Quando i cittadini studiano gli atti, la democrazia diventa più forte

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  📌 Quando i cittadini studiano gli atti, la democrazia diventa più forte. Una delle esperienze più interessanti che stanno emergendo in queste settimane sul tema dei trasporti regionali è il lavoro svolto da alcuni giovani cittadini che hanno scelto di approfondire dati pubblici, documenti ufficiali e cronoprogrammi relativi alle infrastrutture ferroviarie del Molise. Al di là delle singole posizioni, ciò che merita attenzione è il metodo. In una stagione in cui spesso prevalgono opinioni, slogan e polemiche, c'è chi dedica tempo ed energie a leggere atti, verificare fonti, confrontare documenti e restituire informazioni comprensibili alla cittadinanza. La partecipazione non è soltanto protesta. È anche studio. È conoscenza. È responsabilità. Una democrazia più forte nasce quando i cittadini sono messi nelle condizioni di conoscere, comprendere e verificare gli impegni assunti dalle istituzioni. Per questo guardiamo con interesse a tutte quelle esperienze che contribuiscono a raf...

Non ci possiamo permettere tre gradi di giudizio per tutte le controversie

Il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Michele Vietti, nel corso di un'intervista al Gr3 avvenuta nell'ambito di un'inchiesta sulla giustizia civile curata dal condirettore Gianfranco D'Anna e realizzata dalla redazione cronaca del Giornale Radio, ha messo in luce come in Italia sono quasi 2 milioni e 800 mila i processi che si abbattono ogni anno sui nostri tribunali. "Bisogna togliersi l'illusione che tutto deve finire dentro al processo'' Spiega Vietti . Tra le soluzioni possibili per la deflazione della giustizia civile - spiega - c'e' la mediazione, sulla quale ''e' prematura una valutazione, anche perche' non e' entrata in vigore per tutti i tipi di controversia''. Secondo Vietti però la mediazione civile da sola non è sufficiente. Sarebbe necessario per tutte quelle cause di carattere bagattellare applicare riti diversi che tengano conto della natura del valore della controversia. "Non ci possiamo piu' permettere di avere 3 gradi di giudizio per qualunque tipo di controversia''. Una delle ipotesi portata come esempio da Vietti è l'arbitro in materia finanziaria bancaria che ha dato buoni risultati. In ogni caso - spiega - andrebbe introdotto un filtro per l'appello sottolineando come oggi arriviamo ad investire la Cassazione di 30 mila processi all'anno.

Fonte: StudioCataldi.it

(by Nicola)

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