sabato 2 gennaio 2021

Può lo Stato chiedere l'annullamento, ovviamente per violazione di legge, degli accordi che esso stesso ha autorizzato?

NCREDIBILE MOLISE "PANTALONE"

Certo che davvero è inspiegabile il perchè di questa rassegnazione del Molise. Insomma, e lo abbiamo pubblicato decine di volte, ci ritroviamo con un debito pubblico sanitario enorme e che per massima parte è imputabile allo Stato per non aver vigilato, controllato e contenuto la nostra spesa pubblica sanitaria nei tempi previsti dalla legge. E tanto per non fare solo chiacchiere ripubblichiamo a sinistra della foto, la procedura che bisogna seguire quando la spesa va fuori dai binari della gestibilità, e prendiamo proprio il diagramma pubblicato dal Ministero dell'Economia e Finanze - Ragioneria Generale dello Stato. Ora, è chiaro che prima di entrare nel club delle Regioni in Piano di rientro è ovvio che il Molise era in quelle NON IN PIANO DI RIENTRO. Controllate da soli quanto, nel Molise, le verifiche e i correttivi del cd. tavolo tecnico sono state praticamente quasi inesistenti in punto di freno alla spesa, e ciò anche quando siamo passati tra le Regioni in Piano di rientro. Se guardate il primo diagramma, quello per le Regioni non in Piano di rientro, noterete che si fa riferimento al IV quadrimestre, e cioè ottobre-novembre-dicembre di ogni anno. Noterete che il commissariamento interviene se entro il 30 aprile dell'anno successivo, ovviamente, la diffida a provvedere del PCM non ha avuto seguito risultando insufficienti o assenti le necessarie coperture economiche. Quindi, secondo ovvie regole di diritto, quando subentra il Commissario, DI NOMINA GOVERNATIVA, che, quindi, agisce e riferisce al Governo che lo indirizza e controlla, chi paga se la spesa pubblica sanitaria, a decorrere dalla sua nomina, continua a salire fino ad arrivare a centinaia di milioni di euro? Insomma, ci rifiutiamo di credere che il Molise debba per forza pagare per gli errori di altri. Naturalmente la nomina di Commissario in capo al Governatore della Regione creerebbe un grave conflitto di interessi in quanto quella figura istituzionale deve difendere gli interessi del popolo che amministra e non quelli dello Stato che lo ha incaricato di gestire la sanità secondo le indicazioni del famoso tavolo e garantire il recupero della spesa eccessiva. Perciò, come è giusto, la figura del Commissario DEVE essere esterna all'Ente Regione. Ma comunque sia, in ogni caso, dalla nomina seguente a quel 30 aprile che si diceva prima, la nuova spesa sanitaria pubblica regionale se la paga chi la causa, e cioè lo Stato. Cosa c'è di difficile da capire? Eppure nella nostra Regione assistiamo ad una incredibile platea di associazioni, movimenti e truppe varie che di tutto parla, e ovviamente crea solo confusione, tranne che della responsabilità dello Stato nell'incredibile incremento della spesa sanitaria regionale. Giustini non dovrebbe dimettersi, dovrebbe dire a quella specie di tavolo tecnico che si riunisce a Roma di prendere loro l'iniziativa di sollevarlo dall'incarico, così dovrebbero motivare il perché. Ma se dal tavolo arriva addirittura la richiesta di REVOCA degli accordi con le strutture convenzionate allora si perde ogni speranza. I partecipanti al tavolo, che ci costano non poco, dovrebbero sapere che la REVOCA comporta il pagamento dei DANNI, e se i danni li vogliono evitare dovrebbero procedere con l' ANNULLAMENTO degli accordi, Ma può lo Stato chiedere l'annullamento, ovviamente per violazione di legge, degli accordi che esso stesso ha autorizzato? Ecco in mano a chi stiamo, e intanto continuiamo a pagare, zitti come bambini sorpresi con le mani nella marmellata. Ma si può essere così beoti?
 
Fonte: blog Area Matese
 
(by nicola)

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