L’Arbitro Assicurativo: una tutela in più. Sapere che esiste conta.
Il 2026 sarà l’Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori.
Lo ha deciso l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, affidando alla FAO il compito di coordinare una campagna globale.
Il messaggio è inequivocabile: i pastori non sono una sopravvivenza del passato ma la risorsa strategica per la biodiversità, la resilienza climatica, la sicurezza alimentare e la gestione sostenibile dei territori.
Senza pastori, i pascoli si degradano, ipaesaggi si chiudono, i rischi aumentano!
Ora guardiamo al Molise, unica
regione attraversata da quattro grandi tratturi storici,
continui, riconoscibili nel paesaggio.
Un patrimonio unico nel
panorama nazionale.
Negli ultimi anni, su questo patrimonio, sono stati programmati ingenti investimenti pubblici.
Si parla di
valorizzazione, fruizione, percorsi, infrastrutture ma alla luce della decisione ONU, una domanda non può più essere
rinviata: dove sono i pastori?
In Molise sono ancora circa 500, persone reali, famiglie, lavoro quotidiano.
Sono loro che tengono aperti i pascoli, che percorrono i tratturi, che ne impediscono l’abbandono e il degrado.
Eppure, nelle politiche pubbliche, restano invisibili. È qui che la contraddizione diventa evidente.
È come avere i treni ma non i macchinisti!
Si finanziano le infrastrutture ma non chi le fa funzionare.
Si
valorizzano i percorsi ma non chi li percorre.
Si parla di
patrimonio ma si dimentica il lavoro vivo che lo rende tale.
Questo post non vuole dire tutto. Non ancora.
Oggi segnaliamo un fatto e una contraddizione, alla luce di un riconoscimento internazionale che cambia il quadro.
Nei prossimi giorni torneremo sull’argomento, mettendo al
centro i pastori, il loro ruolo, il loro lavoro e le
responsabilità pubbliche che ne derivano.
Perché una cosa è certa: senza pastori, i tratturi restano fermi.Come treni senza macchinisti!
(by nicola)
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