Il cavallo che mi porto dentro.

Immagine
Dal mio cavallino a dondolo del 1959 alla mostra 'Omaggio all'Infanzia' di Gambatesa. Una storia di memoria, immaginazione e possibilità. Questo sono io, a due anni, con il mio primo cavallo. Un cavallo a dondolo, certo, ma nella fantasia di un bambino pur sempre un cavallo. Vero, per giunta. Il cavallo ha fatto la storia dell'uomo. Ha accompagnato popoli, attraversato continenti, contribuito alla nascita e allo sviluppo di civiltà. Un legame indissolubile, tanto che ancora oggi misuriamo la potenza delle nostre automobili in cavalli. Si dice persino che sia l'animale con cinque cuori: uno nel petto e quattro, metaforicamente, negli zoccoli. Ma forse il mio ne aveva un sesto. Quello di un bambino che, dondolando, poteva andare ovunque senza muoversi da casa. Era il 1959. Non ricordo quel momento. Ma la fotografia è rimasta, custodendo qualcosa che il tempo non ha cancellato e oggi, guardandola, mi accorgo che quel cavallo non è mai uscito completamente dalla m...

Il monachesimo alto-medioevale: tipologie, forme e strutture organizzative



Per il ciclo di lezioni, programmate per l’iniziativa culturale “L’altro Medioevo” e tenute dal ricercatore Francesco Bozza, nel corso della quinta “Lectio” lo studioso si occuperà dell’argomento riguardante “Il monachesimo alto-medioevale: tipologie, forme e strutture organizzative.”
Il prof. Bozza esporrà i contenuti del suo saggio più recente, nel quale, relativamente alle presenze del monachesimo nell’area sannitica, di cui il territorio dell’attuale Molise ne rappresentava solamente una piccola parte, da le risposte della storia ‘altra’ (quella dei ‘perdenti’), le più possibili coerenti ed attendibili e proprio affatto scontate come quelle supinamente accettate dalla storiografia ufficiale (e, meglio, dei ‘vincitori’), alle domande: Com’era il monachesimo diffuso sul territorio dell’attuale Molise? Com’era organizzato? E, soprattutto, poté mai essere benedettino? O fu di tipo diverso? Quale?
L’importanza di questa “Lectio” sta nel fatto che, con essa, vengono proposti spunti completamente nuovi per la riflessione e per i lavori di ricostruzione delle situazioni storiche più autentiche e più corrispondenti al vero e certamente diverse da quei risultati, riprodotti e presentati quasi sempre in maniera acritica ed omologata di quel periodo, il Medioevo, che risulta essere così abusato e violentato proprio dal pregiudizio storiografico e dalle storie caratterizzate solo da una etichetta o, nel peggiore dei casi, da nessuna seria riflessione.

L'incontro, gratuito, é aperto a tutti.

(by Nicola)

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