La Tavola Osca tra Agnone e Capracotta: memoria viva di un paesaggio culturale

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  La celebre Tavola Osca, conservata ad Agnone e ritrovata nel territorio di Capracotta, continua ancora oggi a interrogare studiosi e comunità sul rapporto profondo tra identità, territorio e memoria. In questi giorni il Molise torna a confrontarsi con uno dei suoi reperti più importanti: una testimonianza straordinaria non solo dal punto di vista linguistico e archeologico, ma anche per ciò che racconta sul rapporto tra esseri umani, natura, sacralità e comunità. Forse è proprio questo il punto più attuale. La Tavola non parla soltanto del passato.  Parla anche a noi. Ci parla del legame tra territorio e identità. Del rapporto tra ambiente e cultura. Di una spiritualità che non separava il sacro dalla vita quotidiana. Di una visione del mondo profondamente radicata nei cicli naturali, nella terra e nelle comunità. Ed è forse per questo che oggi il tema torna così centrale. Il rischio contemporaneo, infatti, è ridurre il patrimonio a semplice oggetto museale o turistico, dime...

Caro Matteo, 'la pacchia è finita!' Se hai ancora voglia di andare a sciare in Danimarca leggi questo articolo




L'INCENERITORE CON LA PISTA DA SCI DI COPENAGHEN CHIUDE PER DIFETTO DI PROGETTAZIONE. OTTIMO !!!
(il sottotitolo è una notizia di cronaca locale estranea al titolo)

Anche se occorre specificare meglio le caratteristiche tecniche di questo "fasullo modello di efficienza" :
1. l'uso delle ceneri per fare i sottofondi stradali in Italia è vietato essendo rifiuti "speciali" e pericolosi,
2. In Italia, ad eccezione di Brescia e Lecco del Nord, il calore generato non ha alcun interesse non essendoci le reti di teleriscaldamento necessarie che al Centro Sud servirebbero per troppo poco tempo l'utenza urbana,
3. Quello che NON DICONO è che insieme ai fumi comunque vengono immesse in aria NANOPOLVERI contenenti metalli pesanti e DIOSSINE (che si ricombinano in sede di raffreddanento)
 

Massimo Piras

Pensando di fare cosa utile a tutti, dal sito del progettista/costruttore dell'inceneritore di Copenhagen:

400,000 tons of waste a year result in:
99% energy efficiency.
District heating for 160,000 households.
Electricity for 62,500 households.
100 million litres of spare water recovered through flue gas condensation.
90% reuse of metals from waste amounting to 10,000 tonnes of metal a year.
100,000 tonnes of bottom ash reused as road material which saves large amounts of gravel
Occorre notare:
la produzione di un 25% di ceneri che vengono riciclate per "pavimentazione stradale";
la produzione di 2,5% di metalli che vengono "riusati";
il recupero di acqua dai fumi per condensazione (una tecnologia che in Italia non trova applicazione);
la distribuzione del calore - acqua calda - alle case dei quartieri vicini (unica ragione per cui l'inceneritore sta in quel posto!)
la produzione di elettricità con un rendimento di ca. 25%
Nulla si dice su quanto esce dal camino né sulla sostenibilità finanziaria dell'opera, costi e benefici.

In definitiva la presunta sostenibilità ambientale dell'impianto sta tutta nel riciclo/riuso degli effluenti solidi e liquidi - tutta da dimostrare se fattibile anche in Italia e senza i quali l'impianto non chiuderebbe affatto il ciclo materiale - e nell'uso per riscaldamento civile del calore residuo. Senza queste fondamentali caratteristiche tecnologiche l'impianto - compreso la sua pista da sci e la passeggiata panoramica - non esisterebbe neppure.
In definitiva l'impianto costituisce un esemplare unico della specie che non può essere riprodotto facilmente in altri siti.
Questo ovviamente sul piano meramente tecnico e fatte salve tutte le obiezioni socio-sanitarie del caso.

http://cphpost.dk/news/local-news-in-brief-countrys-most-expensive-incinerator-closes-down-indefinitely.html?fbclid=IwAR0TRBbaaK5ZdcrI9gqgyitlUAoPw_i-f3DogetuZhDX_ea_a7F4DqSmvOs

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(by Nicola)

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