Trent’anni di presidio culturale: auguri alla SIPBC Molise

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  Trent’anni non sono un dettaglio. Sono una dichiarazione di resistenza. Dal 1996 al 2026 la SIPBC ha vigilato, studiato, segnalato, difeso. Ha fatto ciò che spesso lo Stato fa a fatica: custodire con continuità. Il 6 marzo, al Circolo Sannitico di Campobasso, si celebrerà questo cammino. Non è soltanto un anniversario. È la conferma che la tutela dei beni culturali è un atto di responsabilità civile, prima ancora che un compito tecnico. Un augurio speciale va alla presidente Isabella Astorri , nostra socia sostenitrice. Isabella è una donna di pensiero e di azione. Non si limita a rappresentare un’associazione: la incarna. Con rigore culturale, sensibilità civile e una determinazione che non arretra davanti alle difficoltà. In questi anni ha tenuto alta l’attenzione sui temi della tutela, anche quando non erano “di moda”. Ha scelto la coerenza alla convenienza, la competenza all’improvvisazione, la fermezza al compromesso facile. È una personalità intensa, capace di coniugare stu...

ORA ET LABORA: ‘Ndrangheta a Milano, le mani su Galeazzi e Niguarda

La lunga mano della 'Ndrangheta stringe la Lombardia, fino a soffocarla in un ampio e radicato sistema criminale, che con le sue forti dita sarebbe riuscito ad infiltrarsi anche dentro la Sanità. Lo rivelano le prime informazioni che filtrano dopo la maxi-retata che ha portato ieri la polizia giudiziaria a compiere 35 arresti nell'area della metropoli meneghina. Un'operazione che ha colpito sospetti affilitati ai clan dei Flachi, dei Romeo e dei Martino. Un'indagine che, almeno nel ramo che coinvolge la Sanità, è partita da lontano. Precisamente da Albano Laziale, e dall'ospedale Regina Apostolorum, la cui vicedirettrice - suora e sorella di Paolo Martino, uno dei sospetti boss della nuova mala milanese - avrebbe contattato il fratello per avvisarlo che un collaboratore di giustizia stava rendendo dichiarazioni nei suoi confronti. Un'informazione ottenuta, sembra, proprio grazie a quei alti contatti che la «sorella» poteva vantare grazie alla sua posizione manageriale.
Ma le connessioni tra 'Ndrangheta e Sanità non finiscono qui: nel mirino sono anche finiti due importanti ospedali come il Galeazzi e il Niguarda, nei cui uffici amministrativi - secondo le indagini - i boss della famiglia Flachi si riunivano, sfruttando la protezione di un capo-infermiere e di un funzionario. Ma si parla anche di ricoveri compiacenti, ottenuti da Francesco Pelle, detto Sandokan, e da Pepè Flashi, il vecchio boss della famiglia omonima, per sottrarsi alla prigione. Il tutto, secondo quanto si legge nell'inchiesta «nella sostanziale indifferenza (e si spera anche ignoranza) dei vertici amministrativi e politici che, anche dopo le più recenti indagini, non risulta abbiano assunto alcuna iniziativa».

Fonte: eDott - 15.03.2011
(by Nicola).

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