Nel mondo delle “spugne”: conoscere i funghi per non sbagliare

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  C’è un sapere antico che torna ogni primavera. Silenzioso, concreto, necessario. È il sapere dei funghi. Non basta trovarli. Bisogna riconoscerli, rispettarli, comprenderli . Perché il bosco non perdona l’improvvisazione. Oggi 12 aprile, alle ore 17:30, presso la Biblioteca G. Zampini di Matrice Scalo, l’ADN promuove un incontro dedicato a questo mondo affascinante e complesso. Il Prof. G. Fratangelo presenterà il suo nuovo libro:  “Il mondo dei funghi: come cercarli, riconoscerli, cucinarli” . Un lavoro che tiene insieme esperienza, conoscenza e tradizione. Perché i funghi non sono solo cibo. Sono cultura. Sono territorio. Sono identità. Il nome popolare “spugne”, dal greco spóngos , racconta già molto: la forma, la consistenza, e il legame antico tra lingua e territorio. Accanto alle tante varietà commestibili, esistono infatti specie velenose, spesso simili nell’aspetto ma profondamente diverse negli effetti. E qui si gioca tutto:  sapere o rischiare. Questo incontro...

La giustizia: ha sede nel cervello!

La notizia l’ha data il Corriere della Sera, nell'aprile del 2008 e subito ha avuto l’approvazione di molti portali di medicina e di ricerca, che hanno parlato proprio di questo fatto: si tratta della nostra mente e della concezione che essa ha della giustizia.

Secondo recenti ricerche ricevere un trattamento equo e essere “vittima” di un giusto provvedimento, farebbe molto bene. Il trattamento equo dunque, secondo quanto i ricercatori hanno scoperto, sarebbe un bisogno primario dell’essere umano, il quale lo sente dal profondo e senza non riuscirebbe a vivere.

Le sensazioni di appagamento del giusto trattamento provengono, secondo i ricercatori, dallo «striato» e dalla corteccia prefrontale ventromediale. In queste zone del cervello giacciono le sedi delle emozioni primarie.
Lo studio del processo di formazione del senso di giustizia, secondo gli scienziati potrebbe essere utile per l’approfondimento di alcune malattie mentali e di disturbi psichici gravi, come per esempio l’autismo.

Fonte: Corriere della Sera, aprile 2008

(by Nicola)

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