Trent’anni di presidio culturale: auguri alla SIPBC Molise

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  Trent’anni non sono un dettaglio. Sono una dichiarazione di resistenza. Dal 1996 al 2026 la SIPBC ha vigilato, studiato, segnalato, difeso. Ha fatto ciò che spesso lo Stato fa a fatica: custodire con continuità. Il 6 marzo, al Circolo Sannitico di Campobasso, si celebrerà questo cammino. Non è soltanto un anniversario. È la conferma che la tutela dei beni culturali è un atto di responsabilità civile, prima ancora che un compito tecnico. Un augurio speciale va alla presidente Isabella Astorri , nostra socia sostenitrice. Isabella è una donna di pensiero e di azione. Non si limita a rappresentare un’associazione: la incarna. Con rigore culturale, sensibilità civile e una determinazione che non arretra davanti alle difficoltà. In questi anni ha tenuto alta l’attenzione sui temi della tutela, anche quando non erano “di moda”. Ha scelto la coerenza alla convenienza, la competenza all’improvvisazione, la fermezza al compromesso facile. È una personalità intensa, capace di coniugare stu...

E' LEGALE, RISPETTA IL DIRITTO MA...NON E' GIUSTO!!!

Sanitopoli pugliese, intercettazioni non utilizzabili.

Scivola su un errore formale il primo processo a Gianpaolo Tarantini, imprenditore barese della sanità. Ieri mattina i giudici del tribunale di Bari, accogliendo l´eccezione del suo legale, l´avvocato Nicola Quaranta, hanno dichiarato inutilizzabili quasi tutte le 12 mila intercettazioni telefoniche che costituivano l´ossatura dell´indagine.

Dalle conversazioni telefoniche, durate circa due anni (dal 2002 al 2004) gli inquirenti avevano ricostruito il grande affare delle società dei Tarantini, fornitori di protesi alle aziende ospedaliere pugliesi, e i frequenti coca party, organizzati da Gianpi nella sua villa a nord di Bari. E ora, senza testimoni a supporto, per Tarantini e gli altri imputati (accusati di associazione a delinquere, corruzione e falso) l´assoluzione sarà praticamente certa. Assieme ai fratelli Tarantini e al consigliere regionale Salvatore Greco, ritenuto il socio occulto dei due fratelli, erano coinvolti nella vicenda anche tre primari.

A monte del problema, secondo i magistrati, ci sarebbe un errore formale, commesso dall'allora pm, attuale sindaco di Bari, Michele Emiliano (Pd). Un "vizio delle norme sulla motivazione" alla base del decreto che autorizzava le intercettazioni. Emiliano non aveva indicato che le intercettazioni, "stante l'eccezionale urgenza", potevano essere fatte con strumentazione a noleggio (come poi avvenne) a causa dell´indisponibilità di quella in dotazione alla Procura.

Fonte: eDott, 29.03.2011


by Nicola

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