La celebre Tavola Osca, conservata ad Agnone e ritrovata nel territorio di Capracotta, continua ancora oggi a interrogare studiosi e comunità sul rapporto profondo tra identità, territorio e memoria. In questi giorni il Molise torna a confrontarsi con uno dei suoi reperti più importanti: una testimonianza straordinaria non solo dal punto di vista linguistico e archeologico, ma anche per ciò che racconta sul rapporto tra esseri umani, natura, sacralità e comunità. Forse è proprio questo il punto più attuale. La Tavola non parla soltanto del passato. Parla anche a noi. Ci parla del legame tra territorio e identità. Del rapporto tra ambiente e cultura. Di una spiritualità che non separava il sacro dalla vita quotidiana. Di una visione del mondo profondamente radicata nei cicli naturali, nella terra e nelle comunità. Ed è forse per questo che oggi il tema torna così centrale. Il rischio contemporaneo, infatti, è ridurre il patrimonio a semplice oggetto museale o turistico, dime...
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Controllo della qualità dell'aria in Molise
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CAMBIANO I MUSICANTI MA LA MUSICA E' SEMPRE LA STESSA
Le
Procure organizzano incontri, dispongono "nuove e più approfondite
analisi ambientali", e la notizia viene divulgata da un consigliere
regionale, il quale a sua volta ha incontrato il nuovo Procuratore Capo
al Tribunale di Isernia e reso noto che per la Procura le questioni
ambientali sono una priorità per cui sarà invitato in III Commissione "a
relazionare, ove possibile, sull'esito degli accertamenti svolti in
modo da programmare i futuri interventi della Regione in Materia", ecc..
Per cui ripropongo una breve sintesi del triste rosario sulla questione
ambiente nel Molise nella provincia di Isernia, ma è ,o stesso per
quella di Campobasso: 1) la tutela ambiente non è una priorità
delle Procure bensì un preciso dovere di inquisire, ad es., chi rilascia
autorizzazioni alla termocombustione di rifiuti nonostante una palese
violazione del D.L. 155/2010, in particolare dell'art. 5. Ricordiamo che
Venafro, e tutto il territorio limitrofo, non si sa "quanto" di esso, è
esposto alle emissioni di due inceneritori in territorio molisano e uno
in territorio laziale; 2) la Regione è inadempiente in materia
di tutela della salute pubblica e del controllo dello stato di qualità
dell'aria ambiente, e per questo è ancora sotto diffida del Ministro
dell'Ambiente, risalente al 20102. Ma nulla si muove; 3)
sinceramente mi meraviglia che in quell'area si tolleri, ormai da anni,
di essere esposti ad un rischio certo, non valutato negli effetti che,
peraltro, colpiscono specialmente bambini e soggetti anziani; 4)
parimenti mi sembra incredibile che questo stato di cose si affronti in
maniera così disimpegnata. Se il nuovo Procuratore vuole vederci chiaro
gli basta andare sul sito di Arpa Molise e verificare se sono
ottemperati gli obblighi di legge in tema di informazione obbligatoria
al pubblico sui livelli degli inquinanti indicati nel predetto Decreto
Legge, e poi regolarsi se chiedere o meno al Giudice misure cautelari
idonee a proteggere i cittadini. Anche perché mi pare di ricordare che
bruciare rifiuti senza controllare le micropolveri sia un'attività non
proprio salubre.
Dai dati del monitoraggio sono divenuti ultimamente conclamati i danni che l’inceneritore di Pozzilli produce:
con le attuali 93.000 T/a di rifiuti l’impianto ha emesso in un anno: Kg 1 di mercurio, Kg 2 di cadmio+tallio; Kg 15 di diossina+furani;
Tonnellate 122,53 di NO2 (diossido di azoto), T. 2,52 di NH3
(ammoniaca), T. 2,64 di CO (monossido di carbonio), T. 2,25 di HCl
(acido cloridrcio).
Nel biomonitoraggio eseguito in un’area di 5 Km intorno all’impianto è stato constatato l’accumulo in crescita di cadmio, piombo e mercurio sì da far concludere, dalla stessa società, per la criticità dell’area.
La società Hera Ambiente Spa (ex Energonut) ha dovuto dichiaralo
nell’ambito della procedura di A.I.A. (autorizzazione ambientale
integrata) che ha avviato per l’impianto di incenerimento rifiuti di
Pozzilli, essendovi obbligata dalla nuova normativa nazionale.
LA DITTA HA CHIESTO ANCHE DI RADDOPPIARE LE QUANTITA’ DI RIFIUTI DA BRUCIARE
In tale procedura la società ha chiesto sfruttare la massima potenza
dell’impianto (da 47 MW a 49,9 MW) e di raddoppiare le quantità da
bruciare anche mediante l’utilizzo di una tipologia di rifiuti
individuata col codice CER 19.12.12, avente minor potere calorifico,
sostanzialmente il residuo non riciclabile della raccolta differenziata
Se venisse autorizzato quanto richiesto dalla ditta, l’impatto sull’ambiente e sulla salute si aggraverà enormemente.
Il WWF Molise, come anche l’associazione Mamme per la Salute, ha
presentato osservazioni nell’ambito della procedura di AIA e ha chiesto
espressamente che per le nuove quantità e nuovo tipo di rifiuto Hera
Ambiente debba espletare la procedura di V.I.A. (valutazione di impatto
ambientale).
Nella Conferenza di Servizi, a cui abbiamo partecipato, l’Arpa Molise
ha espresso la stessa convinzione, mantenendola con fermezza nonostante
le intimidazioni e le minacce di ritorsioni economiche più volte
avanzate dai rappresentanti della società.
Se questa posizione sarà confermata anche dalla Regione, potremo dire
di aver raggiunto un bel risultato e potremo confidare in una
valutazione obiettiva e in una maggiore attenzione e sensibilità verso
le esigenze di tutela della qualità dell’aria e dell’ambiente e della
salute della popolazione, e soprattutto nel rispetto della legge.
Un impianto di questo tipo non può essere considerato un impianto per
la produzione di energia pulita. Con le immissioni in atmosfera di
metalli pesanti e particolarmente dannosi alla salute umana come il
mercurio e il cadmio, nell’energia prodotta non c’è niente di pulito, ma
solo i grandi interessi economici della società e la vocazione e la
funzione principale dell’impianto che è lo smaltimento dei rifiuti. La
ditta si arricchisce: facendo pagare i rifiuti in ingresso e poi
vendendo l’energia a prezzi maggiorati per via degli incentivi
accordati.
Chiediamo ai Comuni della vallata di opporsi alle richieste della
ditta e chiediamo alla Regione di esigere la V.I.A., così come indicato
dall’Arpa, avendo la responsabilità verso i cittadini e la loro salute.
Le osservazioni e le richieste del WWF, con i dati riassuntivi delle
emissioni sono disponibili sul sito del WWF Molise e sulla nostra pagina
Facebook wwfmolise.
Nel cuore del Molise, tra montagne e silenzi, c’è chi sceglie di non tacere. Area Matese ha diffuso una nota formale indirizzata a istituzioni nazionali e regionali – dalla Regione Molise al Ministero delle Infrastrutture , fino all’ ANAC e alla Corte dei Conti – denunciando gravi anomalie nella gestione di progetti e procedure pubbliche legate al territorio. Il documento, articolato e dettagliato, non è solo un atto di protesta: è un gesto di responsabilità civica. Richiama l’attenzione sulla necessità di trasparenza, rispetto delle regole e tutela dei beni comuni , ponendo l’accento su come la gestione delle risorse pubbliche debba rispondere a principi di correttezza, partecipazione e legalità sostanziale. Nel testo si evidenziano criticità amministrative, ipotesi di conflitti di interesse e mancate risposte istituzionali, in un contesto dove il silenzio rischia di diventare complicità. È un appello alla vigilanza, alla coerenza e al ritorno a una visione di sviluppo che...
L'ex presidente della Regione Molise e la sede di Bruxelles oggi messa in vendita. Riceviamo e pubblichiamo . Ribassato l’importo per la vendita all’asta della sede di Bruxelles da parte della Regione Molise. Acquistata per 1 milione e 600 mila euro, dopo l’inutile esborso di centinaia e centinaia di migliaia di euro per la sola manutenzione, dopo un primo tentativo di vendita nel 2024 andato a vuoto, è stato pubblicato un nuovo avviso esplorativo al prezzo ribassato a 1 milione e 350 mila euro. La svendita del palazzo acquistato venti anni fa esclusivamente per soddisfare la megalomania di Michele Iorio e dei suoi allegri compagni di brigata, e oggi in abbandono, è un triste presagio per l’intera regione destinata anch’essa, a breve, alla liquidazione “sotto costo”: all’Abruzzo, alla Puglia, alla Campania? Vedremo! ✍️ Vinicio D’Ambrosio
Ieri sera a Bojano si è tenuto un incontro pubblico sul Lotto Zero , una delle opere più controverse della storia recente del Molise. Un tratto di strada di 5,4 km che vale 170–180 milioni di euro . Un progetto che da dieci anni solleva domande senza risposta. Ancora una volta, anche ieri, i media locali erano assenti . A documentare l’incontro siamo stati solo noi dell’OML – Osservatorio Molisano sulla Legalità , nel pieno rispetto del nostro mandato: raccogliere, custodire e rendere pubbliche le informazioni rilevanti per la vita democratica dei territori. Al centro della serata: la ricostruzione del portavoce del comitato, Celeste Caranci ; l’analisi tecnica e civile di Tiziano Di Clemente (PCL Molise); dieci anni di segnalazioni ignorate ; l’assenza dell’ Analisi Costi–Benefici ; varianti progettuali non chiarite e atti incompleti; rischi ambientali e sanitari non adeguatamente valutati; la denuncia paradossale a un cittadino di 85 anni che ch...
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