Roma 26.03.2021
COMUNICATO
STAMPA
Sulle forti
criticità nel Piano Nazionale di Resilienza e Rilancio del governo
Draghi.
Sono
passati diversi mesi dalla presentazione della seconda bozza del PNRR
da parte del governo Conte
al parlamento in data 15 gennaio, un documento che era già connotato
da un grave squilibrio nella ripartizione interna tra i quattro
capitoli della Missione “Rivoluzione verde e transizione
ecologica”. Il primo M2C1 era finanziato con 69,8 Miliardi sul
totale di 196, ma di cui solo il 10% pari a 7 Miliardi erano
destinati alla “sostenibilità ambientale” in agricoltura ed alla
attuazione di politiche di “economia circolare”.
Dei
7 Miliardi veniva destinata all’“Economia circolare” una quota
di appena 4,5 Miliardi - pari al 6,44% del budget – di fatto
finanziando soltanto il “recupero di energia”, fase che non fa
più parte dell’economia circolare che prevede le sole fasi di
prevenzione-riutilizzo-riciclaggio. In particolare si
prevedeva di utilizzare per il progetto impropriamente titolato
“economia circolare” la quasi totalità dei fondi (3,7 dei 4,5
Miliardi) destinati a sostenere esclusivamente la produzione di
combustibili come il “BIO-METANO”, derivato dalla depurazione del
BIOGAS prodotto a sua volta da scarti agricoli e dalla frazione
organica dei rifiuti urbani, senza considerare che l’articolo 3
punto 15 bis, l’articolo 11 comma 2 e l’articolo 11 bis comma 5
della direttiva 851/2018/CE, della direttiva 851/2018/CE, recepita
dal parlamento con il D. Lgs. 116/2020, hanno introdotto il “recupero
di materia” ed escluso del tutto dagli obiettivi di riciclaggio
dell’economia circolare questo tipo di recupero di energia.
Con
l’insediamento del governo Draghi pensavamo che tali evidenti
squilibri fossero superati e che nel comparto “Rivoluzione verde e
transizione ecologica” venisse supportata la vera “economia
circolare” basata sul “recupero di materia” attraverso il
riutilizzo di beni, il compostaggio aerobico dell’organico ed il
riciclaggio delle frazioni inorganiche per quanto riguarda la
valorizzazione dei rifiuti differenziati. Per quanto riguarda il
comparto energia ci saremmo aspettati una visione di medio – lungo
termine con un chiaro rifiuto del ricorso all'idrogeno "grigio"
o "blu", quindi da metano o bio-metano, che non sono a
emissioni zero.
Dobbiamo
constatare invece che anche nella bozza del PNRR del governo Draghi
le scelte principali vengono confermate attribuendo alla “Rivoluzione
verde e transizione ecologica” la cifra ancora troppo bassa di 4,5
Miliardi, attribuendola quasi interamente alla produzione di
bio-metano (con 1,5 Miliardi per la riconversione a “bio-metano”
del 70% degli ottocento vecchi impianti di biogas e 2,2 Miliardi per
la costruzione di nuovi impianti per la produzione di “bio-metano”).
In pratica la scelta strategica del governo Draghi si basa
sull’assunto che l’economia circolare è rappresentata dal
passaggio dai combustibili fossili al biometano derivato dal biogas
ed a questo passaggio assegna ingenti risorse, affermando che “Il
bio-metano è strategico per la decarbonizzazione e l'economia
circolare, massimizzando l'energia di recupero da scarti biologici
agricoli e agroindustriali” per “sostituire i combustibili
fossili con il biogas!”
A
proposito di “bio”-metano, ricordiamo anche che esso risulta
indistinguibile nella sua struttura chimica da quello di origine
fossile, e che questo gas deve essere combusto per essere utilizzato.
Diversi
recenti studi mostrano altresì come i mezzi pesanti alimentati a
metano emettano più CO2 e particolato di quelli alimentati a diesel
o a benzina. E’ noto che le combustioni in generale non possono
rappresentare un’alternativa alla decarbonizzazione ad “emissioni
zero” né tantomeno uno strumento di contrasto ai cambiamenti
climatici. Occorre considerare altresì che un impianto di biogas da
1 Megawatt necessita di circa 400 ettari di terreno per coltivare
mais e sorgo come “materia prima”, per cui OGGI i 1.600 impianti
attuali in gran parte nel Nord Italia “occupano” oltre 640.000
ettari sottratti alle coltivazioni per l’alimentazione umana e
zootecnica, sebbene il PNRR del governo Draghi ne citi “soltanto”
560 da riconvertire.
Tra le note
criticità dovute alla gestione di impianti che producono biogas,
specialmente nel Nord Italia, vi è un severo danno ambientale dovuto
alla pessima qualità del “digestato” prodotto, contenente
composti azotati e metalli pesanti che vengono quindi sparsi sui
campi contaminando coltivazioni,
terreni e corsi d’acqua. Tutto ciò è accompagnato dalla falsa
narrazione secondo cui il Bio-metano potrebbe
addirittura “sostituire i combustibili fossili”, nell’utilizzo
per autotrazione.
Diversi recenti
studi mostrano come i mezzi pesanti alimentati a metano emettano più
CO2 e altro particolato tossico
rispetto a diesel e benzina. Nel paper redatto a settembre 2019 dalla
“European Federation for Transport and Environment AISBL” viene
riportato che il GNL (Gas naturale liquefatto / metano al 99%) e lo
stesso Bio-metano utilizzato per autotrazione non sarebbero affatto
sostenibili, anzi produrrebbero un inquinamento atmosferico da NOx e
da particolato PM2,5 e PM10 5 volte superiore ai motori Diesel
modello 2013.
https://www.transportenvironment.org/sites/te/files/publications/2019_09_do_gas_trucks_reduce_emissions_paper_IT.pdf
Dai dati ufficiali
del GSE - il Gestore Servizi Energetici, si apprende inoltre che il
finanziamento annuo a fondo
perduto per la quota di elettricità prodotta da “Fonti Energetiche
Sostenibili” e da fonti “assimilate”
(come inceneritori – centrali a biomasse – impianti a
biogas/biometano) è pari a circa 12 miliardi di
euro, di cui per il solo biogas circa 1,5 miliardi di euro, a fronte
di una produzione di energia da biogas nel periodo 2015-2020 pari
solo allo 0.04% del totale.
https://www.gse.it/documenti_site/Documenti%20GSE/Studi%20e%20scenari/Energie%20rinnovabili_scenari%20al%202020.pdf

L’interpretazione
dell’“Economia circolare” che emerge dalla bozza di PNRR del
governo Draghi rischia dunque di
ritardare la transizione ecologica e di mettere seriamente a rischio
la possibilità per l'Italia di
accedere ai fondi del NextGenerationUE, la cui erogazione dovrà
rimanere coerente ai principi
stabiliti e a quanto previsto nelle direttive europee sull'economia
circolare. Citiamo pertanto la
comunicazione del 12 febbraio 2021 della Commissione Europea secondo
cui “il regolamento che
istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF,
Recovery and Resilience Facility) stabilisce
che nessuna misura inserita in un piano per la ripresa e la
resilienza (RRP, Recovery and
Resilience Plan) debba arrecare danno agli obiettivi ambientali ai
sensi dell'articolo 17 del regolamento
Tassonomia. Ai sensi del regolamento RRF, la valutazione degli RRP
deve garantire che ogni
singola misura (ossia ciascuna riforma e ciascun investimento)
inclusa nel piano sia conforme al
principio "non arrecare un danno significativo" (DNSH, "do
no significant harm")”
Invitiamo quindi
tutte le forze politiche della maggioranza e dell’opposizione
parlamentare a riflettere
attentamente sulla gravità di queste previsioni illegittime, anche
se ancora in fase di definizione, ed
invitiamo tutte le associazioni “ambientaliste”, i comitati, i
medici, i giovani e tutti i cittadini a cui
preme la tutela della salute pubblica e dell’ambiente a
sottoscrivere il presente comunicato per
avviare un dibattito pubblico sulle azioni che condizioneranno il
futuro di tutti, per contrastare scelte
che non sono sostenute da prove scientifiche né per quanto attiene
ai benefici ambientali né
tantomeno per la salute. L’attuale situazione richiede il massimo
rigore e la massima adesione alle
evidenze per scongiurare non solo una sostanziale inefficacia delle
misure adottate, ma, cosa davvero
grave, un ulteriore peggioramento delle condizioni ambientali,
climatiche e di salute.
Info e adesioni:
leggerifiutizero@gmail.com - postmaster@pec.leggerifiutizero.org
I co-promotori
del presente comunicato si impegnano a coordinare ed a darne ampia
diffusione:
1. Massimo Piras per
il Movimento Legge Rifiuti Zero per l’economia circolare,
2. Roberto Romizi
per ISDE Italia medici per l’ambiente,
3. Angelo Consoli
per il Centro Europeo Terza Rivoluzione Industriale - CETRI-TIRES,
4. Giovanni Damiani
per il Gruppo Unitario per le Foreste Italiane - G.U.F.I.
5. Stefano Deliperi
per il Gruppo di Intervento Giuridico – GrIG
6. Gianni Cavinato
per l’ Associazione Consumatori Utenti – ACU
7. Maurizio Pallante
per il movimento Sostenibilità Equità Solidarietà – SequS
Adesioni al
26.03.2021
Molise
Provincia di Campobasso
- Associazione ‘Ambiente Basso Molise’ – Guglionesi;
- Associazione ‘Osservatorio Molisano Legalità’ (OML);
- Consiglio Comunale di Petacciato (Giuliana Ferrara - Matteo Fallica);
- Movimento ‘Azione Civile’ Molise;
- Movimento Politico per Bojano e l'area matesina ‘Area Matese’ - Boiano;
- Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali – Sez. Regionale Molise;
Provincia
di Isernia
-
Associazione
Mamme Salute Ambiente ODV – Venafro.
VENETO
• Associazione Arianova – Pederobba Treviso
- Forum Rifiuti Zero Veneto
• Comitato Stanga – Padova
FRIULI VENEZIA GIULIA
- Associazione Aria pulita Spilimbergo (PN)
PIEMONTE
• Associazione Rifiuti Zero Piemonte
Lombardia
• Associazione Ambiente Futuro Lombardia
Liguria
• Comitato No Biodigestore Saliceti - La Spezia
Emilia-Romagna
• Centro per le Comunità solari – Bologna;
- Comitato Vogliamo Pane non Oil - Bologna;
• Friday For Future – Ferrara;
• WWF – Rimini;
• Coordinamento Provinciale Comitati Ambiente e Salute - R. Emilia;
• Rete Emergenza Climatica e Ambientale – Emilia Romagna
Marche
• Associazione DiversaMente di Vallefoglia – Pesaro-Urbino;
• Associazione La Lupus in Fabula – Pesaro Urbino;
• Forum provinciale per i Beni Comuni Pesaro-Urbino.
Lazio
• Associazione ambientalista VAS Onlus; |
• Associazione Viviamo Vitinia Onlus – Roma;
• Associazione Zero Waste Lazio;
• Cooperativa mutuo soccorso Generazioni Future – Roma
• Friday For Future – Gruppo di Roma.
Campania
Associazione Impatto Ecosostenibile Zero Waste Campania. Calabria
Provincia di Cosenza
- Associazione Ambientalista "il riccio" – Castrovillari;
- Associazione cittadina "Solidarietà e Partecipazione" – Castrovillari.
Sardegna• Assemblea permanente Villacidro - Medio Campidano;
• Associazione Zero Waste Sardegna;
• Comitato No Megadiscarica Villacidro – Medio Campidano;
• Italia Nostra Sardegna;
• Unione Sindacale di Base – USB Sardegna
Singoli - Attivisti
• Arch. Paolo Gelsomini – Attivista comitato DeLiberiamo Roma |
• Carlo Lugli - D.E.S. Modena (Distretto di Economia Solidale delle Provincia di Modena) |
• Dott.ssa Vitalia Murgia – Università di Pavia |
• Marcello Paolozza – attivista comitato DeLiberiamo Roma |
• Marco Conte – portavoce comitato DeLiberiamo Roma |
• Paolo Venezia – attivista Roma |
• Prof.ssa Daniela Poli - Dipartimento di Architettura Università degli studi di Firenze |
• Studio legale Saltalamacchia – Napoli |
• Vanda Morbilli – attivista comitato DeLiberiamo Roma |
- Dott. Mario Sommella – Latisana (UD)
|
- Dott. Massimo Blonda – biologo ricercatore IRSA-CNR Bari
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(by nicola)