Trent’anni di presidio culturale: auguri alla SIPBC Molise

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  Trent’anni non sono un dettaglio. Sono una dichiarazione di resistenza. Dal 1996 al 2026 la SIPBC ha vigilato, studiato, segnalato, difeso. Ha fatto ciò che spesso lo Stato fa a fatica: custodire con continuità. Il 6 marzo, al Circolo Sannitico di Campobasso, si celebrerà questo cammino. Non è soltanto un anniversario. È la conferma che la tutela dei beni culturali è un atto di responsabilità civile, prima ancora che un compito tecnico. Un augurio speciale va alla presidente Isabella Astorri , nostra socia sostenitrice. Isabella è una donna di pensiero e di azione. Non si limita a rappresentare un’associazione: la incarna. Con rigore culturale, sensibilità civile e una determinazione che non arretra davanti alle difficoltà. In questi anni ha tenuto alta l’attenzione sui temi della tutela, anche quando non erano “di moda”. Ha scelto la coerenza alla convenienza, la competenza all’improvvisazione, la fermezza al compromesso facile. È una personalità intensa, capace di coniugare stu...

PRIMARIE ILLEGALITA'?

Nella imminenza dello svolgimento delle Primarie, il Movimento “Cambiamo il Molise”, in nome e per conto del suo candidato, Nicola D’Ascanio, si vede costretto a ribadire formalmente le proprie fondate preoccupazioni sulla complessiva organizzazione di questo importante evento di consultazione popolare, che  - se deprivato di inoppugnabili misure volte a garantirne la piena trasparenza e legittimità- rischia di perdere credibilità, con danni conseguenti non facilmente risarcibili.
  Ad oggi, infatti, alcune delle richieste avanzate sin dall’inizio da questo Movimento, riferite alle corrette modalità di conservazione delle schede prima del voto (presso un Notaio, a scelta del Comitato) e riferite, altresì, all’impiego di Presidenti di seggio palesemente super partes, non risultano accolte.
Sulla stessa individuazione dei comuni in cui ubicare i seggi, pesa il sospetto di scelte esclusivamente funzionali ad interessi di singoli contendenti, guarda caso direttamente rappresentati all’interno del Comitato Organizzatore, nonché in quello dei Garanti.
Ricordiamo, a margine, che l’unico candidato che non gode di rappresentanza negli organi decisionali è quello da noi designato (D’Ascanio)!
Ne consegue, paradossalmente, che il nostro Movimento  - benché pienamente titolato a partecipare alle Primarie, come i fatti stanno sin qui dimostrando -  sia relegato allo scomodo ruolo di “ospite non gradito” (forse perché portatore di potenzialità atte a sconvolgere giochi già fatti???).
Tornando ai seggi, rileviamo che l’assenza di regole certe poste a fondamento della scelta dei comuni in cui ubicarli costituisca, di per sé, una palese violazione di democrazia e di codificata negazione delle finalità stesse delle Primarie; prefigura, infatti, una sorta di scelta, a monte, dei cittadini da coinvolgere in una  consultazione che, invece, trova la sua ragion d’essere nella partecipazione corale, al di fuori degli schemi e delle consorterie dei partiti.
In caso contrario, infatti, l’intera procedura si trasformerebbe in un colossale bluff, a danno di quanti nelle Primarie ripongono aspettative di ritrovata partecipazione democratica alle scelte politiche.
Con questo spirito  - che vuol essere costruttivo -  e con l’auspicio che codesto Comitato onori l’incarico che si è dato, conferendo al livello organizzativo delle Primarie regole di trasparenza, di garantismo, di legalità, proponiamo questa nostra riflessione, fondata sul radicato convincimento  - di cui siamo stati portatori anche quando gli attori del tavolo politico pensavano altro!!! -  che la consultazione delle Primarie, se realizzata con modalità inoppugnabilmente corrette, costituisca fattore irrinunciabile di ritrovata coesione e forza nello schieramento di centrosinistra, per affrontare la battaglia contro il centrodestra.
Qualora questo reiterato  - ormai ultimo -  appello venga disatteso, ci vedremmo costretti ad assumere ogni iniziativa utile a tradurre in atti concreti quella esigenza di legalità e trasparenza tanto invocata dai cittadini ed, evidentemente, poco agita da chi si autoinveste del ruolo di “decisore politico”, non ritenendo doveroso riverificare questo “status”alla luce della importante variabile rappresentata dal consenso popolare e dai connessi risultati elettorali.

Fonte: Altromolise, 2011-08-25  

(by Nicola)

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