Trent’anni di presidio culturale: auguri alla SIPBC Molise

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  Trent’anni non sono un dettaglio. Sono una dichiarazione di resistenza. Dal 1996 al 2026 la SIPBC ha vigilato, studiato, segnalato, difeso. Ha fatto ciò che spesso lo Stato fa a fatica: custodire con continuità. Il 6 marzo, al Circolo Sannitico di Campobasso, si celebrerà questo cammino. Non è soltanto un anniversario. È la conferma che la tutela dei beni culturali è un atto di responsabilità civile, prima ancora che un compito tecnico. Un augurio speciale va alla presidente Isabella Astorri , nostra socia sostenitrice. Isabella è una donna di pensiero e di azione. Non si limita a rappresentare un’associazione: la incarna. Con rigore culturale, sensibilità civile e una determinazione che non arretra davanti alle difficoltà. In questi anni ha tenuto alta l’attenzione sui temi della tutela, anche quando non erano “di moda”. Ha scelto la coerenza alla convenienza, la competenza all’improvvisazione, la fermezza al compromesso facile. È una personalità intensa, capace di coniugare stu...

LE INFILTRAZIONI MAFIOSE IN MOLISE - L’INFILTRAZIONE PER TERRITORI, SETTORI E GRUPPI CRIMINALI - 3



1) Operazione “Alpheus1” (dicembre 2018) con arresti e sequestri a Termoli, Campomarino, Portocannone, San Martino in Pensilis e Vasto, i Carabinieri del R.O.S. insieme ai militari del Comando Provinciale di Campobasso, Chieti, Isernia e Foggia, e con il supporto del Nucleo Carabinieri Cinofili di Chieti, hanno dato esecuzione di otto misure cautelari personali (sei in carcere, due divieti di dimora in Molise, Abruzzo e Puglia e divieto di espatrio) e al sequestro preventivo di un’autovettura, emesse dal Gip del Tribunale di Campobasso su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia, a carico di otto soggetti di nazionalità albanese, rumena e italiana, ritenuti responsabili del delitto di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Nel corso dell’operazione sono state inoltre eseguite perquisizioni e sequestri.

2) Dati 2017 forniti dal Procuratore generale della Corte d’Appello di Campobasso Guido Rispoli a proposito della presenza della criminalità organizzata nella nostra regione. Si nota immediatamente l’aumento dei reati legati al traffico di droga. I delitti in materia di stupefacenti sono cresciuti a Campobasso (da 260 a 333), a Isernia (da 57 a 74) e a Larino (da 79 a 117). A questo si aggiunge la triplicazione dei delitti di associazione per delinquere finalizzata al traffico delle sostanze stupefacenti che sono passati da due a sei. Il Molise si pone al primo posto nazionale nel rapporto tra popolazione residente e numero di apparecchiature per il gioco d’azzardo (slot machines). Una circostanza da rimarcare perché “è noto che in tale settore economico è molto alto il pericolo di riciclaggio del “denaro sporco”, vale a dire proveniente da attività criminali”. Crescono anche i sequestri di aziende collegate ai clan. Nella relazione emerge che “un censimento effettuato a livello nazionale da “Infocamere” ha evidenziato che nel Molise sono sequestrate alle varie mafie 28 aziende, di cui 12 operative”. Citati anche i distributori di carburanti tra Vinchiaturo e Venafro riconducibili al clan camorrista dei Contini. In basso Molise due diverse infiltrazioni di stampo mafioso. La prima, già più volte citata, è quella di matrice ‘ndranghetista dei Ferrazzo che fra l’Abruzzo e il Molise intendevano ricreare una cosca prima di essere stroncati dall’inchiesta “Isola felice”. Ma se dei Ferrazzo fra Termoli e Campomarino si è parlato più volte, è passata quasi sottotraccia la presenza, proprio a Campomarino, di una cellula del clan di camorra “Pecoraro-Renna” della zona di Salerno. Un affiliato latitante da dieci anni fu arrestato nel 2013 proprio mentre rientrava a casa, sulla costa molisana, mentre nel settembre scorso, un altro appartenente al clan che stava scontando i domiciliari a Campomarino, è finito nuovamente in carcere. Il Procuratore generale molto acutamente rileva inoltre “la costante presenza in Regione di un numero molto elevato di collaboratori di giustizia e dei loro familiari, nonché di diversi esponenti della criminalità organizzata che la scelgono come località dove scontare le misure alternative alla detenzione”. Un caso è emblematico: nel febbraio 2017 Walter Schiavone, il secondogenito del feroce boss della camorra Francesco, detto Sandokan, è stato scarcerato e ha scelto il piccolo centro di Macchia d’Isernia come luogo dove scontare i domiciliari.
3) Relazione DIA e DNA 2017. Il Molise è un territorio “permeabile agli interessi dei sodalizi mafiosi, per quanto non strutturalmente radicati”. A confermarlo sono sia la Direzione investigativa antimafia, nella sua relazione semestrale relativa alla seconda metà del 2017, sia la Direzione Nazionale Antimafia nella sua relazione annuale (2017).

(continua)

Fonte: Osservatorio Antimafia del Molise

(by Nicola)

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