(Dis)Onorevole | Quando il problema non è l’odore

In medicina il prefisso dis- indica un’alterazione: una funzione che non risponde più correttamente, uno scarto rispetto a uno stato di equilibrio.

Usarlo accanto alla parola Onorevole non è una provocazione personale, ma una chiave di lettura civile: cosa accade quando si altera il rapporto tra ruolo pubblico, salute dei territori e responsabilità?

Negli ultimi giorni si è tornati a parlare della Piana di Venafro in termini di odori.


Ma il punto non è – e non è mai stato – l’olfatto!

Già nel 2019, nel post “Disturbo olfattivo”, avevo chiarito una distinzione metodologica essenziale: l’odore è un segnale percettivo, un campanello d’allarme, non è un indicatore di rischio sanitario.


Il rischio si valuta con misurazioni strumentali, parametri chimici, limiti di legge e dati epidemiologici.

Ed è qui che la narrazione degli “odori” mostra tutti i suoi limiti.

 Dati ufficiali sulla qualità dell’aria: numeri, non percezioni.

I dati ufficiali sulla qualità dell’aria in Molise indicano una situazione ben diversa da quella riducibile a una percezione soggettiva:

  • Sesto Campano registra i valori regionali più elevati di SO₂, cadmio, arsenico e nichel ed è tra i comuni a tasso emissivo “alto” anche per PM₁₀, PM₂.₅, NOx e CO.

  • Pozzilli presenta il più alto valore regionale di emissioni di piombo.

  • Venafro mostra un tasso emissivo “medio” di IPA – Idrocarburi Policiclici Aromatici (6,7–16,5 tonnellate), sostanze classificate come cancerogene.

  • Dal Report 2021 sulla qualità dell’aria emerge che l’unica area regionale in cui sono stati superati i limiti di legge per il PM₁₀ è la IT403 – Piana di Bojano / Piana di Venafro, con superamenti registrati dalla sola stazione di Venafro.

Questi non sono odori, sono inquinanti misurati, emissioni tracciate, superamenti normativi documentati.

Ricondurre tutto a una questione olfattiva non chiarisce il problema: lo oscura!

È utile ricordare che questa riflessione non nasce oggi.


Già nel 2018, con i contributi pubblicati su questo blog – come 'Movimento Legge Rifiuti Zero per l'Economia Circolare'   alle analisi sulle scelte normative che favorivano l’incenerimento – l’Osservatorio Molisano sulla Legalità ha posto una questione strutturale: non singoli impianti ma un modello di gestione dei rifiuti e della materia, con ricadute ambientali e sanitarie sui territori.

Nel 2022 abbiamo ribadito che le politiche pubbliche, dalle grandi città ai contesti più fragili, devono puntare su riciclo ed economia circolare, in coerenza con la gerarchia europea dei rifiuti e con la tutela della salute collettiva.

Nel 2025, con l’analisi “Parco Risorse Circolari Venafro – la fiamma che avvelena”, è stato descritto come il tema fosse ormai sistemico: impianti, territorio e salute costituiscono un unico quadro che non può essere frammentato in slogan o semplificazioni.

Oggi, alla luce delle evidenze epidemiologiche che stimano un impatto significativo dell’inquinamento atmosferico sulla mortalità nell’area, continuare a ridurre il dibattito a una questione di odori non è più sostenibile sul piano tecnico, scientifico e civile.

L’aria non è uno spot.
La salute non è intermittente.
La responsabilità pubblica non può attivarsi a fasi alterne.

L’aria che respiriamo è la stessa, per tutti ed è su questo terreno – quello dei dati, della continuità e della coerenza – che si misura il senso delle istituzioni e dei ruoli pubblici.

Nicola Frenza
Osservatorio Molisano sulla Legalità 

Le considerazioni qui espresse rientrano nel diritto di critica e si basano esclusivamente su dati pubblici, documenti ufficiali e analisi già pubblicate nel tempo dall’Osservatorio Molisano sulla Legalità

#MemoriaCivile #Legalità #AmbienteESalute #QualitàDellAria #Venafro #Molise #DatiPubblici #SalutePubblica #Responsabilità 

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