre soluzioni ed in tal caso quale soluzione migliore dell'incenerimento dei rifiuti tossici?
I territori sospetti sarebbero circoscrivibili nelle competenze di ben 3 DDA, quelle di Roma, Napoli e Campobasso.
Ci permettiamo, pertanto, di suggerire ai tre Coordinatori delle 3 predette DDA di avviare un'indagine coordinata al fine di poter, insieme, trovare una risposta, reperendo il massimo possibile di riscontri, agli interrogativi suindicati.

ASSOCIAZIONE ANTIMAFIA "ANTONINO CAPONNETTO"
www.comitato-antimafia-lt.org
(by Nicola)

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