Nel mondo delle “spugne”: conoscere i funghi per non sbagliare

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  C’è un sapere antico che torna ogni primavera. Silenzioso, concreto, necessario. È il sapere dei funghi. Non basta trovarli. Bisogna riconoscerli, rispettarli, comprenderli . Perché il bosco non perdona l’improvvisazione. Oggi 12 aprile, alle ore 17:30, presso la Biblioteca G. Zampini di Matrice Scalo, l’ADN promuove un incontro dedicato a questo mondo affascinante e complesso. Il Prof. G. Fratangelo presenterà il suo nuovo libro:  “Il mondo dei funghi: come cercarli, riconoscerli, cucinarli” . Un lavoro che tiene insieme esperienza, conoscenza e tradizione. Perché i funghi non sono solo cibo. Sono cultura. Sono territorio. Sono identità. Il nome popolare “spugne”, dal greco spóngos , racconta già molto: la forma, la consistenza, e il legame antico tra lingua e territorio. Accanto alle tante varietà commestibili, esistono infatti specie velenose, spesso simili nell’aspetto ma profondamente diverse negli effetti. E qui si gioca tutto:  sapere o rischiare. Questo incontro...

Agricoltori piemontesi a rischio Sla

Confrontando i dati delle Asl con quelli dell'Inps, il pm torinese Raffaele Guariniello ha scoperto l'aumento della Sla tra gli agricoltori piemontesi. 


 Negli ultimi anni sono 123 gli agricoltori piemontesi colpiti da Sla. Il pm ha chiesto alle Asl anche i dati sull'incidenza di tumori al cervello per verificare se un uso frequente del cellulare sia un fattore di rischio. Massimo Fogliato, direttore del patronato regionale Coldiretti, dice: «Non ne sappiamo niente. La notizia mi lascia di stucco, non abbiamo un solo assistito affetto da Sla».
«Fra i fattori di rischio conosciuti - osserva il professor Adriano Chiò, direttore del Centro Sla del dipartimento di Neuroscienze dell'ospedale torinese Molinette - vi sono quelli ambientali e fisici e l'attività agricola vi è ricompresa. Attenzione, però: la stessa vita in un ambiente agricolo può essere a rischio. Per il fatto, ad esempio, di bere l'acqua del pozzo. Può essere inquinata dai pesticidi che si biodegradano molto lentamente intaccando falde acquifere. L'acqua dei pozzi interessati ne riporta concentrazioni maggiori rispetto ad acquedotti che attingono da aree più estese».
Il rischio per i calciatori è sei volte maggiore di quello della popolazione generale e la fascia di età più a rischio Sla è quella fra i 15 e i 30 anni di vita. Nel gruppo dei 123 agricoltori piemontesi venti si sono ammalati a meno di trent'anni. Cresce il fattore Sla nella popolazione italiana, 1 su 400 e le donne ormai in misura pari rispetto agli uomini.

Fonte: e-Dott

(by Nicola)

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