Quando i cittadini studiano gli atti, la democrazia diventa più forte

Immagine
  📌 Quando i cittadini studiano gli atti, la democrazia diventa più forte. Una delle esperienze più interessanti che stanno emergendo in queste settimane sul tema dei trasporti regionali è il lavoro svolto da alcuni giovani cittadini che hanno scelto di approfondire dati pubblici, documenti ufficiali e cronoprogrammi relativi alle infrastrutture ferroviarie del Molise. Al di là delle singole posizioni, ciò che merita attenzione è il metodo. In una stagione in cui spesso prevalgono opinioni, slogan e polemiche, c'è chi dedica tempo ed energie a leggere atti, verificare fonti, confrontare documenti e restituire informazioni comprensibili alla cittadinanza. La partecipazione non è soltanto protesta. È anche studio. È conoscenza. È responsabilità. Una democrazia più forte nasce quando i cittadini sono messi nelle condizioni di conoscere, comprendere e verificare gli impegni assunti dalle istituzioni. Per questo guardiamo con interesse a tutte quelle esperienze che contribuiscono a raf...

"Per sorella acqua, la quale è tanto utile e umile, preziosa e pura"

Possiamo utilizzare solo l’1% delle riserve idriche presenti sul pianeta come acqua potabile! Questo semplice dato dovrebbe mobilitare tutti i governi affinché neanche una goccia del prezioso liquido vada sprecata. Vivo nella regione che dispone della migliore acqua d’Italia, parte della quale viene ‘regalata’ a intere province della Campania, Abruzzo e Puglia. A fronte di tanta magnanimità un paese al piedi del Matese, Boiano, nel corso degli anni ha visto abbassare la propria falda acquifera di... 3,5 m.! Molta altra arriva imbottigliata sulle tavole del Paese e per garantire tale ‘mercato’ altri paesi (minuscolo), sempre molisani, ne sono stati ‘privati’ per anni! Pensate che l’acqua sia un diritto primario? Beh, solo in teoria dal momento che pochissime Costituzioni moderne lo prevedono. Perché? Perché è stata da sempre considerata un ‘bene comune diffuso’, quasi come l’aria per intenderci. Eppure le guerre del futuro non saranno combattute per accaparrarsi petrolio ma… acqua! Le avvisaglie ci sono già dal momento che nell'ultimo ventennio abbiamo avuto oltre 700 conflitti tra Stati per l’utilizzo della stessa. Che fare? Beh, si potrebbero ‘obbligare’ – non impegnare - tutti gli Stati a non abusare di tale risorsa, evitarne perdite di qualsiasi tipo e forma, affinché garantiscano per la stessa standard di qualità in base al territorio e alle popolazioni che lo abitano. Faccio mia la frase che l’ex sindaco di Riace pronunciò nel lontano 2016: “Chi vuole privatizzare l'acqua deve dimostrare di essere anche il padrone delle nuvole, della pioggia, dei ghiacciai, degli arcobaleni!”

(by nicola)

Commenti

Post popolari in questo blog

“Area Matese: una voce dal territorio – Quando la denuncia è un atto di tutela collettiva”

TRISTE PRESAGIO

Lotto Zero – Parte 1: il grande azzardo che il Molise non può più ignorare