Quando i cittadini studiano gli atti, la democrazia diventa più forte

Immagine
  📌 Quando i cittadini studiano gli atti, la democrazia diventa più forte. Una delle esperienze più interessanti che stanno emergendo in queste settimane sul tema dei trasporti regionali è il lavoro svolto da alcuni giovani cittadini che hanno scelto di approfondire dati pubblici, documenti ufficiali e cronoprogrammi relativi alle infrastrutture ferroviarie del Molise. Al di là delle singole posizioni, ciò che merita attenzione è il metodo. In una stagione in cui spesso prevalgono opinioni, slogan e polemiche, c'è chi dedica tempo ed energie a leggere atti, verificare fonti, confrontare documenti e restituire informazioni comprensibili alla cittadinanza. La partecipazione non è soltanto protesta. È anche studio. È conoscenza. È responsabilità. Una democrazia più forte nasce quando i cittadini sono messi nelle condizioni di conoscere, comprendere e verificare gli impegni assunti dalle istituzioni. Per questo guardiamo con interesse a tutte quelle esperienze che contribuiscono a raf...

La solitudine accorcia la vita

La solitudine può ridurre sensibilmente la durata della vita. Lo dimostrano i risultati di una ricerche pubblicata nella rivista Archives of Internal Medicine. I ricercatori dell'Università della California, guidati da Carla Pessinotto, hanno osservato 1.604 anziani per sei anni, l'età media è 71 anni. Hanno scoperto che per chi si sentiva solo la probabilità di morire nel corso dell'indagine era di due volte maggiore. Vivere da soli, o sentirsi soli sebbene si viva con altre persone, è un fattore di rischio importante per le persone già ad alto rischio di sviluppare malattie cardiache. Secondo i ricercatori, la valutazione del livello di solitudine può aiutare i medici a rivelare pazienti che si trovano nel gruppo di rischio. 

Interessante ntare che il 43,2% del campione si sente solo, anche se soltanto il 18% vive effettivamente da solo.

Anche gli adolescenti possono soffrire la solitudine e uno studio dimostra una pericolosa associazione con a il rischio di sviluppare, in età adulta, malattie cardiache e sindrome metabolica. La scoperta, pubblicata su Plos One, è dell'equipe dell'Università svedese di Umea. Sono stati analizzati i dati riguardanti la salute e ai comportamenti sociali di un migliaio di sedicenni del distretto di Lulea, nell'arco di 27 anni, sottoponendo poi il campione a una serie di controlli clinici attorno ai 43 anni. Si è così visto che i ragazzi che erano stati più introversi e meno propensi alla socializzazione durante gli anni di scuola (senza però essere stati necessariamente vittime di episodi di bullismo) erano anche quelli che più soffrivano di sindrome metabolica una volta compiuti i quarant'anni. Le adolescenti infelici anno un rischio più che triplicato di ammalarsi di sindrome metabolica dopo i 40 anni. Importante valutare il livello di cortisolo, che varia sensibilmente nelle situazioni di solitudine che portano all'ansia.

Fonte: eDott

(by Nicola)

Commenti

Post popolari in questo blog

“Area Matese: una voce dal territorio – Quando la denuncia è un atto di tutela collettiva”

TRISTE PRESAGIO

Lotto Zero – Parte 1: il grande azzardo che il Molise non può più ignorare