Nell'anniversario della strage di Capaci , la riflessione di Luigi Ciotti A 29 anni dalla strage di Capaci , dalla morte di Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, e degli agenti Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Dicillo, il rischio è una normalizzazione del pericolo mafioso. Rischio del pensare che una mafia meno cruenta non rappresenti più un pericolo, laddove è vero il contrario: una mafia organizzata come un’impresa, insediata nel tessuto economico, capace di arricchirsi nell’ombra, è più forte di quando imponeva il suo potere con le armi e le stragi. Ecco allora che ricordare oggi Giovanni Falcone e i martiri di Capaci – senza dimenticare Angelo Corbo, Paolo Capuzza e Gaspare Cervello, i tre agenti sopravvissuti, indelebilmente feriti nell’anima – significa ripensare la lotta alle mafie e ripensare anche il concetto di legalità. Non c’è legalità senza giustizia sociale . Se mancano i diritti sociali fondamentali – il lavoro, la casa, l’istruzione, l’assistenz...