Officina del Tempo: a Campobasso un nuovo luogo per incontrarsi e fare comunità

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  Il 3 settembre l’inaugurazione. Il nostro grazie al prof. Antonio Giannandrea, che negli anni ha saputo costruire relazioni e aprire strade. Ci sono persone che non si limitano a parlare di reti, territori e comunità. Le relazioni le costruiscono , mettendo in contatto persone, idee ed esperienze. Tra queste persone, per noi, c’è il prof. Antonio Giannandrea . Il prossimo 3 settembre 2026, alle ore 18.00, in Rione San Vito 11 a Campobasso , sarà inaugurato il Circolo Ricreativo Culturale “Officina del Tempo” , una nuova realtà dedicata alla socialità, alla cultura, al benessere e all’incontro. Abbiamo ricevuto con grande piacere l’invito di Antonio e vogliamo ringraziarlo pubblicamente. Il nostro rapporto, infatti, viene da lontano. Antonio ha seguito e valorizzato negli anni il lavoro dell’ Osservatorio Molisano sulla Legalità , scegliendo anche di ospitarne contenuti e testimonianze video all’interno del progetto “Molise città ideale” . Quando poi Mangia Fuoco ...

Gli effetti della turistificazione. Il caso Assisi: un monito anche per il Molise

 

Assisi non è in vendita. Assisi è già stata venduta!
E non per colpa dei pellegrini o dei turisti, ma di un sistema che trasforma l’ospitalità in rendita, l’identità in brand, la comunità in cornice.

Nel video-inchiesta “Assisi in vendita” si racconta con lucidità un processo che conosciamo fin troppo bene: la turistificazione. Un meccanismo che, dietro la retorica della valorizzazione culturale, produce concentrazione economica, monocultura commerciale, espulsione degli abitanti, appiattimento simbolico.

Assisi è la meta religiosa per eccellenza in Umbria, con oltre 600.000 visitatori l’anno, una cifra destinata ad aumentare nel biennio 2025-2026, tra Giubileo, canonizzazione di Carlo Acutis e celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco.

Quello che accade ad Assisi è un monito per il Molise: serve una valorizzazione che custodisca, non che svenda. Altrimenti anche qui rischiamo di diventare scenografia senza anima, territorio senza comunità. 

Ma chi trae davvero beneficio da questo fiume di presenze?

Il video rivela che la maggior parte è nelle mani di pochissimi soggetti. Una concentrazione inquietante che richiama scenari da cartolina addomesticata, dove l’autenticità del vivere si piega alla logica della massimizzazione.

Emergono nomi, famiglie, assetti proprietari. Tra questi, alcuni cognomi si ripetono. Uno per tutti, quello dei Maisto, protagonisti di un’economia privatizzata della bellezza. Le vie di Francesco diventano corridoi del profitto. Gli spazi comuni, luoghi dove tutto ha un prezzo.

Questa non è una storia solo umbra. È un monito per ogni territorio fragile, per ogni paese in cerca di futuro, per ogni comunità che rischia di essere espropriata della propria anima in nome del turismo.

🔥 E qui arriva il Molise

Una terra che deve guardarsi bene da operazioni speculative e predatorie, provenienti da regioni confinanti e non.
Da troppi anni continuiamo a sentire il solito mantra: “tenere alta la guardia”, per via di possibili infiltrazioni malavitose, che troverebbero terreno fertile grazie anche a una debolezza istituzionale troppo spesso strutturale.

Ma il problema non è solo la criminalità organizzata.

Il rischio è più sottile e pervasivo: finzione di sviluppo, quando avremmo bisogno di progresso, per dirla con Pasolini; false promesse di valorizzazione, strategie di conquista economica mascherate da investimenti culturali.

Non possiamo permettere che il Molise diventi il prossimo laboratorio della turistificazione tossica.

Non bastano eventi e flussi: servono visioni, alleanze, presenze.
E soprattutto: serve che i territori tornino a essere abitati prima che visitati.

✍️ Nicola Frenza

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