80 voglia di vivere

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Gli 80 anni dell'avvocato Giacomo De Ritis, cofondatore dell’Osservatorio Molisano sulla Legalità L'ho conosciuto come avvocato della controparte alla fine degli anni Ottanta. Se qualcuno mi avesse detto allora che, molti anni dopo, me lo sarei ritrovato accanto come cofondatore dell'Osservatorio Molisano sulla Legalità , probabilmente avrei sorriso. E invece la vita, quando vuole, sa scrivere storie migliori di quelle che immaginiamo. Oggi Giacomo compie 80 anni e mi accorgo che raccontare qualcosa di lui significa inevitabilmente raccontare anche un pezzo della mia storia e di quella dell'OML. Perché Giacomo c'è sempre stato, con una presenza costante e concreta . E per un'associazione come la nostra poter contare, per tanti anni, sulla competenza, sul rigore e sull'attenzione di un avvocato non è stata cosa da poco. Giacomo ha controllato, letto, verificato, consigliato. Quando necessario ha frenato, quando c'era da andare avanti...

Tabernacolo, capanna o tenda

Cosa sia successo nella tarda serata del 10 aprile u.s. lo potete intuire dall'immagine sopra riportata!

Esprimiamo vicinanza e solidarietà agli amici della 'Fondazione Anchise', già vittima di altri atti vandalici in passato.

Saranno gli Organi competenti a far luce sui fatti, a noi preme essere propositivi, pertanto invitiamo tutti, ma proprio tutti, a donare una piccola parte del proprio tempo finalizzato alla ri-costruzione della capanna, ieri come oggi simbolo di ri-trovo, ri-paro, ri-cordo per gli anziani di Colle d'Anchise e non solo!

Di seguito le sagge parole del Presidente, nonché ns. socio, Carmine Lucarelli: "La mia richiesta non mira affatto a voler vedere inflitta la punizione, che pure è dovuta per legge, ma a voler fugare ogni dubbio o sospetto, a poter riflettere e far riflettere su quali disagi hanno indotto il reo a commettere un simile gesto. Mi dichiaro irritato quando sento che l’accaduto è forse incidentale, magari commesso da qualcuno sotto l’effetto dell’alcol. Dire irritato è poco perché significa che nella comunità in cui vivo non vi è alcuna attenzione per chi disgraziatamente dovesse soffrire il disagio dell’alcolismo, lo si lascia liberamente consumare alcolici sulle pubbliche panchine per poi abbandonarlo ai suoi rischi e quelli di altri (minorenni, anziani, malati, soggetti deboli); e se non fosse stato l’ubriaco a compiere il gesto? Altra ipotesi: 'ma forse una bravata da ragazzi.' Premetto che sono nonno ed ho il dovere di salvaguardare i miei nipoti ma anche altri ragazzi che possano incorrere in quel che viene definita 'bravata.' Un incendio premeditato non è una bravata, potrebbe essere si opera di ragazzi che forse subiscono il cosiddetto fenomeno 'Blue Whale' cosa che non so neanche pronunciare ma che di fatto sono 'sfide estreme online' molto diffuse tra gli adolescenti, oppure ricatti di bullismo. Mi domando che genitori siamo, che autorità siamo se non indaghiamo a fondo stroncando queste catene perverse? Infine mi chiedo ma se fosse un vero e proprio atto di delinquenza quali rischi sto correndo io e tutta la compagine della Fondazione Anchise, quali altri cittadini possono incorrere nello stesso rischio? Io ho fatto la mia parte ora tocca a tutti gli altri fare la propria senza omissioni ne omertà. Questo significa essere cittadini degni del bene comune."

Info: info@anchise.it

(by nicola)

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