Stelle sopra l'Appennino | Dalle Perseidi a Astron Nomos, il dialogo tra cielo, terra e memoria

Immagine
  C'è un momento, nelle notti d'agosto, in cui il cielo sembra avvicinarsi alla terra. Le montagne sono da sempre i luoghi in cui l'uomo alza lo sguardo verso il cielo senza smettere di tenere i piedi saldamente a terra. Le Perseidi , le celebri "stelle cadenti di San Lorenzo" — in realtà minuscoli frammenti lasciati dalla cometa Swift-Tuttle che, entrando nell'atmosfera terrestre, si incendiano producendo luminose scie — attraversano il firmamento e ci ricordano che l'universo è una storia di luce, di trasformazione e di tempo. Mercoledì 12 agosto , nel Giardino della Flora Appenninica di Capracotta , diretto dalla prof.ssa Paola Fortini , sarà possibile vivere questa esperienza insieme al prof. Antonio Gioiosa dell' Università degli Studi del Molise , in uno dei luoghi più suggestivi dell'Appennino molisano. Per noi dell' Osservatorio Molisano sulla Legalità , questa iniziativa ha un significato particolare. Undici anni fa dem...

"Cibo vera energia pulita" - Le ricetta medioevali (2/7)

 

Fagioli alle spezie


Prendete i fagioli e bolliteli (la ‘pignata’ vicino alla brace del camino) fino a che si ammorbidiscono. Prendeteli e scolateli. Fate inoltre cipolle bollite e sminuzzate, e mettere dell’aglio insieme. Friggete il tutto in olio o, meglio, altro grasso di maiale e, dopo aver aggiunto delle spezie dolci, servite.

.............................................................

Nella cucina medievale, dove solitamente si mangiava con le mani, le uniche vivande presentate nei piatti, e per le quali si usava il cucchiaio (ma, in famiglia, tutti attingevano dalla pentola posta al centro della tavola), erano quelle più liquide: minestre, brodi e zuppe.

Pietanza tipicamente contadina, la zuppa era realizzata con l’impiego di più alimenti: erbe, cereali, legumi, carni, a volta anche castagne. Era un piatto unico di facile preparazione, con cui molte famiglie potevano saziarsi.

Nell’acqua di preparazione della zuppa si potevano cuocere gli alimenti senza disperderne le sostanze primarie; ed anche le carni, quelle di seconda scelta, più dure e più grasse, potevano essere più facilmente cucinate.

Il brodo era un alimento più ricco, rispetto alla zuppa, perché prevedeva l’uso della carne come ingrediente fondamentale; ma era pur sempre un modo di cuocere facilmente carni, anche non tenere, e soprattutto di non sprecare energie nutritive: col brodo tutte le sostanze della carne rimanevano nel piatto.

Le differenze sociali si vedono chiaramente in questi tipi di portate, anche in relazione al loro impiego durante il pasto: mentre per i ricchi una minestra in brodo, quando era presente sulle tavole, era una delle tante pietanze, per i meno agiati una zuppa, spesso piatto unico, era l’unico modo per potersi alimentare.

Francesco BOZZA - Ricercatore

(by Nicola)

Commenti

Post popolari in questo blog

La Corte dei conti denuncia gli sprechi della Sanità

“Area Matese: una voce dal territorio – Quando la denuncia è un atto di tutela collettiva”

TRISTE PRESAGIO