La Tavola Osca tra Agnone e Capracotta: memoria viva di un paesaggio culturale

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  La celebre Tavola Osca, conservata ad Agnone e ritrovata nel territorio di Capracotta, continua ancora oggi a interrogare studiosi e comunità sul rapporto profondo tra identità, territorio e memoria. In questi giorni il Molise torna a confrontarsi con uno dei suoi reperti più importanti: una testimonianza straordinaria non solo dal punto di vista linguistico e archeologico, ma anche per ciò che racconta sul rapporto tra esseri umani, natura, sacralità e comunità. Forse è proprio questo il punto più attuale. La Tavola non parla soltanto del passato.  Parla anche a noi. Ci parla del legame tra territorio e identità. Del rapporto tra ambiente e cultura. Di una spiritualità che non separava il sacro dalla vita quotidiana. Di una visione del mondo profondamente radicata nei cicli naturali, nella terra e nelle comunità. Ed è forse per questo che oggi il tema torna così centrale. Il rischio contemporaneo, infatti, è ridurre il patrimonio a semplice oggetto museale o turistico, dime...

Ricordando il Prof. Domenico De Masi. "Due storie straordinarie, due colpi d'ala"

 


Tre decenni fa ho avuto il privilegio di incontrare il Prof. Domenico De Masi per la prima volta. Questa straordinaria opportunità mi è stata offerta da un prestigioso Ente di Formazione con sede a Roma ma con una filiale a Campobasso, in piazza della Repubblica. In quell’occasione De Masi avrebbe incontrato 15 giovani imprenditori del Molise.

Preparai con cura il mio curriculum; misi in evidenza un articolo pubblicato su uno dei mensili fondati da Virgilio De Giovanni, 'Millionaire', il quale dava ampio risalto a una mia iniziativa che mi permise di coinvolgere attivamente diecimila alunni e studenti e i rispettivi nuclei familiari. Il giorno del meeting, unitamente agli altri partecipanti, lo consegnai a De Masi il quale prima di prendere la parola li sfogliò tutti e si soffermò su quelli che riteneva meritevoli di attenzione. Se non ricordo male il mio non lo colpì affatto. Dopo aver asserito di essere nato in Molise, a Rotello per la precisione, e di sentirsi a casa, parlò ininterrottamente per alcune ore.

La mia seconda opportunità di incontrarlo la ebbi nel 2001 presso la sede della 'IT Holding', una società con una crescita annuale media del 30% nelle vendite dei marchi di proprietà e un obiettivo di fatturato per il 2002 di oltre 500 milioni di euro. Questa azienda era stata fondata dal caro amico del Prof. De Masi, Tonino Perna. In quell'occasione erano presenti i vertici dell'imprenditoria molisana, rappresentanti di Confindustria, delle Camere di Commercio, delle Associazioni di categoria, politici. Era davvero un evento di risonanza per la nostra piccola regione che all'epoca stava cercando di emergere. Tutto questo era possibile grazie a un'azienda operante nell'industria dell'abbigliamento che in pochi anni era diventata una delle realtà più dinamiche e innovative nel mondo della moda italiana.

Mi trovavo in quel contesto perché, alcuni anni prima, dopo la scomparsa di mio padre avevo deciso di riattivare e innovare il panificio artigianale di famiglia. Nome: 'Il Forno delle Idee' (nomen omen). Obiettivo: realizzare prodotti da forno 'etnici' e ‘personalizzati’, di alta qualità, capaci di sostenere e rilanciare la filiera cerealicola, panificando antiche varietà autoctone di grani, quella zootecnica attraverso l’utilizzo di latte vaccino, ovino, caprino e bufalino nell'impasto (rapporto 1/1). Contemporaneamente, avevo aperto un negozio nel capoluogo, 'P@niere Molise', finalizzato a ‘informare e formare’ una clientela selezionata. Sulla scia di quanto appena descritto avevo attirato l’attenzione della CCIAA guidata all’epoca dal dott. Enrico Colavita, proprietario della ‘COLAVITA’ S.p.A., il quale mi propose di presentare all’Ente camerale un progetto. Detto fatto! Pochi mesi dopo prendeva corpo il primo Consorzio tra panificatori nella storia del Molise: 'Forno Molise.' 40 le aziende afferenti all’Arte bianca che aderirono alla struttura della quale fui nominato direttore.

Così, pochi minuti prima dell'inizio dei lavori, chiesi e ottenni di poter parlare al il Prof. De Masi. Gli donai alcune linee del 'Pane dei Sanniti. Cibo etnico in memoria dei padri.' Accettò di buon grado, ne assaggiò un pezzo, mi ringraziò e si avviò al tavolo dei relatori.

Il suo intervento iniziò con queste parole, ancora oggi impresse nella mia mente, che riporto di seguito: 'Oggi ho assistito a due storie straordinarie, due colpi d’ala! Il percorso imprenditoriale del mio amico Tonino Perna, un semianalfabeta – lo definì proprio così, non certo per offenderlo ma per elevarlo - il quale è riuscito a creare un vero impero economico finanziario partendo da zero. Il secondo riguarda un giovane che ha inventato pani etnici eccezionali, che ho avuto il piacere di assaporare solo pochi minuti fa!"

Nicola Frenza

(by nicola)

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