Zero (Lotto) e porto zero

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  E' una delle più gravi aggressioni al nostro territorio per l'inutile devastazione ambientale e per la somma assolutamente spropositata che comporta, peraltro in carenza dei principali strumenti di controllo pubblico e privato da parte dei cittadini. Un Consiglio regionale totalmente assente nella sua interezza al pari della Giunta. Il Prefetto di Isernia in un primo momento ha chiesto spiegazioni sulla mancanza addirittura dell'Analisi Costi Benefici e delle delibere comunali di modifica al Piano Regolatore per la costruzione della strada. Con Area Matese abbiamo prodotto una Relazione (la trovate alla pagina dell' Osservatorio Molisano sulla Legalità: 1-  https://www.blogger.com/blog/post/edit/323763847924470666/1840392235700836595 ; 2-  https://www.blogger.com/blog/post/edit/323763847924470666/8058032378950772380 ) che dovrebbe essere una pietra tombale sul progetto per le tante, gravi, carenze riscontrate, ed invece nel Molise del terzo mi...

Senza pastori non c’è tratturo

 

In Molise i tratturi sono riconosciuti come patrimonio.
I pastori, molto meno.

Eppure sono loro a tenere aperti i pascoli, a percorrere ogni giorno quei tracciati, a impedirne l’abbandono e il degrado.

Oggi in Molise sono circa 500.
Persone reali.
Famiglie.
Lavoro quotidiano.

Senza di loro:

  • i pascoli si chiudono

  • i tratturi diventano corridoi vuoti

  • il patrimonio si riduce a scenario

Questo non è folklore.
È lavoro.
È cura del territorio.
È continuità viva.

Negli ultimi anni si è parlato molto di valorizzazione: percorsi, infrastrutture, progetti, investimenti.

Ma una domanda resta inevasa: chi garantisce ogni giorno la vita dei tratturi?

Senza pastori, il sistema non funziona.
È come avere i treni, ma non i macchinisti.

Il riconoscimento del 2026 come Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori lo dice con chiarezza: i pastori non appartengono al passato, sono una risorsa strategica per la biodiversità, la resilienza climatica e la sicurezza dei territori.

Se i tratturi sono un bene pubblico, anche il lavoro pastorale è una responsabilità pubblica.

Ignorarlo significa accettare che il patrimonio resti fermo.
Riconoscerlo significa scegliere il futuro.

Perché una cosa è certa: senza pastori, i tratturi restano fermi.


(by nicola)

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