Prima della legge. Dove nasce davvero la prevenzione della criminalità giovanile
OML, Apidge, Mangia Fuoco e ITFF: un modello educativo già riconosciuto a livello nazionale.
Cerimonia di consegna del Trofeo ITFF Scuola 2025
– Articolo 9 della Costituzione - agli studenti del Boccardi–Tiberio
di Termoli per il percorso Mangia Fuoco – Sulle Rotte del Fuoco.
La legalità non si insegna. Si trasmette.
Prima della legge viene la formazione dell’uomo.
È da qui che nasce la vera prevenzione della criminalità
giovanile.
Non da una circolare o da un’ora in più di
lezione.
Nasce da un lavoro lento e profondo sull’identità,
sul senso del limite, sulla responsabilità.
Nei giorni scorsi Ezio Sina, Presidente nazionale di Apidge,
ha scritto su Orizzonte Scuola che «il Diritto
a scuola è una trincea contro la criminalità giovanile».
Una
tesi forte. Giusta. Necessaria.
Ma c’è un fatto che rende quelle parole una diagnosi già verificata sul campo.
Lo scorso anno Ezio Sina ha voluto personalmente un Premio speciale nazionale Apidge per l’IIS Boccardi–Tiberio di Termoli.
Non ha compiuto un gesto di cortesia istituzionale. Ha compiuto un atto politico e culturale.
Quel premio – assegnato nell’ambito dell’International Tour Film Festival presieduto da Piero Pacchiarotti e legato all’Articolo 9 della Costituzione – nasce dal lavoro svolto dagli studenti dentro il progetto Mangia Fuoco – Sulle Rotte del Fuoco.
In altre parole: prima ancora di scrivere che il Diritto è una trincea contro la criminalità giovanile, Sina aveva già riconosciuto che a Termoli esisteva una retrovia educativa dove quella prevenzione era già in atto.
La criminalità giovanile non nasce dall’ignoranza della legge: nasce dall’assenza di senso, di appartenenza, di radici, di adulti autorevoli.
Il Diritto funziona solo quando cade su un terreno umano già preparato: Mangia Fuoco prepara quel terreno.
Mangia Fuoco lavora su una fascia d’età decisiva: 14–19 anni. Perchè è lì che si decide tutto: identità, rabbia, smarrimento, bisogno di riconoscimento.
Non è un progetto di educazione civica. È un dispositivo formativo profondo che agisce su:
costruzione dell’identità personale e collettiva
senso del limite e della responsabilità
radicamento nel territorio e nella memoria
relazione con il simbolico, il rito, il fuoco
parola pubblica, lavoro di gruppo, narrazione
Qui il Diritto non è una lezione frontale. È una conseguenza naturale.
A Termoli questo metodo ha prodotto risultati concreti:
gli studenti del Boccardi–Tiberio e del Federico di Svevia hanno partecipato al percorso Sulle Rotte del Fuoco, dalle tappe di Poggio Mirteto (Sentinelle del Paesaggio) all’11 aprile a Termoli;
hanno realizzato il cortometraggio «L’isola che c’è», vincitore del 1° Premio Articolo 9 della Costituzione;
hanno ricevuto il Trofeo ITFF Scuola 2025, riconoscimento nazionale per il valore educativo, civico e culturale del lavoro svolto.
Non un evento isolato: un modello che funziona!
Questa esperienza ha reso naturale la collaborazione tra quattro soggetti diversi e complementari:
OML – Osservatorio Molisano sulla Legalità
Presidio
etico–civile. Legalità praticata, non predicata.
Storia di
denunce pubbliche, atti istituzionali, assunzione di rischio
personale.
Apidge
Presidio
giuridico–istituzionale.
Visione nazionale del Diritto come
dispositivo di prevenzione.
Mangia Fuoco
Dispositivo formativo
profondo.
Laboratorio vivente di cittadinanza attiva, non un protocollo ma un allineamento strategico nato sul campo.
ITFF – International Tour Film Festival
Presidio
culturale–educativo internazionale.
Non un semplice festival ma una piattaforma culturale che traduce in linguaggio audiovisivo i temi di identità, territorio, Costituzione, patrimonio, cittadinanza attiva.
Ezio Sina ha ragione: il Diritto è una trincea contro la criminalità giovanile.
Ma ogni trincea ha bisogno di una retrovia e Mangia Fuoco è quella retrovia antropologica dove si forma l’uomo che domani non avrà bisogno di essere fermato dalla legge. Perché un ragazzo che ha costruito identità, parola, radice e responsabilità:
non cerca il branco per esistere;
non confonde potere con violenza;
non ha bisogno di infrangere la legge per sentirsi vivo.
La legge è un argine ma prima dell’argine viene la sorgente e Mangia Fuoco lavora lì.
E quando il Presidente nazionale dell’Associazione Professionale Insegnanti di Discipline Giuridiche e Economiche (APIDGE), Ezio Sina, decide di riconoscere pubblicamente questo lavoro con un Premio speciale, una cosa diventa chiara: non siamo davanti a una bella iniziativa: siamo davanti a un modello, un modello che oggi chiede di essere protetto, sostenuto, reso strutturale.
Perché il fuoco che educa, se lasciato solo, può spegnersi.
E questo Paese non può più permetterselo!
Nicola Frenza
Presidente OML
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