Quando i cittadini studiano gli atti, la democrazia diventa più forte

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  📌 Quando i cittadini studiano gli atti, la democrazia diventa più forte. Una delle esperienze più interessanti che stanno emergendo in queste settimane sul tema dei trasporti regionali è il lavoro svolto da alcuni giovani cittadini che hanno scelto di approfondire dati pubblici, documenti ufficiali e cronoprogrammi relativi alle infrastrutture ferroviarie del Molise. Al di là delle singole posizioni, ciò che merita attenzione è il metodo. In una stagione in cui spesso prevalgono opinioni, slogan e polemiche, c'è chi dedica tempo ed energie a leggere atti, verificare fonti, confrontare documenti e restituire informazioni comprensibili alla cittadinanza. La partecipazione non è soltanto protesta. È anche studio. È conoscenza. È responsabilità. Una democrazia più forte nasce quando i cittadini sono messi nelle condizioni di conoscere, comprendere e verificare gli impegni assunti dalle istituzioni. Per questo guardiamo con interesse a tutte quelle esperienze che contribuiscono a raf...

UN GIUDICE CHIAMATO FALLIMENTO

Spazio di analisi, memoria e giustizia civile promosso dall’OML.


Era il titolo di un articolo uscito sul quotidiano La Ragione, firmato da Valentino Maimone.
 
Commentava l’annullamento, da parte del Tribunale del Riesame, di due dei sei arresti disposti nell’inchiesta sull’urbanistica milanese, registrando il fallimento della figura del Gip — il Giudice per le indagini preliminari — nel nostro sistema penale.
 
E aveva ragione. Perché il Gip, teoricamente “garante della fondatezza e della legittimità del procedimento penale, filtro e barriera contro gli eccessi dei pm”, oggi è spesso poco più di un passacarte: firma, convalida, rinvia a giudizio. E poi sparisce.
 
Maimone, all’epoca, non poteva sapere che nei giorni successivi il Riesame avrebbe annullato tutte le ordinanze cautelari (sei su sei, una disfatta per la procura). Ma aveva già colto nel segno.
 
Chissà cosa direbbe lo stesso Maimone dei Gip molisani — Campobasso, Isernia, Larino — che negli ultimi vent’anni hanno accolto senza esitazioni le richieste dei pm, rinviando a giudizio decine di amministratori regionali e i loro sodali giornalisti.
 
Processi su processi, scandali annunciati, titoli a effetto.
 
E poi? Tutti assolti. Tutti!
 
Bilancio finale: zero condanne, spese di giustizia milionarie, e una giustizia che perde credibilità giorno dopo giorno.
 
Concluderebbe Maimone, amaramente:“Se non è fallimento questo…”
 

✍️ Vinicio D’Ambrosio 


 
 
  
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