🌿 Conoscere un territorio significa anche conoscere le piante, i saperi e le pratiche che lo abitano

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Sabato 12 e domenica 13 settembre , Villa de Capoa a Campobasso torna ad accogliere il Festival delle Erbe & dintorni – Sapienze antiche e nuovi stili di vita . Due giornate gratuite dedicate a botanica, biodiversità, fitoterapia, alimentazione, sostenibilità, laboratori, musica e conoscenza del patrimonio vegetale. Tra gli appuntamenti segnaliamo con particolare interesse l'incontro dedicato all' “Etnobotanica: patrimonio culturale del Molise” e quello sulle “5 domande per una città più verde” . C'è un valore ulteriore nell'iniziativa: restituire Villa de Capoa , uno dei luoghi verdi più preziosi di Campobasso, alla conoscenza, all'incontro e alla partecipazione dei cittadini. Conoscere è già una forma di cura. 📍 Villa de Capoa – Campobasso 📅 12–13 settembre 2026 Attività libere e gratuite. OML #FestivalDelleErbe #Campobasso #VillaDeCapoa #Biodiversità #Etnobotanica #Ambiente #BeniComuni #Molise #OML

Che si fa quando in un piccolo contesto territoriale la camorra ce la porta lo Stato?

Beh..., raccontata così sembra quasi vera. Invece le cose sono abbastanza diverse, ma bisogna uscire dall'opinionismo ed entrare nei fatti così come emergono dagli atti. Da questa prospettiva sarebbe utile che l'informazione locale acquisisse qualche dato in più rispetto ai comunicati che certi argomenti spigolosi, ed incomprensibili, non li affrontano perché sanno che l'opinione pubblica non apprezzerebbe. E tanto per non restare nel vago sarebbe utile chiedere a De Raho, Procuratore Nazionale Antimafia che ha partecipato alla conferenza stampa di presentazione dell'operazione "Piazza Pulita", come è stato possibile che un pezzo da 90 della malavita organizzata abbia potuto scorrazzare indisturbato, per circa due anni, in questa Regione a farsi gli affari suoi, e ciò nonostante il fatto che fosse già controllato dalla DDA di Napoli e colpito da un provvedimento del GIP partenopeo che gli imponeva di non risiedere in Campania. E la cosa più incomprensibile è che la magistratura campana lo indagava ANCHE per fatti di spaccio connessi al Molise, in particolare a Bojano e ancor più in particolare ad una persona residente in quella città, anch'essa indagata per i rapporti con il pezzo grosso. Ecco, sarebbe interessante chiedere al Dott. De Raho come è stato possibile che un personaggio di quel peso nella malavita organizzata, lasciando la Campania in ossequio all'ordine del GIP, a causa delle indagini prima dette, sia potuto venire proprio nel Molise, proprio a Bojano e proprio nell'abitazione di quella persona anch'essa indagata, che, per essere onesti, tutto avrebbe voluto tranne che trovarsi in questa situazione che, a quanto pare, ha dovuto subìre più che condividere. Spero di essere stato chiaro in questa minima specificazione di una storia che va ben oltre quello che emerge dall'articolo, anche perché il processo dovrà chiarire molte cose che, almeno per adesso, sembrano scontate. Allora, l'informazione farebbe bene a chiarire il ruolo di apparati dello Stato in una vicenda che presenta alcune ombre e che, principalmente, vorrebbe far passare per criminalità organizzata la storia di ben noti, piccoli, spacciatori locali, per lo più tossicodipendenti, e tutto perché ad un certo punto, appare un personaggio che davvero è di "rango". Ma la domanda a questo punto è: che si fa quando in un piccolo contesto territoriale la camorra ce la porta lo Stato? A voi le risposte.

Fonte: Area Matese

(by nicola)

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